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 Oggetto del messaggio: Poca spesa, poca resa
MessaggioInviato: martedì 21 novembre 2006, 17:10 
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Iscritto il: mercoledì 23 aprile 2003, 15:46
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Autore: Ing. Alessandro Corrias


Sicuramente il messaggio "Poca spesa, Poca resa" rende l'idea su cosa i "Minimi tariffari" possano creare nel settore delle libere professioni un minimo inderogabile serve perlomeno a ripagare il continuo aggiornamento professionale, attraverso corsi, seminari, bibliografia specifica, abbonamenti vari etc, che come liberi professionisti siamo obbligati per rendere la nostra prestazione sempre al passo con i tempi, con le metodologie e con i materiali, e sopratutto con le normative che arrivano come pioggia battente senza "stagione".
Un mondo delle libere professioni senza garanzia di un minimo tariffario percorre controcorrente il codice deontologico, porta il cliente a pagare veramente un "minimo" ogni volta che si ha un "minimo" da realizzare, applicando al "minimo" la professionalità, non preoccupandosi infine di stare un "minimo" dalla parte del cliente! Il tutto porterà ad osservare solo quel "minimo" di sicurezza (peraltro indispensabile) e di garanzie che è necessario dare come importante contributo nelle libere professioni. In soldoni il tutto si riassume veramente in un "minimo" dal quale però si devono pagare tutti quegli oneri per mantenere in piedi un'attività come la nostra (parlo chiaramente da ingegnere) già inflazionata e "confusa" dall'introduzione del DPR 328/2001.
Un'ultima battuta per concludere, ma se dobbiamo aplicare i minimi tariffari, come riusciamo agli occhi del fisco ad essere "Congrui e Coerenti"?

Complimenti ancora a tutti coloro che lavorano in questa direzione.
Ing. Alessandro Corrias


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 Oggetto del messaggio: Re: Poca spesa, poca resa
MessaggioInviato: martedì 21 novembre 2006, 17:17 
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Iscritto il: mercoledì 3 novembre 2004, 17:48
Messaggi: 1613
Ad esempio dichiarando di più di 18.000 € all'anno.

Redazione ha scritto:
Autore: Ing. Alessandro Corrias
Un'ultima battuta per concludere, ma se dobbiamo aplicare i minimi tariffari, come riusciamo agli occhi del fisco ad essere "Congrui e Coerenti"?


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 Oggetto del messaggio: Re: Poca spesa, poca resa
MessaggioInviato: martedì 21 novembre 2006, 17:28 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
Messaggi: 7749
Località: rimini
Redazione ha scritto:
Autore: Ing. Alessandro Corrias
Sicuramente il messaggio "Poca spesa, Poca resa" rende l'idea


tralascio di aggiornarla sul dibattito in questo forum, che rende la sua aria fritta alquanto stantia. molto semplicemente, il fatto è che fino ad oggi il messaggio è stato "molta spesa, poca resa", dunque se non altro c'è un passo avanti.

_________________
"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: mercoledì 22 novembre 2006, 12:08 
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Iscritto il: martedì 21 novembre 2006, 20:08
Messaggi: 14
Località: Ragusa
Alcuni brani di Ruskin
UNA LOGICA CHE ASSICURA LA VOSTRA SCELTA
“Non è saggio pagare troppo, ma pagare poco è peggio. Quando si paga troppo si perde un po’ di denaro e basta. Ma se si paga troppo poco si rischia di perdere tutto, perché la cosa comperata potrebbe non essere all'altezza delle proprie esigenze”.

“La legge dell'equilibrio negli scambi non consente di pagare poco e di ricevere molto: è un assurdo”.

“Se si tratta col più basso offerente, sarà prudente accantonare qualcosa per il rischio che si corre”.

“Le belle e le buone cose non si possono ottenere con piccole spese, qualunque sia il procedimento usato per la loro fabbricazione”.

“Tutti i lavori di qualità devono avere un prezzo proporzionale all’abilità, al tempo, al costo ed al rischio inerenti la loro preparazione”.
Biografia:
Nato a Londra nel 1819 da John James, commerciante di sherry e appassionato d'arte, e da Margaret, puritana evangelica di stretta osservanza, Ruskin ricevette una educazione preuniversitaria lontano dalle scuole pubbliche e sotto il diretto controllo dei genitori. Fu educato dalla madre a una quotidiana lettura esegetica della Bibbia e tale esercizio determinò il suo metodo interpretativo anche in campo artistico.
Tappa fondamentale per Ruskin fu l'incontro con la pittura di W.M.Turner che difese calorosamente nel primo volume, anonimo, di Modern Painters apparso nel 1843. Tale difesa provocò la violenta reazione della critica e sconcertò lo stesso pittore. Nell'opera Modern Painters, Ruskin intese dimostrare la superiorità della pittura dei moderni paesaggisti rispetto ai modelli allora dominanti di Claude Lorrain, Salvator Rosa e Nicolas Poussin.
I viaggi in Italia portarono Ruskin a studiare la scuola toscana e quella veneziana, rivalutando i "primitivi" e l'architettura delle città italiane del nord. Esito di questi nuovi indirizzi di studio fu il volume The Seven Lamps of Architecture del 1849 col quale dava espressione a un gusto che si era formato da un decennio in Inghilterra con le correnti neogotiche.
Dal 1852 l'interesse di Ruskin per i problemi politici e sociali aumentò costantemente tanto da caratterizzare anche la produzione di argomento artistico. La sua opposizione al capitalismo e all'industrialismo si concretizzò nella fondazione di una comunità agraria, la St. Georges's Guild, che tuttavia non ebbe successo. Nominato Slade professor of Art a Oxford, continuò l'insegnamento fino al 1884, anno in cui dovette ritirarsi per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute.


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MessaggioInviato: mercoledì 22 novembre 2006, 12:33 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
Messaggi: 7749
Località: rimini
tutto molto interessante.
mancano però, le definizioni di poco, molto e troppo (ovvero, chi è che dice che prima si pagava molto per ottenere molto? secondo me prima si pagava troppo per ottenere poco)

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"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: mercoledì 22 novembre 2006, 16:58 
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Iscritto il: martedì 21 novembre 2006, 20:08
Messaggi: 14
Località: Ragusa
Infatti sono i committenti che dovrebbero capire come spendere bene il proprio denaro. Mettere tutti gli ingegneri sullo stesso piano a livello delle parcelle, come teoricamente succedeva con i minimi tariffari, avrebbe dovuto far preferire quelli capaci di meglio rispondere alle esigenze dei clienti! In ogni caso, siccome nessuno regala il proprio lavoro, alla diminuzione del corrispettivo corrisponderà la diminuzione della qualità del lavoro, non il contrario! Se la nostra società ha bisogno di qualità, è il decreto Bersani la risposta giusta?
Da ultimo un modo di dire siciliano: "è u malatu ca paia a miricina" (è il malato che deve pagare la medicina).


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