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PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI
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Autore:  grandepuffo1 [ sabato 7 settembre 2019, 13:09 ]
Oggetto del messaggio:  PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

Buongiorno,


Devo verificare una piastra di base con tirafondi e chiave di taglio.


Oltre al metodo riportato negli Eurocodici dei T-stub, vorrei capire:


1) se è corretto o meno effettuare anche una verifica con VcaSlu-Gelfi ?

2) con Vca-Slu il "Metodo n" è applicabile SOLO se si sta usando il metodo delle Tensioni Ammissibili e quindi con sollecitazioni derivanti da carichi NON fattorizzati o anche con sollecitazioni allo SLU?

3) con Vca-Slu metodo: SLU, è corretto utilizzare il Dominio M-N per verificare graficamente le sollecitazioni allo SLU derivanti dalle varie combinazioni di carico?


Grazie

Autore:  pasquale [ domenica 8 settembre 2019, 1:43 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

se posti un disegnino è meglio, perché possono esserci problemi "di bordo"

Autore:  grandepuffo1 [ domenica 8 settembre 2019, 16:05 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

Scusa ma non riesco a inserire l'immagine..

comunque è una classica piastra simmetrica quadrata dimensioni (550x550x30) mm con tot. 8 tirafondi (interesse tirafondi = 200 mm, distanza del tirafondo dal bordo piastra = 75 mm) e nervature in entrambe le direzioni

Autore:  frank80 [ lunedì 9 settembre 2019, 9:50 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

Io in genere faccio così:
1) scrematura dei calcoli con VCASLU metodo n, molto comodo perchè leggi le sollecitazioni sui singoli bulloni e ti rendi bene conto di come sta funzionando il tuo ancoraggio (cosa utile soprattutto per sollecitazioni deviate). Poi principali verifiche sui bulloni (taglio e trazione) a mano.
Il metodo n ha origine dalla determinazione dell'asse neutro, che è una caratteristica della sezione e quindi è universalmente utilizzabile a prescindere dai carichi TA o SLU. Ti dice solo come una sollecitazione esterna si ripartisce all'interno di una sezione, poi le verifiche devi fartele a mano tu.
2) calcolo vero e proprio dell'ancoraggio con il software della Hilti (Profis anchor / Profis Rebar) o della Wurth (non ricordo come si chiama) che sono semplicissimi e utilissimi per garantire il rispetto delle millemila condizioni che le ETAG (obbligatore con le NTC2018) pongono riguardo agli ancoraggi. Cosa indispensabile se si parla di inghisaggi in costruzioni esistenti, un po' meno se si parla di ancoraggi da realizzare ex-novo insieme alla struttura di fondazione.

Autore:  grandepuffo1 [ lunedì 9 settembre 2019, 22:48 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

frank80 ha scritto:
Io in genere faccio così:
1) scrematura dei calcoli con VCASLU metodo n, molto comodo perchè leggi le sollecitazioni sui singoli bulloni e ti rendi bene conto di come sta funzionando il tuo ancoraggio (cosa utile soprattutto per sollecitazioni deviate). Poi principali verifiche sui bulloni (taglio e trazione) a mano.
Il metodo n ha origine dalla determinazione dell'asse neutro, che è una caratteristica della sezione e quindi è universalmente utilizzabile a prescindere dai carichi TA o SLU. Ti dice solo come una sollecitazione esterna si ripartisce all'interno di una sezione, poi le verifiche devi fartele a mano tu.
2) calcolo vero e proprio dell'ancoraggio con il software della Hilti (Profis anchor / Profis Rebar) o della Wurth (non ricordo come si chiama) che sono semplicissimi e utilissimi per garantire il rispetto delle millemila condizioni che le ETAG (obbligatore con le NTC2018) pongono riguardo agli ancoraggi. Cosa indispensabile se si parla di inghisaggi in costruzioni esistenti, un po' meno se si parla di ancoraggi da realizzare ex-novo insieme alla struttura di fondazione.



frank80


1) Infatti ho il caso sia di Presso che di Tenso - flessione deviata e avevo usato VCASLU "metodo n" per verificare la tensione sul calcestruzzo e calcolare la trazione (Ft,Ed) sul tirafondo più sollecitato (Ft,Ed = sigma s max * As ).

