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 Oggetto del messaggio: Re: alucard il provocatore ?
MessaggioInviato: martedì 13 febbraio 2007, 13:02 
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«Rafforzare i poteri dell'Antitrust» Ocse: bene tagli Italia ma ridurre fisco Nel suo rapporto «Going for Growth» l'organizzazione invita anche a ridurre i contributi previdenziali e a proseguire le liberalizzazioni

PARIGI - Ridurre le tasse, ancora troppo alte, e i contributi previdenziali. Specie per i redditi medio-bassi, dove l'occupazione è scoraggiata dal cuneo fiscale. Lo suggerisce l'Ocse all'Italia - nel suo rapporto «Going for Growth» - per accelerare la crescita economica, invitando, fra l'altro, a finanziare gli sgravi «rafforzando l'efficacia del prelievo fiscale e ponendo fine ai condoni». L'Ocse, nel suo documento di 180 pagine, riconosce comunque al nostro Paese di aver portato a termine il taglio del cuneo fiscale, e di aver realizzato «la seconda fase di tagli alla tassazione dei redditi».

LIBERALIZZAZIONI - Tra le priorità segnalate dall'Ocse anche l'aumento delle liberalizzazioni dei servizi, portando a compimento la riforma Bersani e rafforzando allo stesso tempo i poteri dell'Antitrust. Per gli esperti dell'Ocse l'Italia dovrebbe ridurre la presenza dello Stato nel capitale delle società, e «sostituire le golden share con una normativa imparziale , rafforzando le authority».
In particolare - si legge nel rapporto - il nostro Paese dovrebbe rimuovere le autorizzazioni che «impediscono all'authority Antitrust di fronteggiare i poteri anti-competitivi delle associazioni professionali». l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico rileva che «il decreto Bersani del giugno 2006 ha liberalizzato molti settori» e «rafforzato la protezione dei consumatori».

13 febbraio 2007


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 Oggetto del messaggio: Re: alucard il provocatore ?
MessaggioInviato: martedì 13 febbraio 2007, 20:48 
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NHLPP ha scritto:
«Rafforzare i poteri dell'Antitrust» Ocse: bene tagli Italia ma ridurre fisco Nel suo rapporto «Going for Growth» l'organizzazione invita anche a ridurre i contributi previdenziali e a proseguire le liberalizzazioni

LIBERALIZZAZIONI - Tra le priorità segnalate dall'Ocse anche l'aumento delle liberalizzazioni dei servizi, portando a compimento la riforma Bersani e rafforzando allo stesso tempo i poteri dell'Antitrust. Per gli esperti dell'Ocse l'Italia dovrebbe ridurre la presenza dello Stato nel capitale delle società, e «sostituire le golden share con una normativa imparziale , rafforzando le authority».
In particolare - si legge nel rapporto - il nostro Paese dovrebbe rimuovere le autorizzazioni che «impediscono all'authority Antitrust di fronteggiare i poteri anti-competitivi delle associazioni professionali». l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico rileva che «il decreto Bersani del giugno 2006 ha liberalizzato molti settori» e «rafforzato la protezione dei consumatori».


Ti ostini a non comprendere, e credo che tu lo faccia di proposito in ció determinato da un profondissimo condizionamento ideologico, che la soluzione ai tuoi problemi non deriva certo dalla possibiltá per le aziende straniere di sfruttare le opportunitá del mercato italiano. Perché in questo senso si leggono le inserzioni di cui sopra. Chi sono quelli che lamentano la presenza di poteri anti-competitivi? E quali sarebbero, poi, questi poteri? Vai un poco a lavorare in inghilterra senza appartenere ad una institution (a cui si accede non in virtú del superamento di una prova oggettiva, bensí in virtú del proprio reddito e su assoluta discrezionalitá della institution stessa) !!

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Nell'epoca della menzogna universale, dire la verità é un atto rivoluzionario (George Orwell)


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MessaggioInviato: martedì 13 febbraio 2007, 21:17 
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a scanso di equivoci, quando parla di poteri anti-competitivi, l'OCSE si riferisce ai lacciuoli medievali che regolamentano l'ingresso nei settori come quello dei notai e dei farmacisti

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Ing. Paolo Bianco


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 Oggetto del messaggio: Re: alucard il provocatore ?
MessaggioInviato: martedì 13 febbraio 2007, 22:02 
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NHLPP ha scritto:
«Rafforzare i poteri dell'Antitrust» Ocse: bene tagli Italia ma ridurre fisco Nel suo rapporto «Going for Growth» l'organizzazione invita anche a ridurre i contributi previdenziali e a proseguire le liberalizzazioni

