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Lauree
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Autore:  Redazione [ mercoledì 4 ottobre 2006, 16:03 ]
Oggetto del messaggio:  Lauree

Volevo, non so se possibile, dare la mia opinione in relazione alle lauree brevi ed alle competenze dei vari Ingegneri. Confesso che per caso mi sono soffermato a leggere quanto scritto da un laureato lungo/breve sulle ragioni che dovrebbero far preferire il nuovo modo di essere ingegneri rispetto al vecchio e prendo spunto da alcune affermazioni fatte dal Collega:
Sicuramente molti studenti di ingegneria nel V.O erano indotti ad abbandonare per l'impegno, la costanza e l'elasticità richieste per affrontre gli esami. Ovviamente coloro che rinunciavano erano alla fine delle bocce perse, dopo alcuni anni passati in facoltà si ritrovavano al punto di partenza, in molti casi ciò era motivo di frustrazione, e senza dubbio le lauree triennali hanno diminuito se non azzzerato questo handicapp, per di più laureandosi in tre anni i neolaureati sono più giovani, più entusiasti e desiderosi di applicarsi al lavoro non avendo altre preoccupazioni se non quella di lavorare bene.
Daltro canto, però, mi pare evidente che coloro che escono dal corso triennale hanno avuto una vita universitaria " più facile", infatti il collega cui faccio riferimento dell'università di Trieste, dopo sostenuto e superato pochissimi esami del vecchio ordinamento nell'arco di 3 anni è passato al Nuovo ordinamento riuscendo a diventare ingegnere in maniera più veloce e diventare ingegnere specialista addirittura mentre lavorava e guadagnava proficuamente ( come lui afferma guadagnando molto di più di tanti Ingegneri quinquennali del V.O. ). Dato che sulla via di Damasco solo uno alcuni secoli or sono, fu folgorato e cambiò radicalmente se stesso ed il mondo, ne verrebbe da pensare che è cambiato ciò che era esterno allo studente, cioè i professori erano diventati immediatamente più bravi??? erano diminuiti gli iscritti in maniera tale che era possibile seguire serenamente una lezione chiedere spiegazioni ed essere seguiti in modo più accurato?
mi si assicura che gli esami non erano cambiati...ed allora dov'è nascosto l'uovo di colombo????
Io fatico a comprendere! qualcuno potrebbe dire: E' OVVIO SEI UNO DEL VECCHIO ORDINAMENTO, HAI IMPIEGATO 5 ANNI A FARE QUELLO CHE ALTRI FANNO IN 3!!!!!
Altra tesi sostenuta dal Collega è che al biennio aveva incontrato solo insegnanti teorici che non gli avevano mostrato nulla dela vita lavorativa dell'Ingegnere. Addirittura lo scopo ultimo dei professori era solo quello di clonare se stessi ( a questo punti mi verrebbe da dire che sono degli esseri inutili che pensano solo alla riproduzione ). Forse è questo l'uovo di colombo che mi sfuggiva prima, l'università ti dà solo teoria e niente pratica!!! Cambiano e buttiamo a mare qualche millennio di storia delle nostre università perche, finalmente abbiamo capito quale errore è stato commesso in tutto questo tempo!!
Altra cosa, che a mio parere è quanto meno singolare, è l'affermazione fatta relativa ai periti, quanti di noi si sono trovati a dover trattare con dei periti validissimi, persone in gamba che avevano approfondito alcuni argomenti ed erano veramente padroni dell'aspetto della materia che li interessava, io ho incontrato fior di muratori che l'università l'hanno solo sentita nominare, peccato che codesti muratori, ribadisco VALIDISSIMI, la scala la sapevano realizzare in un solo modo, il muro a secco andava fatto in quel modo e Basta! Perchè poi si facesse in un modo o in un altro non era cosa che interessasse alcuno.
In ultimo il Collega afferma che anche avendo realizzato il suo percorso universitario con il nuovo ordinamento, l'università non gli aveva dato alcuna competenza relativa al mondo del lavoro e che tutto quello che aveva appreso era merito suo e ....della forma mentis che aveva ricevuto in facolta!!!
Ma allora il N.o. non serve come il vecchio, visto che non dà alcuna informazione sul lavoro e l'unica cosa che viene insinuata nelle giovani menti è proprio la forma Mentis????? Allora se sono le sinapsi del cervello che devono contorcersi e riaggomitolarsi per avere un valido ingegnere , qual'è il modo migliore per farlo??? Abituarle a fare i "muratori" oppure mostrargli che la matematica e la fisica sono scienze su cui si ragiona, si postula e si sperimenta??? Comprendo che è molto più semplice prendere una tabella con dei valori e cercare il caso che, più o meno, si avvicina al manufatto che si deve realizzare, piuttosto che ragionare, comprendere ed utilizzare i fenomeni che sono legati alla funzionalità del manufatto. Comprendo che all'itern dell'industria servano persoe che islvano i prblemi nel modo più velce e oficuo, non necessariamente più intelligente...piò richiedere tempo e ragionamenti che non vanno d'accordo con la produzione nfatti in Italia investimenti sulla ricerca sono ridicoli, andiamo al traino dei brevetti degli altri.
Insomma Il nuovo ordinamento ha sicuramente ridotto le " Cure " degli studenti creando meno ansia e meno frustrazioni, ha sicuramente dato alle industrie delle figure più giovani e quindi plasmabili con maggiore facilità, ma gli ha dato, spero, degli ottimi Periti ( che saranno tali dopo alcuni anni di esperienza ).

