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Autore Messaggio
MessaggioInviato: lunedì 2 settembre 2019, 10:39 
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Iscritto il: mercoledì 28 agosto 2013, 17:01
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Buongiorno ,
ho un quesito da porre e lo faccio subito per eventuale pratica conto termico 2.0 per sostituzione generatore a biomassa.

Situazione ante - intervento
Appartamento da 120 m2 riscaldato da un termocamino artigianale(pellet/legna) che non si conosce ne potenza (forse 34KW) e rendimento (forse 70%) .
Situazione post intervento
Termostufa a pellet da 32,5 KW di potenza nominale.

Si ricade in un incremento di potenza >10%.
termocamino 34 KW x 70 = 24,2 KW _________maggiore del 10 % =262 KW << dei 32,5 KW della nuova termostufa.

Ora da regole applicative dovrei giustificare l'aumento di potenza e quindi far vedere che quei 32,5 Kw di potenza utili sono necessari a scaldare 120 m2. Giusto?
Anche se onestamente sembra un pò forzata per la volumetria ( 120m2 x 2,8 m = 336 m3 che con 45 Kcalh/m3 (appartamento centro storico in pietra e tetto non isolato) viene un fabbisogno approssimativo di 19,15 kw circa lontano dai 32,5 Kw)

Che ne pensate?


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MessaggioInviato: lunedì 2 settembre 2019, 13:54 
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Iscritto il: lunedì 11 giugno 2012, 17:40
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Penso che una termostufa a pellet da 32,5 kW per un appartamento da 120 mq sia uno sproposito, soprattutto se collegata direttamente all'impianto, senza un accumulo tampone.

Sei sicuro che il problema sia il generatore da sostituire e non il nuovo generatore?

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Io arrivo sempre tardi in ufficio, ma cerco di rimediare andando via presto. (C. Lamb)


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MessaggioInviato: mercoledì 4 settembre 2019, 12:02 
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Iscritto il: mercoledì 28 agosto 2013, 17:01
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Sono d'accordo con te Pelli.
Ora il problema è che l'intervento è già stato fatto e mi trovo difronte alla situazione descritta.

Credo che anche in caso di accumulo termico sono problemi con la pratica visto la tale potenza.

Non c'è via di scampo mi sa


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MessaggioInviato: giovedì 5 settembre 2019, 9:17 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Secondo me dovresti fare un calcolo delle dispersioni (cioè non a volume, ma in base ai reali fabbisogni), e la potenza che ottieni la puoi opportunamente maggiorare per tener conto dell'intermittenza di funzionamento, anche se in effetti arrivare a 32 kW ce ne vuole.... :roll:

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MessaggioInviato: giovedì 5 settembre 2019, 16:46 
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Iscritto il: mercoledì 28 agosto 2013, 17:01
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Hai ragione Boba, è che avevo fatto un calcolo "spannometrico" (da idraulico) forzando anche con la dispersione in quanto 45 kcal h/m3 non sono per niente pochi. Forse facendo il calcolo della dispersione viene ancora meno il fabbisogno, e per curiosità lo farò.

boba74 ha scritto:
portunamente maggiorare per tener conto dell'intermittenza di funzionamento,


intenti il fattore di ripresa frh ?

Dato che è un parametro del progettista se si sceglie un tempo di ripresa di 1 h con una caduta di temperatura di 3 K viene fuori un 45 W/m2. E' cosi?

Ne approfitto per una domanda. Nel calcolo delle dispersioni un ambiente che in linea teorica confina con un altra unità abitativa che sarebbe riscaldata, in linea teorica non produrrebbe dispersione, ma nella realtà qualora fosse disabitata si. Nel calcolo della potenza di progetto come ci si comporta con vicini assenti?


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MessaggioInviato: venerdì 6 settembre 2019, 14:05 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Località: Ferrara
Il discorso è che sei tu come tecnico che dovresti giustificare la scelta del generatore, quindi qualunque argomentazione che ritieni opportuna va bene: non è che il GSE ti viene a correggere i conti, semplicemente: superando la potenza del vecchio generatore ti chiede di motivare tale scelta.
Quindi aumentare il fattore di ripresa, o considerare dispersioni verso unità limitrofe, o altri fattori accidentali che possono esserci nel caso specifico ci sta secondo me.

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MessaggioInviato: venerdì 6 settembre 2019, 17:51 
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[/quote]
boba74 ha scritto:
Quindi aumentare il fattore di ripresa, o considerare dispersioni verso unità limitrofe, o altri fattori accidentali che possono esserci nel caso specifico ci sta secondo me.

Grazie Boba per le risposte.

Tendenzialmente credo che per tenere in conto dei "vicini" assenti porre un locale adiacente a temperatura minore di 20 °C (ora bisognerebbe fare un calcolo o mettere un ipotetico valore di temperatura del locale ) sia "prudenziale" anche in fase di dimensionamento del sistema di riscaldamento o meglio del generatore di calore (da qui credo derivano anche quei valori spannometrici elevati di 45 Kcalh/m3 da idraulico)

boba74 ha scritto:
Il discorso è che sei tu come tecnico che dovresti giustificare la scelta del generatore, quindi qualunque argomentazione che ritieni opportuna va bene: non è che il GSE ti viene a correggere i conti, semplicemente: superando la potenza del vecchio generatore ti chiede di motivare tale scelta.