Poi con il metodo "SLU - flessione deviata" ho fatto anche la verifica tramite il Dominio M-N.


Adesso ho capito da dove deriva il nome "metodo n" .


2) in questo caso è una struttura nuova, il calcolo definitivo l'ho fatto con Prosap, ma volevo avere un riscontro anche con un'altro metodo.


Grazie dei chiarimenti!

Autore:  jager [ martedì 10 settembre 2019, 1:15 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

Precisione: in realtà l'ETAG oggi non è più utilizzato se non per l'omologazione degli ancoraggi (Annex E). Il vecchio Annex C ora è stato sostituito dall'Eurocodice 2 parte 4 (Settembre 2018 versione inglese), relativo specialmente agli ancoraggi acciaio-calcestruzzo: le differenze non sono estremamente importanti, il metodo è sempre quello del CC ma insomma.

In ogni caso con VCASlu non verifichi assolutamente la piastra, ma puoi piuttosto avere una distribuzione degli sforzi. Ricordati inoltre che sarebbe opportuno, se prendi quella distribuzione, dimenticare i tiranti in compressione (la piastra è bullonata... non è come un'armatura aderente). A meno che tu non abbia tutto saldato sotto la piastra.

Autore:  grandepuffo1 [ martedì 10 settembre 2019, 21:29 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

jager,

Si i tirafondi compressi li ho esclusi.. lavora come una sez. in c.a. in semplice armatura.


Per la verifica a flessione e taglio della piastra invece ho considerato una striscia di larghezza unitaria di piastra (e altezza pari allo spessore della piastra) e l'ho assimilata a una trave su due appoggi con due sbalzi (gli appoggi sono le nervature verticali) caricata con un carico distribuito dato dalla pressione massima sul calcestruzzo.


Grazie!

Autore:  alexalex [ martedì 24 settembre 2019, 16:54 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

grandepuffo1 ha scritto:
Scusa ma non riesco a inserire l'immagine..

comunque è una classica piastra simmetrica quadrata dimensioni (550x550x30) mm con tot. 8 tirafondi (interesse tirafondi = 200 mm, distanza del tirafondo dal bordo piastra = 75 mm) e nervature in entrambe le direzioni



30 mm di spessore della piastra?

Autore:  grandepuffo1 [ martedì 15 ottobre 2019, 23:44 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

alexalex ha scritto:
grandepuffo1 ha scritto:
Scusa ma non riesco a inserire l'immagine..

comunque è una classica piastra simmetrica quadrata dimensioni (550x550x30) mm con tot. 8 tirafondi (interesse tirafondi = 200 mm, distanza del tirafondo dal bordo piastra = 75 mm) e nervature in entrambe le direzioni



30 mm di spessore della piastra?


Si perché?

Autore:  alexalex [ mercoledì 16 ottobre 2019, 9:16 ]
Oggetto del messaggio:  Re: PIASTRA BI BASE CON TIRAFONDI

grandepuffo1 ha scritto:
alexalex ha scritto:
grandepuffo1 ha scritto:
Scusa ma non riesco a inserire l'immagine..

comunque è una classica piastra simmetrica quadrata dimensioni (550x550x30) mm con tot. 8 tirafondi (interesse tirafondi = 200 mm, distanza del tirafondo dal bordo piastra = 75 mm) e nervature in entrambe le direzioni



30 mm di spessore della piastra?


Si perché?


non so cosa debba portare quella piastra, ma io non sono mai andato oltre ai 20 mm. soprattutto per le dim. in pianta.
ma se l'hai calcolata andra' bene cosi...

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