Distinti saluti
Pasquale Zambrotta

Autore:  NHLPP [ mercoledì 4 ottobre 2006, 16:12 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Lauree

Finalmente un argomento nuovo ed interessante! E finalmente una nuova visione della questione!

PS: facciamo una scommessa: scomettiamo che se garantiamo ai VO stipendi, diciamo il 30% più alti dei NO improvvisamente smetteranno anche le patetiche e leziose teorie sulla preparazione degli studenti e sulla FORMA MENTIS?

Redazione ha scritto:
Volevo, non so se possibile, dare la mia opinione in
relazione alle lauree brevi ed alle competenze dei vari Ingegneri. Confesso che per caso mi sono soffermato a leggere quanto scritto da un laureato lungo/breve sulle ragioni che dovrebbero far preferire il nuovo modo di essere ingegneri rispetto al vecchio e prendo spunto da alcune affermazioni fatte dal Collega:
Sicuramente molti studenti di ingegneria nel V.O erano indotti ad abbandonare per l'impegno, la costanza e l'elasticità richieste per affrontre gli esami. Ovviamente coloro che rinunciavano erano alla fine delle bocce perse, dopo alcuni anni passati in facoltà si ritrovavano al punto di partenza, in molti casi ciò era motivo di frustrazione, e senza dubbio le lauree triennali hanno diminuito se non azzzerato questo handicapp, per di più laureandosi in tre anni i neolaureati sono più giovani, più entusiasti e desiderosi di applicarsi al lavoro non avendo altre preoccupazioni se non quella di lavorare bene.
Daltro canto, però, mi pare evidente che coloro che escono dal corso triennale hanno avuto una vita universitaria " più facile", infatti il collega cui faccio riferimento dell'università di Trieste, dopo sostenuto e superato pochissimi esami del vecchio ordinamento nell'arco di 3 anni è passato al Nuovo ordinamento riuscendo a diventare ingegnere in maniera più veloce e diventare ingegnere specialista addirittura mentre lavorava e guadagnava proficuamente ( come lui afferma guadagnando molto di più di tanti Ingegneri quinquennali del V.O. ). Dato che sulla via di Damasco solo uno alcuni secoli or sono, fu folgorato e cambiò radicalmente se stesso ed il mondo, ne verrebbe da pensare che è cambiato ciò che era esterno allo studente, cioè i professori erano diventati immediatamente più bravi??? erano diminuiti gli iscritti in maniera tale che era possibile seguire serenamente una lezione chiedere spiegazioni ed essere seguiti in modo più accurato?
mi si assicura che gli esami non erano cambiati...ed allora dov'è nascosto l'uovo di colombo????
Io fatico a comprendere! qualcuno potrebbe dire: E' OVVIO SEI UNO DEL VECCHIO ORDINAMENTO, HAI IMPIEGATO 5 ANNI A FARE QUELLO CHE ALTRI FANNO IN 3!!!!!
Altra tesi sostenuta dal Collega è che al biennio aveva incontrato solo insegnanti teorici che non gli avevano mostrato nulla dela vita lavorativa dell'Ingegnere. Addirittura lo scopo ultimo dei professori era solo quello di clonare se stessi ( a questo punti mi verrebbe da dire che sono degli esseri inutili che pensano solo alla riproduzione ). Forse è questo l'uovo di colombo che mi sfuggiva prima, l'università ti dà solo teoria e niente pratica!!! Cambiano e buttiamo a mare qualche millennio di storia delle nostre università perche, finalmente abbiamo capito quale errore è stato commesso in tutto questo tempo!!
