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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 20 febbraio 2007, 18:22 
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Iscritto il: mercoledì 23 aprile 2003, 15:46
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Visto lo stato delle cose ritengo che non si possa più impedire la corsa al ribasso per le parcelle professionali che già era una realtà.

Ma perché non approfittare ora, visto che si parla di interesse del cittadino, affinché nella libertà della tariffa sia garantita uguale o confrontabile qualità e sicurezza della prestazione professionale (progetto/ direzione lavori e consulenza etc.) magari, questa qualità della prestazione certificata dall’ordine professionale grazie ad apposite commissioni i cui componenti saranno retribuiti a percentuale sul valore dell’opera.

Forse questo non si può fare perché sparisce il nero o diventa più difficile farlo e magari si deve cominciare seriamente a svolgere la professione nel rispetto delle norme e non tirandole e sorvolando su alcuni punti perché tanto nessuno controlla: Vedi prove per i collaudi dei cementi armati, vedi minime quantità di armatura nelle sezioni etc.



MAGARI SENTIRE IL PARERE DEI COLLEGHI SU QUESTO QUESITO : TARIFFE LIBERE MA CONTROLLO DA PARTE DEGLI ORDINI DELLA QUALITA’ DEL PRODOTTO POTREBBE ESSERE LA CARTINA AL TORNASOLE DI COSA PENSIAMO E DI CHE LIVELLO DI PROFESSIONALITA’ ABBIAMO



Le spese per i membri delle commissioni che dovrebbero rilasciare un parere di conformità, se così si può chiamare, sarà a carico del committente tot. a metro cubo nel caso di progettazione edile il resto a futuri sviluppi, ma mi vien da ridere.



Un saluto a voi , e grazie per il vostro impegno.



GB


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MessaggioInviato: martedì 20 febbraio 2007, 18:30 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
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Località: rimini
in teoria credo che siamo tutti d'accordo

in pratica però, la tua idea sottintende che i membri delle commissioni ordinistiche siano professionalmente più preparati dei semplici iscritti, e come tali idonei a essere chiamati a giudicarne l'operato (nota che questo tipo di valutazione è molto diversa dalla semplice vidimazione della tariffa, che si limita a certificare la correttezza dei calcoli della parcella).

è un'assunzione ragionevole? Non so dirlo, ma permettimi qualche serio dubbio al riguardo (d'altro canto quand'è stata l'ultima volta che un ordine ha agito nell'interesse del cittadino, invece che dell'iscritto?).

_________________
"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2007, 9:22 
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Iscritto il: martedì 19 settembre 2006, 16:49
Messaggi: 9
Ma... tra i compiti dell'Ordine non ci dovrebbe già essere quello di esercitare un certo controllo sui propri iscritti?

Io ero convinto fosse così. Forse ho capito male...

Però... se in effetti ho capito male (e cioè se veramente gli Ordini non devono vigilare sul buon operato dei propri iscritti) a cosa servono gli Ordini?


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MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2007, 9:39 
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Iscritto il: domenica 10 aprile 2005, 11:51
Messaggi: 2440
Redazione ha scritto:
Visto lo stato delle cose libertà della tariffa sia garantita uguale o confrontabile qualità e sicurezza della prestazione professionale


Perdona la franchezza ma la tua è una ca :roll: ata.

Innanzitutto è l'ordine che garantisce il cittadino perché lo stato non fidandosi del titolo di studio, pretende l'abilitazione e la successiva iscrizione, quindi la qualità - di fatto - è garantita.

Ma andando ancora più nello specifico, per quale caspita di motivo dovrei aggiungere un costo alla mia professione?

Perchè dovrei certificarmi?

Per i tuoi bei discorsi teorici? :?:

Gia adesso tocca combattere tra almeno il 60% di tasse cui vanno aggiunti i costi per i ritardati pagamenti, i bandi di progettazione pubblici che pretendono un'esagerata specializzazione dello studio e di fatto ci portano ad associarci quindi a dividere compensi già di per se magriecc.

Insomma più che aggiungere un'altra spesa all'ingegnere (perché te lo sogni che la carichi sul committente) io cercherei di sviluppare un senso di appartenza che ci porti ad una sorta di concordanza sullo stesso modo di ciò che fannno i medici, gli avvocati i dentisti ecc.


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MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2007, 10:01 
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Iscritto il: martedì 28 febbraio 2006, 18:59
Messaggi: 157
Località: Nuoro
Primo Prandoni ha scritto:
Ma... tra i compiti dell'Ordine non ci dovrebbe già essere quello di esercitare un certo controllo sui propri iscritti?


Dovrebbe, ma quante volte l'ha fatto?