LIBERALIZZAZIONI - Tra le priorità segnalate dall'Ocse anche l'aumento delle liberalizzazioni dei servizi, portando a compimento la riforma Bersani e rafforzando allo stesso tempo i poteri dell'Antitrust. Per gli esperti dell'Ocse l'Italia dovrebbe ridurre la presenza dello Stato nel capitale delle società, e «sostituire le golden share con una normativa imparziale , rafforzando le authority».
In particolare - si legge nel rapporto - il nostro Paese dovrebbe rimuovere le autorizzazioni che «impediscono all'authority Antitrust di fronteggiare i poteri anti-competitivi delle associazioni professionali». l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico rileva che «il decreto Bersani del giugno 2006 ha liberalizzato molti settori» e «rafforzato la protezione dei consumatori».


Ti ostini a non comprendere, e credo che tu lo faccia di proposito in ció determinato da un profondissimo condizionamento ideologico, che la soluzione ai tuoi problemi non deriva certo dall'eliminazione degli ordini professionali, perché é in questo senso che si leggono le inserzioni di cui sopra. Chi sono quelli che lamentano la presenza di poteri anti-competitivi? E quali sarebbero, poi, questi poteri? Sono anni che i gruppi di potere agenti a livello di commissione europea esercitano fortissime pressioni di natura lobbistica (proprio loro !!!) sui governi continentali perché sia eliminato ogni ostacolo allo sviluppo commerciale delle societá ch'essi gruppi rappresentano. La loro azione muove, sul piano politico e della comunicazione, dall'incessante ribadire che nei paesi con "poche regole" (paesi anglosassoni) la quotaparte di PIL derivante dai servizi professionali ed il numero di professionisti attivi sarebbe assai superiore rispetto ai paesi con "molte regole" (non solo Italia ma anche Austria, Lussemburgo, Germania e Francia).
Per comprendere la sostanziale malafede (vorrei sperare superficialitá) di coloro che vanno promuovendo tale idea non occorrono sofisticate analisi del modello professionale continentale ed anglosassone; é sufficiente osservare (e sono dati che, in quanto tali, sono incontrovertibili) che nel nostro paese, nonostante i presunti vincoli di accesso ed esercizio della professione, il numero di professionisti é nettamente superiore rispetto ad ogni altro paese europeo e tra i piú elevati a livello mondiale. In Italia infatti, solo per fare qualche esempio riferito all'anno 2003, operavano in qualitá di liberi professionisti 100.000 commercialisti (tra dottori e ragionieri) 140.000 avvocati, 140.000 ingegneri, 100.000 architetti, 100.000 geometri, 50.000 periti industriali (per poi tacer dei medici e delle altre professioni sanitarie). Numeri, nel complesso, pari a quattro volte quello dell'insieme di tutti i liberi professionisti operanti, quell'anno, nel mercato del regno unito.
Appaiono altrettanto strumentali le affermazioni di coloro che attribuiscono al sistema inglese una totale assenza di ostacoli all'accesso ed all'esercizio permanente della professione, e soprattutto, le argomentazioni riguardo alle tariffe dei professionisti che in, tale paese, sarebbero inferiori rispetto a quanto riscontrabile nel resto dell'europa.
Al contrario, nel regno unito ogni professionista deve dimostrare di guadagnare ben oltre i nostri tanto criticati minimi (riparametrizzati al costo della vita d'oltre manica) se non vuole essere definitivamente espulso dalle associazioni (institution) - e quindi perdere ogni possibilitá di operare sul mercato - alle quali si accede non giá in virtú del possesso di requisiti oggettivabili, bensí in base al proprio reddito professionale e con assoluta discrezionalitá della "institution" medesima!!
Prova un po', mio caro NHLPP, a presentarti sul mercato inglese e vedere se riesci a spuntare anche una sola commessa!!

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Ultima modifica di emilio de bono il martedì 13 febbraio 2007, 22:29, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: martedì 13 febbraio 2007, 22:08 
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Ronin ha scritto:
a scanso di equivoci, quando parla di poteri anti-competitivi, l'OCSE si riferisce ai lacciuoli medievali che regolamentano l'ingresso nei settori come quello dei notai e dei farmacisti


Esatto! Se vogliamo sono solo due, in Italia ma non solo, le professioni a numero chiuso, per le quali possono ragionevolmente essere condivise le critiche di anticompetitivitá: i notai ed i farmacisti. Tuttavia, anche in questo caso, é necessario evitare conclusioni qualunquistiche e superficiali o, addirittura, semplicemente punitive.

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