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MessaggioInviato: martedì 12 febbraio 2019, 21:55 
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Un saluto a tutti,


Devo valutare l'installazione di un climatizzatore pdc in un appartamento di recente realizzazione in zona climatica E . L'appartamento è in classe A2, ha una superficie di 60 mq, attualmente il riscaldamento avviene attraverso un impianto a pavimento con una caldaia a condensazione che produce anche ACS, è presente sia un impianto fotovoltaico da 2,5 Kw che un impianto solare.

Dato che l'appartamento è di ridotte dimensioni, è ben isolato, il climatizzatore verrà usato anche in inverno per sfruttare l'impianto fotovoltaico ai fini di riscaldamento;
fra le possibili scelte sto valutando un Mitsubishi kyrigamine MSZ-LN35VG, un daikin ururu sarara FTXZ35N e un panasonic HEATCHARGE VZ CS-VZ12SKE.

- quale potrebbe essere la miglior pdc in questo caso anche ai fini del calcolo APE?
- questo tipo di impianto potrebbe diventare l'impianto principale di riscaldamento rinnovabile o sarebbe un integrazione?
- quale potenza dovrei adottare nelle formule? la potenza nominale o la massima raggiungibile da queste macchine visto che anche con potenze nominali simili le ultime due
macchine hanno potenza max più elevata: mitsubishi nominale 4,0 ( min 1,0 - max 6,3) EER 4,27, COP 5
daikin nominale 5,0 ( min 0,6 - max 9,0) EER 5,3; COP 5
panasonic nominale 4,2 ( min 0,6 - max 9,2) EER 4,38; COP 5.04

ringrazio tutti in anticipo per le risposte


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MessaggioInviato: mercoledì 13 febbraio 2019, 17:50 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Località: Ferrara
Non capisco di preciso cosa tu debba valutare: parli di scelta della pompa di calore, ma poi parli anche di APE, e di come considerare la presenza della pdc nell'APE.
Stai scegliendo la pompa di calore in funzione di quali risultati ti darebbe nell'APE? :roll:
Non vedo che importanza possa avere il fatto di considerare la nuova pompa di calore come impianto di riscaldamento principale o meno, intendo ai fini pratici (non credo farebbe molta differenza nei risultati).
Comunque, ai fini APE, la scelta di quale impianto considerare come "principale" e quale no dipende da quello che vuoi considerare tu nei calcoli (in teoria potresti anche fare un calcolo che tenga conto della compresenza dell'impianto a pavimento e degli split anche in riscaldamento), oppure escludere uno dei due dal calcolo, ma finchè rimangono presenti entrambi la scelta è puramente arbitraria (perchè il reale funzionamento dipende dall'uso che se ne fa, che è a discrezione degli occupanti). Io personalmente se ho già un impianto di riscaldamento principale che serve tutti i locali considero solitamente solo quello come climatizzazione invernale e metto gli split in solo raffrescamento anche se sono in pompa di calore. Questo perchè se considerassi gli split anche in riscaldamento i locali come bagni e corridoi, dove non ci sono gli split, andrebbero separati come zona dagli altri locali, cosa che oltre a complicare i calcoli falserebbe i risultati, o darebbe risultati diversi a seconda della priorità che dai a uno o all'altro impianto.
Se il tuo scopo è solo quello di dimensionare la potenza degli split (e scegliere quello da installare) allora potresti cautelativamente calcolarlo come se dovesse fare anche riscaldamento (non come integrazione, ma al posto dell'altro), determinando quindi sia le potenze termiche che quelle frigorifere, e scegliendo la combinazione in grado di coprire tali potenze (tenendo conto delle potenze in condizioni di progetto, non quelle nominali che sono in genere fornite per una T esterna di +7°C invernali), e nel dubbio tra 2 marche differenti sceglierei quella con i COP migliori (o con il prezzo migliore, a seconda dei casi...).
In genere, dimensionando gli split per il freddo a me risultano sufficienti anche per il caldo, ma non è detto.

