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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: venerdì 12 febbraio 2016, 8:32 
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Iscritto il: venerdì 9 maggio 2008, 21:56
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Secondo Voi qual è il vantaggio a diventare Agibilitatore?
Qualcuno ha già fatto i Corsi presso altre Regioni?
Grazie



La Protezione Civile (nazionale e regionale) ha adottato un modello organizzativo in cui è previsto che i “professionisti” (VVF, personale dipendente in forza alla Protezione civile dello Stato e delle Regioni) vengano supportati, nel caso di calamità prolungate ed estese, da associazioni ed organizzazioni derivanti dalla Società civile.
In questo senso va anche l’istituzione del NTN (Nucleo Tecnico Nazionale), che ha come obbiettivo l’organizzazione strutturata e la formazione di un gruppo di tecnici disponibili a collaborare con la Protezione civile, come volontari a titolo gratuito, per l’attività di verifica di agibilità degli edifici nell’emergenza post sisma con la compilazione delle schede AEDES.
La Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Friuli Venezia Giulia, ha inoltrato richiesta per istituire appositi corsi di formazione per gli iscritti ai rispettivi Ordini territoriali.
L’obiettivo della Federazione degli Ingegneri del Friuli Venezia Giulia è quello di formare una sezione operativa di ingegneri “agibilitatori” abilitati alla gestione dell’emergenza, del rilievo del danno e alla verifica dell’agibilità post sismica.
Al fine di passare alla programmatica di dettaglio, si è deciso che i singoli Ordini raccolgano le manifestazioni di interesse dei propri iscritti in modo da poter valutare la possibilità di attivare un corso o più corsi in funzione del numero di iscritti.
Per valutare l’eventuale manifestazione di interesse alla partecipazione si allega il programma del corso e si richiama l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali quali:
- i corsi si svolgeranno c/o Sede Protezione Civile di Palmanova con inizio i primi giorni di marzo, con l’obiettivo di concludere i corsi in modo tale da consegnare gli attestati durante le commemorazioni del sisma del 6 maggio 1976;
- ogni corso ha una durata di 60 ore secondo il programma allegato; sono stati sviluppati due corsi con cadenza settimanale il venerdì oppure il sabato; per agevolare la frequenza rispetto agli impegni di lavoro;
- due giornate, l’ottava e la nona, sono dedicate ad esercitazioni di agibilità da tenere in aule informatiche; la decima è dedicata al test di valutazione finale sugli argomenti trattati che si svolgerà secondo i criteri e modalità fissate dal Protocollo d’intesa;
- la Commissione d’esame sarà composta da un rappresentante designato dall’Agenzia di Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia, da due componenti designati dal DPC, da un segretario della Federazione Regionale degli Ingegneri;
- in caso di assenze superiori a tre non si potrà essere ammessi alla prova finale così pure nel caso di assenza ad una delle due esercitazioni;
- ai partecipanti che supereranno il test finale saranno riconosciuti anche 60 CFP purchè il numero di assenze non superi la soglia prevista dal Regolamento sulla Formazione pari al 90% delle frequenze rispetto alla durata del corso;
- nel caso di superamento del test finale sarà rilasciato “Attestato di frequenza e superamento del colloquio con esito positivo” che consentirà l’iscrizione al Nucleo Tecnico Nazionale ed all’albo Regionale. In caso di mancato superamento della prova sarà certificata la sola partecipazione;
- il numero dei partecipanti per ciascun corso è fissato in 40 ad un massimo di 45.
- la partecipazione al corso è su base volontaria; il costo pro-capite è a totale carico dei partecipanti. Le quota di partecipazione deve garantire la copertura dei costi per le docenze (compensi orari, trasferte, viaggi, ecc.), la fornitura del materiale didattico, i costi per la logistica, l’attività di coordinamento e di segreteria e quanto altro necessario; può considerarsi una quota pro-capite tra 250.00 e 300.00 euro in funzione dell’attivazione di due corsi o uno solo. Siamo in attesa di un contributo regionale per ridefinire la quota.
- l’interesse generale è quello di formare ingegneri che, acquisita l’abilitazione con il superamento della prova finale, si iscrivano al Nucleo Tecnico Nazionale e alla Sezione Operativa dell’IPE dell’Ordine di appartenenza. Si darà precedenza quindi a coloro che sottoscrivono da subito tale impegno in modo da prestare volontariamente e gratuitamente le propria opera di professionista con la possibilità di essere mobilitato per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell’emergenza post sismica nei diversi scenari locali, regionali o nazionali che dovessero richiederne l’intervento.
Tale corso tratta argomenti formativi per la propria professione a prescindere dall’iscrizione al NTN, con il riconoscimento dei relativi crediti formativi.