Sul fatto che il GSE non vada a correggere i conti, da come qualche collega dice, non sono così convinto. Nel senso che se si apre un contraddittorio, diciamo solo via email, non risulta cosi lineare la cosa.


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MessaggioInviato: lunedì 16 settembre 2019, 10:46 
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Ho un ultimo dubbio che espongo subito...ringraziandovi anticipatamente per la pazienza..:)

La "nuova potenza utile" tale da non sforare il 10% per non ricadere nel potenziamento si riferisce alla pot. utile totale o solo quella resa all'acqua?

Esempio

- potenza focolare 34.7 KW
- potenza nominale 32.4 KW (rendimento 93%)
-- di cui 7.5 KW resi all'ambiente
-- di cui 24.9 kw resi all'acqua.

Il potenziamento o meglio il valore della potenza utile della vecchia stufa maggiorato del 10 % va confrontato sui 32.4 o sui 24.9 kw?

Da catalogo degli apparecchi pre qualificati GSE noto come potenza utile 32.4 kw quindi deduco che vada confrontato su quel valore.


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MessaggioInviato: martedì 26 novembre 2019, 21:43 
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Buonasera riapro questa discussione in quanto per la prima volta ho ricevuto una lettera di integrazione GSE per il seguente caso:

ostituzione termocamino artigianale Pot. focolare 31Kw e rendimento 70% = 21,70 Kw pot. utile
con termostufa con una potenza utile di 23,30 Kw

mi è arrivata una richiesta di integrazione in quanto dalle foto il GSE sostiene che il temocamino non abbia quella potenza e quindi mi chiede

2)Asseverazione di un tecnico abilitato:

Nota: dalla documentazione inviata non si evince che il nuovo generatore eroga energia termica esclusivamente alle medesime utenze del generatore sostituito, in linea con le disposizioni del Conto Termico sopra richiamate.
Si richiede l’invio di un’asseverazione rispondente ai requisiti sopra enunciati, completa di tutti gli elementi atti a sanare le carenze di cui alle suddette note. Detta asseverazione deve essere supportata da ogni documento o elaborato utile a chiarire e dimostrare inequivocabilmente le ragioni del potenziamento. Inoltre, in riferimento alla configurazione ex ante e post operam, deve essere allegato uno schema di distribuzione del calore nei vari ambienti dell’unità abitativa/edificio, con l’indicazione del posizionamento di tutti i generatori presenti e dei sistemi di emissione
(specificandone la tipologia).

Utilizzare modello 7 per asseverazione.

scusate ma devo fare un calcolo tipo legge 10 prima e dopo intervento e mandare gli schemi di distribuzione in pianta sia prima che dopo? Quindi una vera e propria relazione di calcolo da allegare al modello 7?


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MessaggioInviato: mercoledì 27 novembre 2019, 10:34 
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inggiob ha scritto:
Buonasera riapro questa discussione in quanto per la prima volta ho ricevuto una lettera di integrazione GSE per il seguente caso:

ostituzione termocamino artigianale Pot. focolare 31Kw e rendimento 70% = 21,70 Kw pot. utile
con termostufa con una potenza utile di 23,30 Kw

mi è arrivata una richiesta di integrazione in quanto dalle foto il GSE sostiene che il temocamino non abbia quella potenza e quindi mi chiede

2)Asseverazione di un tecnico abilitato:

Nota: dalla documentazione inviata non si evince che il nuovo generatore eroga energia termica esclusivamente alle medesime utenze del generatore sostituito, in linea con le disposizioni del Conto Termico sopra richiamate.
Si richiede l’invio di un’asseverazione rispondente ai requisiti sopra enunciati, completa di tutti gli elementi atti a sanare le carenze di cui alle suddette note. Detta asseverazione deve essere supportata da ogni documento o elaborato utile a chiarire e dimostrare inequivocabilmente le ragioni del potenziamento. Inoltre, in riferimento alla configurazione ex ante e post operam, deve essere allegato uno schema di distribuzione del calore nei vari ambienti dell’unità abitativa/edificio, con l’indicazione del posizionamento di tutti i generatori presenti e dei sistemi di emissione
(specificandone la tipologia).

Utilizzare modello 7 per asseverazione.

scusate ma devo fare un calcolo tipo legge 10 prima e dopo intervento e mandare gli schemi di distribuzione in pianta sia prima che dopo? Quindi una vera e propria relazione di calcolo da allegare al modello 7?

Io ho cestinato la mia ultima pratica GSE dopo richiste assurde come questa, il cliente ha optato per una normale pratica ENEA....
Anche nel mio caso volevano i progetti degli impianti pre e post per vedere se i locali riscaldati sono gli stessi. Non ritengo che sia una documentazione "obbligatoria", non essendo citata nel decreto, tuttavia la richiedono come integrazione. Non so cosa dirti... :roll: A me sa tutta di una sorta di terrorismo per disincentivare il ricorso al GSE... :badboy:

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