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MessaggioInviato: giovedì 14 febbraio 2019, 13:12 
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Ma il motivo dell'inserimento della PdC qual'è?
Perchè potresti valutare di inserire una PdC Aria-Acqua che ti mandi l'acqua calda direttamente ai pannelli radianti (e volendo anche quella fredda -occhio a condense!).
In questo modo sfrutteresti ancor di più fotovoltaico e solare, senza mettere split nelle stanze.


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MessaggioInviato: mercoledì 20 febbraio 2019, 17:02 
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Iscritto il: martedì 12 febbraio 2019, 21:27
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grazie per le risposte

Cita:
Non capisco di preciso cosa tu debba valutare: parli di scelta della pompa di calore, ma poi parli anche di APE, e di come considerare la presenza della pdc nell'APE.
Stai scegliendo la pompa di calore in funzione di quali risultati ti darebbe nell'APE?


Sto valutando in primis la miglior opzione di pdc dal punto di vista tecnico e del confort ma dovrei anche aggiornare l'APE dopo l'intervento.
Per questo motivo credo sia giusto valutare anche quale macchina potrebbe portare un maggior miglioramento.

Cita:
Ma il motivo dell'inserimento della PdC qual'è?


E' sorta la necessità di installare un impianto di climatizzazione e visto che è installato un impianto solare, una caldaia a condensazione che produce ACS e riscalda tramite riscaldamento a pavimento (impianto nuovo del 2017) che è presente un impianto fotovoltaico di 2,5 Kw, l'installazione di una pdc aria aria invernale dotrebbe essere una buona scelta per risparmiare. Mi spiego meglio, visto che la caldaia funziona a gas, installando la pdc che svolge la funzione di riscaldamento invernale si potrebbe riscaldare l'abitazione riducendo di molto i consumi sfruttando l'energia gratuita prodotta dal fotovoltaico e non il gas (a pagamento).

Cita:
Se il tuo scopo è solo quello di dimensionare la potenza degli split (e scegliere quello da installare) allora potresti cautelativamente calcolarlo come se dovesse fare anche riscaldamento (non come integrazione, ma al posto dell'altro), determinando quindi sia le potenze termiche che quelle frigorifere,


per quanto riguarda le potenze delle diverse pdc a fronte di una potenza nominale simile e di una massima molto differente quale dovrei considerare a fini di calcolo?


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MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 12:13 
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Ah ok, il resto dell'impianto è abbastanza nuovo, altrimenti potevi considerare direttamente un impianto a tutta PDC (Aria-Acqua che fa caldo-freddo sui pannelli radianti e acs)

Per la potenza, visto che lo scopo sarà estivo, guarderei ai valori in raffrescamento e alle temperature che per esperienza/conoscenza ci sono dalle tue parti. (il riferimento è in genere per 35°C esterni, ma potrebbe essere una situazione in cui d'estate è più facile tendere ai 40 piuttosto che ai 30, o viceversa)


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MessaggioInviato: lunedì 25 febbraio 2019, 18:18 
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Cita:
Ah ok, il resto dell'impianto è abbastanza nuovo, altrimenti potevi considerare direttamente un impianto a tutta PDC (Aria-Acqua che fa caldo-freddo sui pannelli radianti e acs)

Per la potenza, visto che lo scopo sarà estivo, guarderei ai valori in raffrescamento e alle temperature che per esperienza/conoscenza ci sono dalle tue parti. (il riferimento è in genere per 35°C esterni, ma potrebbe essere una situazione in cui d'estate è più facile tendere ai 40 piuttosto che ai 30, o viceversa)


Scusa ma non riesco a capire le tue risposte, non sono pertinenti alle domande che pongo nei post e mi sembra di aver esposto chiaramente la situazione , l'impianto è nuovo, non è "abbastanza nuovo" e lo "scopo" non sarà solo il raffrescamento estivo ma sarà quello di riscaldare nel periodo invernale come specificato nei precedenti post, andando ad integrare o sostituire la caldaia a condensazione. Di consegenza non posso guardare solo i valori e le temperature estive che riguardano il raffrescamento perchè giungerei ad una valutazione errata che non soddisfa le esigenze.