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2016, 11:45 
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Iscritto il: lunedì 24 novembre 2014, 19:30
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non ci posso credere

per prestare la mia opera gratuitamente devo frequentare un corso pagando ?

potrei anche accettare di pagare per un corso di formazione in quanto non si
finisce mai di imparare ma che poi possa essere mobilitato per il rilievo del danno
la valutazione di agibilità, ecc ecc gratuitamente mi sembra troppo !

ma le altre figure mobilitate nell'emergenza post-sismica (VVFF, Funzionari Prot.
Civile, Polizia Municipale, ...) saranno pagati ?


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2016, 12:18 
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Iscritto il: lunedì 24 novembre 2014, 19:30
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si! ma i VVFF sono stipendiati
gli ingegneri che parteciperanno ai Corsi si presume che siano
liberi professionisti che non hanno stipendio e come campano
se vanno gratuitamente a prestare la loro opera !


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: domenica 14 febbraio 2016, 21:10 
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Iscritto il: venerdì 15 aprile 2005, 16:38
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Località: perugia
poi, come sempre accade, quando si viene convocati per far parte delle "squadre" di rilevatori e/o agibilitatori (nel senso che dichiari l'agibilità o decreti lo sgombero delle abitazioni)
DEVI sottoscrivere un impegno a non accettare incarichi dai committenti per i quali hai effettuato queste verifiche gratuite


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: lunedì 15 febbraio 2016, 10:50 
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poi, come sempre accade, quando si viene convocati per far parte delle "squadre" di rilevatori e/o agibilitatori (nel senso che dichiari l'agibilità o decreti lo sgombero delle abitazioni)
DEVI sottoscrivere un impegno a non accettare incarichi dai committenti per i quali hai effettuato queste verifiche gratuite


questa non la sapevo...

è una vergogna, quando ti operano in privato ti fanno firmare una tonnellata di liberatorie , paghi e il responsabile di eventuali errori è come nell' Odissea: NESSUNO !
Il medico c'è solo per il conto.

Viceversa , alcuni colleghi coraggiosi , generosi ma sventati sono in causa in Emilia perchè avevano dichiarato che alcuni capannoni sarebbero stati in grado di resistere a scosse uguali solo perchè non avevano subito lesioni.
Con la seconda scossa sono crollati e adesso sono in mezzo a casini. ( non ho le fonti ma me lo hanno raccontato ad un corso)



Dopo il sisma emiliano l' ANCE aveva preparato una iniziativa con coi gli ingeneri uscivano GRATIS per fare una analisi speditiva dei capannoni

GRATIS non esce neanche l' imbianchino

è l' ora di finirla di fare gli eroi col c***o degli altri . Chi è terremotato e vuole una firma si paghi l' ingegnere . Altrimenti se si fanno sopralluoghi" gratuiti " ( o per lo meno a rimborso spese) siano almeno senza firma e responsabilità, e ci ringrazino che perdiamo tempo .

Oltretutto a me certi terremotati con la casa appena ristrutturata se mi permettete mi stanno pure sui coglioni. Si ristruttura SEMPRE risparmiando sulle strutture. Se poi arriva il terremoto, l' alluvione o altro chiedi a un terzo di mettere la firma ? Ma andate a cagare.


IO non vado e non adrò mai alla brancaleone.

_________________
In teoria , non c'è differenza fra la teoria e la pratica.
Ma ,in pratica, c'è.


L' ingegnere stampa in scala.
L' architetto stampa fuori scala.
Il geometra non sa se ha stampato in scala o fuori scala.