Altra cosa, che a mio parere è quanto meno singolare, è l'affermazione fatta relativa ai periti, quanti di noi si sono trovati a dover trattare con dei periti validissimi, persone in gamba che avevano approfondito alcuni argomenti ed erano veramente padroni dell'aspetto della materia che li interessava, io ho incontrato fior di muratori che l'università l'hanno solo sentita nominare, peccato che codesti muratori, ribadisco VALIDISSIMI, la scala la sapevano realizzare in un solo modo, il muro a secco andava fatto in quel modo e Basta! Perchè poi si facesse in un modo o in un altro non era cosa che interessasse alcuno.
In ultimo il Collega afferma che anche avendo realizzato il suo percorso universitario con il nuovo ordinamento, l'università non gli aveva dato alcuna competenza relativa al mondo del lavoro e che tutto quello che aveva appreso era merito suo e ....della forma mentis che aveva ricevuto in facolta!!!
Ma allora il N.o. non serve come il vecchio, visto che non dà alcuna informazione sul lavoro e l'unica cosa che viene insinuata nelle giovani menti è proprio la forma Mentis????? Allora se sono le sinapsi del cervello che devono contorcersi e riaggomitolarsi per avere un valido ingegnere , qual'è il modo migliore per farlo??? Abituarle a fare i "muratori" oppure mostrargli che la matematica e la fisica sono scienze su cui si ragiona, si postula e si sperimenta??? Comprendo che è molto più semplice prendere una tabella con dei valori e cercare il caso che, più o meno, si avvicina al manufatto che si deve realizzare, piuttosto che ragionare, comprendere ed utilizzare i fenomeni che sono legati alla funzionalità del manufatto. Comprendo che all'itern dell'industria servano persoe che islvano i prblemi nel modo più velce e oficuo, non necessariamente più intelligente...piò richiedere tempo e ragionamenti che non vanno d'accordo con la produzione nfatti in Italia investimenti sulla ricerca sono ridicoli, andiamo al traino dei brevetti degli altri.
Insomma Il nuovo ordinamento ha sicuramente ridotto le " Cure " degli studenti creando meno ansia e meno frustrazioni, ha sicuramente dato alle industrie delle figure più giovani e quindi plasmabili con maggiore facilità, ma gli ha dato, spero, degli ottimi Periti ( che saranno tali dopo alcuni anni di esperienza ).

Distinti saluti
Pasquale Zambrotta

Autore:  Devilman [ mercoledì 4 ottobre 2006, 16:21 ]
Oggetto del messaggio: 

Scommettiamo che nasce una nuova battaglia???

Autore:  NHLPP [ mercoledì 4 ottobre 2006, 16:22 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Lauree

Concordo.
Ma vale solo tutti i laureati che fuori di casa non hanno la targetta "Studio di Ingegneria Dott. Ing. Tal Dei Tali. Dal 1958")


afazio ha scritto:
E scommetti che se quando s'e' parlato di riforma delle università avessero anche detto che gli stipendi dei nuovi laureati sarebbero stati del 30% inferiori rispetto a quelli dei vecchi, ci sarebbe stata una rivoluzione e la riforma non sarebbe andata in porto?
E scommetti che se adesso si dicesse che e' equo ridurre del 30% gli stipendi ai NO, questi, e sopratutto coloro che iniziano adesso il percorso universitario, griderebbero... vogliamo il vecchio?


NHLPP ha scritto:
Finalmente un argomento nuovo ed interessante! E finalmente una nuova visione della questione!

PS: facciamo una scommessa: scomettiamo che se garantiamo ai VO stipendi, diciamo il 30% più alti dei NO improvvisamente smetteranno anche le patetiche e leziose teorie sulla preparazione degli studenti e sulla FORMA MENTIS?

