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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 15:31 
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Iscritto il: mercoledì 30 maggio 2018, 8:22
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Ciao a tutti,
se ho una schermatura a maglia non a norma mi verrebbe naturale tralasciarla in sede di valutazione del rischio scariche atmosferiche. Ma in realtà è evidente che aumenta la possibilità di un fulmine. Come risolvo? La faccio mettere a norma? La faccio strappare forte del fatto che l'edificio risulta autoprotetto?
Grazie.

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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 16:00 
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Se l’edificio risulta “autoprotetto” il sistema LPS deve essere demolito (in virtù del risparmio economico del committente considerati gli oneri delle verifiche periodiche obbligatorie a suo carico ai sensi del DPR 462/2001).

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"Le misure sono state eseguite e interpretate secondo norme imposte dall'autorità competente, il fondamento delle quali ci è rimasto occulto." [Ettore Majorana]


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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 16:49 
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Iscritto il: mercoledì 30 maggio 2018, 8:22
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Grazie della risposta Randal.
Supponiamo che il cliente non abbia intenzione di demolire la schermatura non a norma a fronte del fatto che le verifiche ex 462 non le fa, io svolgo la valutazione rischio scariche atmosferiche come se non ci fosse? Di per sé quel "coso" mi aggrava il rischio.

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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 17:56 
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Iscritto il: domenica 4 novembre 2007, 21:21
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Località: Padova-Trento-Udine
Che LPS aggrava il rischio siamo d accordo.
Se c'è un LPS fatto bene o fatto male le verifiche del 462 vanno fatte.
Fare finta che l'LPS non esista per far contento il committente non rientra nel mio modus operandi, in tal caso mando a fan c***o il committente, io non faccio carte false per quattro schei.
Poi ogni uno può fare quello che vuole.

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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 18:10 
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Concordo con te. Forse mi sono spiegato male.
Ora la mia domanda è: giacché non voglio fare finta che non ci sia e visto che il committente non lo vuole smontare né mettere a norma, come la faccio la valutazione?
A scaricare il cliente non ci metto molto ma voglio capire. C'è il modo di farla con un LPS non a norma in modo da aggravare il rischio? Così la valutazione diventa aderente alla realtà. Altrimenti, se lo considero a norma o se faccio finta che non ci sia, il rischio risultante diventa più basso.

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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 18:34 
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Iscritto il: domenica 4 novembre 2007, 21:21
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Non capisco.
Una cosa non rispondente alle norme è non a norma, come fai a considerare un LPS non a norma per fare una valutazione del rischio ?
Cos'è un pezzo di ferro ?
E se poi la scarica atmosferica sul LPS non a norma fluisce in esso e cagiona danni diretti o indiretti ?
Io non ci penserei più di tanto.

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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 18:49 
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Iscritto il: mercoledì 30 maggio 2018, 8:22
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Quindi tu sei della linea: se c'è un LPS non a norma non si fa la valutazione, ho capito giusto?

"come fai a considerare un LPS non a norma per fare una valutazione del rischio ?" E' il quesito che ho posto.

Io vorrei farla lo stesso in modo da far risultare un rischio più grave rispetto alla sua assenza o alla sua presenza a norma. Quanto è più probabile che una scarica su LPS non a norma fluisca in esso e cagioni danni rispetto a un LPS assente o a norma?

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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 20:37 
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Località: Padova-Trento-Udine
Tua è la valutazione, la CEI 81/10 ( o come si chiama ora, sono fuori sede e non ho sottomano tutto ) non ti da alcun aiuto in questo senso, non potrebbe nemmeno darlo.

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MessaggioInviato: lunedì 22 luglio 2019, 23:34 
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Iscritto il: lunedì 8 giugno 2015, 18:02
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Tecnicamente, norma alla mano, mi pare siate troppo precipitosi:
Cita:
... se ho una schermatura a maglia non a norma mi verrebbe naturale tralasciarla in sede di valutazione del rischio scariche atmosferiche. Ma in realtà è evidente che aumenta la possibilità di un fulmine. Come risolvo? La faccio mettere a norma? La faccio strappare forte del fatto che l'edificio risulta autoprotetto?Grazie.

Che una maglia metallica (esterna) aumenti in maniera evidente il richio fulminazione, è un'affermazione che si può istintivamente pensare prima di eseguire la valutazione analitica da norma; dopo, si scopre che l'aumento non c'è.
Perchè la fulminazione diretta dipende da tre parametri principali: l'area di captazione (e di quanto cambia con la maglia? A meno che non ci siano punte verticali captatrici), la posizione dell'edificio (non cambia), l'utilizzo dell'edificio (non cambia).

E se, come credo, tenendo conto della maglia presente l'edificio continua a risultare autoptotetto, non è più ovvio pensare che:
Cita:
Se l’edificio risulta “autoprotetto” il sistema LPS deve essere demolito (in virtù del risparmio economico del committente considerati gli oneri delle verifiche periodiche obbligatorie a suo carico ai sensi del DPR 462/2001).

Cioè, è senz'altro oneroso manutenerlo e verificarlo, ma non è ovvio che il tenerlo non a norma così com'è sia peggio che non averlo; nel senso che, una volta assolta professionalmente la valutazione che ha portato all'autoprotezione, il rischio residuo di fulminazione è considerato dalla norma accettabile; e questo rischio residuo colpisce eventualmente l'edificio a prescindere dalla presenza di quei corpi metallici presenti; con quali conseguenze?
- se il fulmine trova come strada la magliapresente,provocherà danni perchè quella calata non è a regola d'arte;
- se il fulmine trova altre strade verso terra, provocherà ugualmente danni all'edificio.
Ma sono conseguenze rientranti nel concetto di rischio residuo.

Per concludere, provoco: ma quant?o costerebbe demolirlo, invece che lasciarlo com'è?
P.S.: se invece lla valutazione rischi con la maglia presente portasse a concludere che serve l'LPS, allora lasciare quella maglia senza adeguamento sarebbe certamente pericoloso.


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MessaggioInviato: martedì 23 luglio 2019, 10:32 
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Iscritto il: domenica 4 novembre 2007, 21:21
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lbasa ha scritto:
...
Per concludere, provoco: ma quant?o costerebbe demolirlo, invece che lasciarlo com'è?
...

Questo è un problema del committente, non del tecnico.

Il problema del tecnico è postumo: cosa succede se si verifica un sinistro avendo io tecnico avvallato una roba non conforme alle CEI EN 62305 che ricordo sono, in alcuni casi, retroattive ?
Il tecnico dovrà relazionare, giustificare, etc le sue scelte davanti ad un giudice, o no ?

Io mi preoccuperei dei miei problemi (da tecnico) e non di quelli del committente, ecco perché io lo manderei a quel paese se non vuole spendere gli schei per la demolizione di una roba non conforme.

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