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: lunedì 15 febbraio 2016, 21:21 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
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Io ho partecipato a una "spedizione punitiva" insieme ad altri colleghi ingg dopo un terremoto, non vi dico nè dove nè quando.
Eravamo piuttosto lontani dall'epicentro, i danni c'erano, ma fortunatamente non erano affatto preoccupanti.
Tuttavia, sotto "consiglio" (anche se sarebbe meglio dire "ordine") di alcuni "esperti", abbiamo dato tutti esiti "B" (quindi agibilità con riparazioni da effettuare), ma nelle note scrivevamo sempre che non era stato possibile periziare tutto il fabbricato, in quanto alcune zone erano fisicamente inaccessibili (vuoi perchè mancavano le chiavi, vuoi perchè c'era un armadio e "metti che sotto c'è una lesione e non la vediamo?", insomma scuse su scuse...), e che quindi si richiedevano approfondimenti urgenti da parte del personale VVF o protezione civile. Facevamo firmare per presa visione ai proprietari che, in teoria, erano così stati informati da noi che la situazione non era poi così tranquilla come un esito B poteva far credere, e che avrebbero dovuto comunque chiamare i vigili del fuoco, scaricando così il barile delle responsabilità.
In questo modo i proprietari di casa non vedevano compromesso il loro presunto diritto (a mio parere vergognoso, in alcuni casi...) a chiedere dei soldi allo stato per rifarsi delle catapecchie, e noi ci tentavamo di parare il cuxo in caso di problemi successivi con delle frasette al limite del ridicolo. Peraltro, in barba ai presunti divieti, molti colleghi lasciavano i loro bigliettini da visita ai proprietari, a caccia di qualche lavoretto. Tanto non sempre tutti firmavamo tutte le schede, e in caso fosse tornato qualche lavoro ci si sarebbe aggiustati (io faccio quello dove hai firmato tu la scheda, tu fai quello dove ho firmato io la scheda, poi facciamo a metà).
Dopo la prima uscita mi sono dato malato e non ho più partecipato a quella vergognosa farsa.
Più volte mi sono chiesto come mi sarei comportato se avessi dovuto periziare delle case al limite dell'inagibilità.
La risposta che mi sono dato è che avrei dato una marea di inagibilità, ma così tante da farmi cacciare dagli "esperti" che ci co-ordinavano. Una inagibilità crea un disagio sociale (devi far uscire una famiglia di casa), comporta costi diretti (l'accoglienza della famiglia per non-si-sa-quanto-tempo) ed indiretti (il contributo per la riparazione), e non è molto ben vista.

Il succo di questa storiella, non so quanto utile o interessante, è che il terreno degli agibilitatori è un campo fortemente minato, e che dietro la speranza di fare qualcosa di socialmente utile (a tutti farebbe piacere poter mettere a disposizione ciò che ha e ciò che può a chi ha avuto una disgrazia) si nasconde una incuxata da fare paura. Statene lontani, fosse anche previsto il rimborso delle spese: per prendersi quelle responsabilità ci vuole una indipendenza professionale ed intellettuale che certi ambienti filo-politicanti non si sognano nemmeno di lasciarci.


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: martedì 16 febbraio 2016, 10:10 
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Iscritto il: lunedì 24 novembre 2014, 19:30
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mi sono lamentato prima per le prestazioni gratuite ma dopo
aver sentito Frank80 che io ringrazio moltissimo, c'è poco da
decidere


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: martedì 16 febbraio 2016, 11:51 
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Iscritto il: giovedì 8 ottobre 2009, 17:19
Messaggi: 4767
La testimonianza di Frank80 è veramente coraggiosa !

Altri colleghi comunque me ne avevano già raccontate di cotte e di crude...

uscivano architetti che conosco che non distinguono una piattabanda da una piattaforma .. , in compenso lasciavano bigliettini a pioggia

_________________
In teoria , non c'è differenza fra la teoria e la pratica.
Ma ,in pratica, c'è.


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: martedì 16 febbraio 2016, 16:44 
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Iscritto il: venerdì 9 maggio 2008, 21:56
Messaggi: 855
Ringrazio tantissimo tutti Voi dei preziosi consigli e pareri, in particolare frank per la sua toccante testimonianza, starò quindi ben lontano dal mondo degli "agibilitatori"