Redazione ha scritto:
Volevo, non so se possibile, dare la mia opinione in
relazione alle lauree brevi ed alle competenze dei vari Ingegneri. Confesso che per caso mi sono soffermato a leggere quanto scritto da un laureato lungo/breve sulle ragioni che dovrebbero far preferire il nuovo modo di essere ingegneri rispetto al vecchio e prendo spunto da alcune affermazioni fatte dal Collega:
Sicuramente molti studenti di ingegneria nel V.O erano indotti ad abbandonare per l'impegno, la costanza e l'elasticità richieste per affrontre gli esami. Ovviamente coloro che rinunciavano erano alla fine delle bocce perse, dopo alcuni anni passati in facoltà si ritrovavano al punto di partenza, in molti casi ciò era motivo di frustrazione, e senza dubbio le lauree triennali hanno diminuito se non azzzerato questo handicapp, per di più laureandosi in tre anni i neolaureati sono più giovani, più entusiasti e desiderosi di applicarsi al lavoro non avendo altre preoccupazioni se non quella di lavorare bene.
Daltro canto, però, mi pare evidente che coloro che escono dal corso triennale hanno avuto una vita universitaria " più facile", infatti il collega cui faccio riferimento dell'università di Trieste, dopo sostenuto e superato pochissimi esami del vecchio ordinamento nell'arco di 3 anni è passato al Nuovo ordinamento riuscendo a diventare ingegnere in maniera più veloce e diventare ingegnere specialista addirittura mentre lavorava e guadagnava proficuamente ( come lui afferma guadagnando molto di più di tanti Ingegneri quinquennali del V.O. ). Dato che sulla via di Damasco solo uno alcuni secoli or sono, fu folgorato e cambiò radicalmente se stesso ed il mondo, ne verrebbe da pensare che è cambiato ciò che era esterno allo studente, cioè i professori erano diventati immediatamente più bravi??? erano diminuiti gli iscritti in maniera tale che era possibile seguire serenamente una lezione chiedere spiegazioni ed essere seguiti in modo più accurato?
mi si assicura che gli esami non erano cambiati...ed allora dov'è nascosto l'uovo di colombo????
Io fatico a comprendere! qualcuno potrebbe dire: E' OVVIO SEI UNO DEL VECCHIO ORDINAMENTO, HAI IMPIEGATO 5 ANNI A FARE QUELLO CHE ALTRI FANNO IN 3!!!!!
Altra tesi sostenuta dal Collega è che al biennio aveva incontrato solo insegnanti teorici che non gli avevano mostrato nulla dela vita lavorativa dell'Ingegnere. Addirittura lo scopo ultimo dei professori era solo quello di clonare se stessi ( a questo punti mi verrebbe da dire che sono degli esseri inutili che pensano solo alla riproduzione ). Forse è questo l'uovo di colombo che mi sfuggiva prima, l'università ti dà solo teoria e niente pratica!!! Cambiano e buttiamo a mare qualche millennio di storia delle nostre università perche, finalmente abbiamo capito quale errore è stato commesso in tutto questo tempo!!
Altra cosa, che a mio parere è quanto meno singolare, è l'affermazione fatta relativa ai periti, quanti di noi si sono trovati a dover trattare con dei periti validissimi, persone in gamba che avevano approfondito alcuni argomenti ed erano veramente padroni dell'aspetto della materia che li interessava, io ho incontrato fior di muratori che l'università l'hanno solo sentita nominare, peccato che codesti muratori, ribadisco VALIDISSIMI, la scala la sapevano realizzare in un solo modo, il muro a secco andava fatto in quel modo e Basta! Perchè poi si facesse in un modo o in un altro non era cosa che interessasse alcuno.
In ultimo il Collega afferma che anche avendo realizzato il suo percorso universitario con il nuovo ordinamento, l'università non gli aveva dato alcuna competenza relativa al mondo del lavoro e che tutto quello che aveva appreso era merito suo e ....della forma mentis che aveva ricevuto in facolta!!!
Ma allora il N.o. non serve come il vecchio, visto che non dà alcuna informazione sul lavoro e l'unica cosa che viene insinuata nelle giovani menti è proprio la forma Mentis????? Allora se sono le sinapsi del cervello che devono contorcersi e riaggomitolarsi per avere un valido ingegnere , qual'è il modo migliore per farlo??? Abituarle a fare i "muratori" oppure mostrargli che la matematica e la fisica sono scienze su cui si ragiona, si postula e si sperimenta??? Comprendo che è molto più semplice prendere una tabella con dei valori e cercare il caso che, più o meno, si avvicina al manufatto che si deve realizzare, piuttosto che ragionare, comprendere ed utilizzare i fenomeni che sono legati alla funzionalità del manufatto. Comprendo che all'itern dell'industria servano persoe che islvano i prblemi nel modo più velce e oficuo, non necessariamente più intelligente...piò richiedere tempo e ragionamenti che non vanno d'accordo con la produzione nfatti in Italia investimenti sulla ricerca sono ridicoli, andiamo al traino dei brevetti degli altri.
Insomma Il nuovo ordinamento ha sicuramente ridotto le " Cure " degli studenti creando meno ansia e meno frustrazioni, ha sicuramente dato alle industrie delle figure più giovani e quindi plasmabili con maggiore facilità, ma gli ha dato, spero, degli ottimi Periti ( che saranno tali dopo alcuni anni di esperienza ).

