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MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2019, 13:05 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Località: Ferrara
Salve, in un condominio è presente una CT da cui parte una linea condominiale che alimenta singoli satelliti di utenza per ciascuna unità.
Tali satelliti hanno una pompa di circolazione che alimenta i rispettivi impianti di riscaldamento, un bollitore ad accumulo e valvola deviatrice che con precedenza sulla richiesta sanitaria devia la linea di riscaldamento sul serpentino del bollitore.
Ovviamente, è presente solo un conta-energia in ingresso a ciascun satellite, in quanto di fatto l'ACS viene prodotta dal satellite stesso, per tanto l'energia consumata dalla singola unità è da intendersi già comprensiva dell'ACS.
Problema: come fare il calcolo dei millesimi e la ripartizione di un sistema del genere?
Mi verrebbe da dire di non calcolare i mm dell'ACS e utilizzare solo quelli del riscaldamento, determinando così un consumo volontario complessivo dato dalle letture dei contacalorie, e un consumo involontario su base dei millesimi di riscaldamento, fregandomene del fatto che poi l'energia venga utilizzata per riscaldamento e/o per ACS.
Ma un tale criterio è secondo me sbagliato, perchè i mm tengono conto del solo riscaldamento (sono cioè determinati sulla base dei fabbisogni ideali per climatizzazione invernale) e non per ACS (che dovrebbe invece essere calcolata sulla base dei fabbisogni di ACS, ovvero in proporzione alla superficie utile degli alloggi).
E del resto non avrebbe senso neppure mettere dei "contalitri" sulle singole uscite di ACS dai satelliti, perchè comunque l'ACS viene prodotta con la stessa linea del riscaldamento, quindi sarebbe come conteggiarla 2 volte, e non si saprebbe come determinare i consumi "Involontari" di ACS in modo distinto da quelli del riscaldamento.
Come fare? :roll:

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MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2019, 13:20 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2011, 13:08
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Ciao, mi verrebbe da pensare alla determinazione di millesimi "misti" (per riscaldamento e acs), calcolati basandosi sulla somma dei rispettivi fabbisogni ideali, per ciascuna unità immobiliare.


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MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2019, 16:20 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Non è una brutta idea.... ma non credo sia previsto dalla 11200. :roll:

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MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2019, 16:31 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2011, 13:08
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Infatti... ma in un caso come questo, se la norma non lo contempla, non rimane che arrangiarsi, sperando di aver fatto la cosa giusta (o meno sbagliata :lol: )


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MessaggioInviato: lunedì 18 marzo 2019, 15:00 
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Iscritto il: giovedì 31 maggio 2007, 0:23
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Località: Roma
A mio parere devi applicare la norma per intero, cioè avrai mm risc e mm ACS, in quanto le dispersioni sono, secondo il criterio della norma, proporzionali ai fabbisogni. Se facessi solo una tabella, per esempio riscaldamento, sballeresti i calcoli per la maggior parte dell'anno, cioè quando il risc è spento. Come separare la quota inv tra risc e ACS? Segui il principio della vecchia norma 2015, cioè proporzionale ai fabbisogni totali di risc e ACS oppure un metodo che ritieni opportuno (la 2018 non vincola il metodo.

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R. G.


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MessaggioInviato: sabato 23 marzo 2019, 10:23 
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Iscritto il: mercoledì 3 marzo 2010, 13:17
Messaggi: 55
Io ti dico la mia, ma mi sono tenuto alla larga dalla contabilizzazione quindi potrei dire una cosa fuori norma:
Non considero i consumi involontari di ACS.
Ovvero, con contalitri o un contatori, determini l'energia per ACS da sottrarre al totale del condominio.
Questo risultato sarà la somma dei consumi volontari e involontari di riscaldamento


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