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 Oggetto del messaggio: Re: AGIBILITATORI PROTEZIONE CIVILE
MessaggioInviato: mercoledì 17 febbraio 2016, 21:41 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
Messaggi: 1260
Con il mio commento non volevo commuovere nessuno, nè dare sfoggio di particolare coraggio, che tra l'altro non credo di avere. Vi ringrazio comunque per aver apprezzato ciò che ho scritto, ma, visto che il forum è un luogo pubblico in cui, anche fra decenni, chiunque potrebbe imbattersi nelle mie parole, ci tengo a precisare qualcosa.
Ritengo che il "VOLONTARIATO", quello della Protezione Civile che allestisce tende, che dà da mangiare alle persone, che le assiste psicologicamente, e anche quello di noi tecnici, ove sia effettivamente possibile svolgerlo, sia un fattore che nobiliti l'uomo, oltre ad essere un basamento fondamentale della nostra società civile . Durante e subito dopo un terremoto si ha a che fare con persone psicologicamente distrutte, che magari hanno perso molto o tutto, sia in termini materiali che in termini affettivi, se non addirittura di vite umane.
Non vorrei che le mie parole possano essere intese come un attacco, fosse anche lontanissimo, al mondo di quelle persone che si trovano ad intervenire VOLONTARIAMENTE, a qualsiasi titolo, in un contesto drammatico come quello.

Credo però che, proprio per questo, si debba scindere nettamente ciò che è VOLONTARIO con ciò che è PROFESSIONALE.

Cita:
La Protezione Civile (nazionale e regionale) ha adottato un modello organizzativo in cui è previsto che i “professionisti” (VVF, personale dipendente in forza alla Protezione civile dello Stato e delle Regioni) vengano supportati, nel caso di calamità prolungate ed estese, da associazioni ed organizzazioni derivanti dalla Società civile. In questo senso va anche l’istituzione del NTN (Nucleo Tecnico Nazionale), che ha come obbiettivo l’organizzazione strutturata e la formazione di un gruppo di tecnici disponibili a collaborare con la Protezione civile, come volontari a titolo gratuito, per l’attività di verifica di agibilità degli edifici nell’emergenza post sisma con la compilazione delle schede AEDES.


Questa parte sembrerebbe tutto sommato vicina al concetto di volontariato: si parla di disponibilità a collaborare con la Protezione Civile per le attività di verifica etc...magari ci vado e mi fanno scrivere una AEDES sotto dettatura di un "professionista" e poi firma lui, oppure mi chiedono di infilarmi in un pertugio di una sottofondazione perchè sono iscritto al NTN, Nucleo Tecnico Nani...insomma, un modo per dare una mano lo trovo, e sono una persona di buon cuore, quasi quasi mi hanno convinto.

Cita:
l’interesse generale è quello di formare ingegneri che, acquisita l’abilitazione con il superamento della prova finale, si iscrivano al Nucleo Tecnico Nazionale e alla Sezione Operativa dell’IPE dell’Ordine di appartenenza. Si darà precedenza quindi a coloro che sottoscrivono da subito tale impegno in modo da prestare volontariamente e gratuitamente le propria opera di professionistacon la possibilità di essere mobilitato per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell’emergenza post sismica nei diversi scenari locali, regionali o nazionali che dovessero richiederne l’intervento.


Oh, ragazzi, qui c'è scritto chiaramente, non si tratta di volontariato, ma si tratta di PRESTARE GRATUITAMENTE LA PROPRIA OPERA DI PROFESSIONISTA. Quindi questi mi fanno prendere la reponsabilità di dire ad una anziana di dormire tranquilla che la sua casa è agibile, magari durante uno sciame sismico non ancora concluso, dopo avergli dato un'occhiata rapida perchè siamo in 10 tecnici e dobbiamo vedere 40 case in un giorno? Ma lasciamolo fare a chi lo fa "di professione" e oltretutto non gratuitamente.

Proprio in questi giorni ho sotto mano un certificato di idoneità statica e sismica datato 2003 per una casa de L'Aquila. Ovviamente il collega, come molti di noi avrebbero fatto, o per rimanere in tema, come si farebbe durante la compilazione di una scheda AEDES, si è limitato a dire che la casa ha i muri da 40 cm, che le aperture sono allineate, che i metri d'angolo sono rispettati, insomma tutto ciò che farebbe sembrare una casa di 2 piani una casa ben realizzata, e quindi idonea sismicamente.
Peccato che durante il terremoto del 2009 la casa sia andata parzialmente distrutta, probabilmente (si sta cercando di capire ancora oggi cosa è stato) per un mix di mattoni scadenti, malta pessima, e orditura muraria terrificante, con i mattoni disposti "per largo" anzichè "per lungo", e non adeguatamente sfalsati verticalmente. Insomma, tutte cose non visibili da fuori, nè nel 2003, nè durante un ipotetico sciame sismico, con compilazione della scheda AEDES da parte di un volontario che presta la sua opera di professionista gratuitamente prima della scossa più importante che ha portato al collasso alcuni maschi murari.


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