La proposta ha un senso ma vedo già la corsa a far parte delle commissioni (soprattutto se sono retribuite).
Ribadisco un concetto che ho espresso altre volte: per i lavori pubblici gli strumenti ci sono già e sono più che abbondanti: basta guardare cosa dice il codice degli appalti alla voce "validazione". Se venisse applicato integralmente, sparirebbero tante schifezze progettuali e, probabilmente, anche tante parcelle ridicole.
Per i lavori privati c'è da pensarci su ma una soluzione (anche per quanto riguarda gli oneri economici) si può trovare.

Sugli Ordini non riporrei soverchie speranze: esistono le commissioni disciplinari (che dovrebbero sanzionare i comportamenti contrari alla deontologia professionale) ma, a quanto mi risulta, non hanno mai funzionato, ingenerando nell'immaginario collettivo (e non solo) che gli Ordini siano solamente lobbies strutturate a protezione degli iscritti, anche di coloro che combinano porcherie.

Saluti

_________________
Sebastiano


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MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2007, 10:20 
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Iscritto il: martedì 28 febbraio 2006, 18:59
Messaggi: 157
Località: Nuoro
mruoppolo ha scritto:
Innanzitutto è l'ordine che garantisce il cittadino perché lo stato non fidandosi del titolo di studio, pretende l'abilitazione e la successiva iscrizione, quindi la qualità - di fatto - è garantita.

Che barzelletta!
Ma in che mondo vivi? Non hai mai visto progetti-porcheria dalla "qualità-garantita"? Mi sai citare un solo caso in cui un ordine abbia "garantito il cittadino", sanzionando un proprio iscritto per aver redatto un progetto sbagliato?

mruoppolo ha scritto:
Ma andando ancora più nello specifico, per quale caspita di motivo dovrei aggiungere un costo alla mia professione?
Perchè dovrei certificarmi?


Non c'è nessun costo da aggiungere: basterebbe semplicemente fare bene il proprio mestiere e sanzionare chi lo fa male. Non ci vedo nulla di scandaloso.

mruoppolo ha scritto:
io cercherei di sviluppare un senso di appartenza che ci porti ad una sorta di concordanza sullo stesso modo di ciò che fannno i medici, gli avvocati i dentisti ecc.


Cioè? l'oscurità di queste parole suggerisce una sola parola: corporazione (se non peggio).
Mi pare che la deontologia professionale richieda ben altro.
Saluti

_________________
Sebastiano


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MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2007, 11:14 
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Iscritto il: martedì 12 dicembre 2006, 10:08
Messaggi: 104
io propongo il sistema Spagna.
l'Ente (ma si potrebbe anche applicare ai privati) paga all'Ordine (che ha calcolato la parcella) che si trattiene le sue spese amministrative (in %) e poi te la paga.

Questo sistema secondo me ha degli innumerevoli vantaggi.
1 - il rapporto "commerciale" è fra Ente e Ordine. Secondo me ci sarebbero meno RUP che fanno i furbi e meno parcelle pagate 3 anni dopo.
2 - se invece è il professionista ad aver fatto il furbo l'Ente se ne accorge con la validazione (che pero' dovrebbe esser fatta seriamente) che gira all'Ordine e la adduce come motivo per non pagare o farsi ridurre la parcella.
3 - A questo punto parte un contenzioso fra Ordine ed Ente (o privato, se volete) in cui se la spunta l'Ente l'Ordine ha tutto l'interesse a tirarvi le orecchie, perchè ci ha rimesso dei soldi (la sua "mazzetta" di spese amministrative percentuali) e se i soldi cominciano a essere tanti state pur certi che le orecchie ve le tirerà per bene. Si potrebbe utilizzare una tecnica burocratica simile a quella delle riserve delle imprese.
4 - l'Ente o il privato scelgono il professionista in base alla fiducia nella risoluzione di specifici problemi o al curriculum, essendo il prezzo uguale per tutti (come dovrebbe essere).
5 - Le segnalazioni dell'Ordine all'iscritto che non ha superato le validazioni e pertanto non è stato pagato o pagato meno sono rese pubbliche e gli Enti o i privati che devono assegnare incarichi le possono visionare, in una sorta di albo dei "buoni" e dei "cattivi" in cui la discriminante è la validazione o meno dei progetti e non la parcella proposta.
6 - con il "prezzo fisso" stabilito dall'Ordine intermediario della trattativa commerciale con il cliente noi professionisti sottrarremmo tempo alle estenuanti trattative - che troppo spesso sono l'unica discriminante per prendere un lavoro - per poterlo dedicare a cio' che veramente dobbiamo fare: lavorare bene e stare sempre aggiornati.


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MessaggioInviato: giovedì 22 febbraio 2007, 13:50 
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Iscritto il: mercoledì 2 marzo 2005, 10:21
Messaggi: 3280
sto vedendo che da quando le tariffe sono liberalizzate ci son studi disposti a lavorare anche a costo zero pur di accaparrarsi certi clienti anche solo come forma di pubblicità e appena il codice degli appalti sarà a regime credo che anche col pubblico si andrà al ribasso.


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