Distinti saluti
Pasquale Zambrotta

Autore:  ming [ sabato 7 ottobre 2006, 12:49 ]
Oggetto del messaggio: 

che palle...!!

Autore:  grendizer [ venerdì 13 ottobre 2006, 9:50 ]
Oggetto del messaggio: 

spezzo una lancia in favore del nuovo ordinamento, frequento ancora spesso l'università per lavoro, devo dire che i nuovi ordinamento studieranno pure meno (ma la colpa non è certo loro e quelli che c'hanno gli attributi si rifaranno una volta usciti), ma sicuramente sono meno "nerds" di quando l'università la facevo io e c'è anche molta più gnocca.

Autore:  LuckyTownMan [ venerdì 13 ottobre 2006, 10:40 ]
Oggetto del messaggio: 

L'incremento di gnocca è un bel passo avanti...sul quale siamo tutti d'accordo.
Ma xè nessun NO, programmi dei corsi alla mano, è mai disposto ad ammettere che:

ANALISI A+ANALISI B+ ANALISI C (NO)
NON SONO EQUIVALENTI AD:
ANALISI 1 + ANALISI 2 (VO)?????

Fermo restando che i poveri NO non hanno nessuna colpa...non avrebbero potuto fare il VO nemmeno se l'avessero voluto xè non più disponibile....

Autore:  Shinzon [ venerdì 13 ottobre 2006, 10:51 ]
Oggetto del messaggio: 

Io sono una NO non per mia scelta, nel senso che la mia Uni ha praticamente obbligato il passaggio dal vecchio al nuovo per gli studenti che avevano sostenuto pochi esami (io al tempo avevo finito il primo anno con 4 esami VO all'attivo). Quindi mi sono ritrovata in questa infelice situazione.
All'inizio devo dire che i prof se ne sbattevano della riforma, e continuavano con i programmi e le metodologie vecchie, solo che npi studenti avevamo meno tempo per assimilare le cose. Però sono felice di essere capitata in questo periodo di transizione, almeno posso dire di essermi fatta il c***o, nonostante la mia laurea si NO a tutti gli effetti.
Col passare degli anni ho visto che corsi e programmi diventavano sempre più ridicoli, e sono contenta di essere uscita appena in tempo per non far parte di questo scempio!

Autore:  grendizer [ venerdì 13 ottobre 2006, 11:56 ]
Oggetto del messaggio: 

LuckyTownMan ha scritto:
L'incremento di gnocca è un bel passo avanti...sul quale siamo tutti d'accordo.
Ma xè nessun NO, programmi dei corsi alla mano, è mai disposto ad ammettere che:

ANALISI A+ANALISI B+ ANALISI C (NO)
NON SONO EQUIVALENTI AD:
ANALISI 1 + ANALISI 2 (VO)?????

Fermo restando che i poveri NO non hanno nessuna colpa...non avrebbero potuto fare il VO nemmeno se l'avessero voluto xè non più disponibile....


normalmente l'ammettono "quasi" tutti gli studenti e tutti i professori

Autore:  LuckyTownMan [ lunedì 16 ottobre 2006, 9:52 ]
Oggetto del messaggio: 

Hai ragione, forse ho esagerato dicendo nessuno...

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