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MessaggioInviato: lunedì 25 febbraio 2019, 18:28 
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Aspetta un attimo, se lo scopo è inserire degli split per "sostituire" anche il riscaldamento, allora questi vanno dimensionati in riscaldamento (considerando le condizioni di progetto, e non quelle "nominali"), però ti si pone la necessità di mettere split ovunque (anche nei bagni), oppure utilizzare la caldaia solo per scaldare i bagni e tenere gli split negli altri locali. La trovo una soluzione piuttosto improponibile, ha più senso secondo me utilizzare gli split per "integrare" il riscaldamento magari nelle mezze stagioni, dove puoi utilizzarli quando ancora la caldaia non si accende, ritardando la sua accensione autunnale (o anticipando il suo spegnimento primaverile), ma non vedo un gran senso utilizzarli anche nei periodi più freddi, dove con ogni probabilità non convengono rispetto alla caldaia (anche se hai il fotovoltaico, in inverno produce poco o nulla). In tale ottica, meglio dimensionarli per il freddo (estate), perchè è quello lo scopo principale per cui vengono installati (avendo già l'edificio un suo sistema di riscaldamento principale), a quel punto importa poco la loro potenza in caldo, visto che saranno usati solo marginalmente per integrare l'altro impianto nelle mezze stagioni, quando in effetti vale la pena, data l'alta resa in pompa di calore e data la presenza del fotovoltaico, ma non hai necessità di grandi potenze.
Per utilizzare pompe di calore "al posto" della caldaia sia in estate che in inverno sarebbe stato meglio ripensare a tutto l'impianto, cosa che implica di intervenire pesantemente sull'impianto esistente, rifacendolo ex novo per poterlo sfruttare sia in riscaldamento che in raffrescamento (ad esempio con pannelli radianti alimentati da un puffer a cui collegheresti la pompa di calore).
Era questo secondo me il senso della risposta di MarcoMoschetti

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MessaggioInviato: martedì 26 febbraio 2019, 10:17 
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boba74 ha scritto:
Aspetta un attimo, se lo scopo è inserire degli split per "sostituire" anche il riscaldamento, allora questi vanno dimensionati in riscaldamento (considerando le condizioni di progetto, e non quelle "nominali"), però ti si pone la necessità di mettere split ovunque (anche nei bagni), oppure utilizzare la caldaia solo per scaldare i bagni e tenere gli split negli altri locali. La trovo una soluzione piuttosto improponibile, ha più senso secondo me utilizzare gli split per "integrare" il riscaldamento magari nelle mezze stagioni, dove puoi utilizzarli quando ancora la caldaia non si accende, ritardando la sua accensione autunnale (o anticipando il suo spegnimento primaverile), ma non vedo un gran senso utilizzarli anche nei periodi più freddi, dove con ogni probabilità non convengono rispetto alla caldaia (anche se hai il fotovoltaico, in inverno produce poco o nulla). In tale ottica, meglio dimensionarli per il freddo (estate), perchè è quello lo scopo principale per cui vengono installati (avendo già l'edificio un suo sistema di riscaldamento principale), a quel punto importa poco la loro potenza in caldo, visto che saranno usati solo marginalmente per integrare l'altro impianto nelle mezze stagioni, quando in effetti vale la pena, data l'alta resa in pompa di calore e data la presenza del fotovoltaico, ma non hai necessità di grandi potenze.
Per utilizzare pompe di calore "al posto" della caldaia sia in estate che in inverno sarebbe stato meglio ripensare a tutto l'impianto, cosa che implica di intervenire pesantemente sull'impianto esistente, rifacendolo ex novo per poterlo sfruttare sia in riscaldamento che in raffrescamento (ad esempio con pannelli radianti alimentati da un puffer a cui collegheresti la pompa di calore).
Era questo secondo me il senso della risposta di MarcoMoschetti


:clap: :wink:


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