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MessaggioInviato: lunedì 20 marzo 2006, 19:25 
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Iscritto il: domenica 4 settembre 2005, 7:03
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enrico ha scritto:
enterprise ha scritto:
...supponendo, migliore delle ipotesi che installo 44 caldaiette a condensazione che modulano fino al 20% quando si accendono in condizioni di minima dispersione conumano tutte 212.2kW.
la centrale con 240kW installati consuma invece 48kW che è sempre di meno...


Vorrei sapere una cosa. Se uso una caldaia a condensazione in ogni appartamento, supponendo di usarla al solo scopo di riscaldamento è lecito considerarre una potenza complessiva pari al 20% di quella installata quindi, 212 kW. Ma questa potenza, sufficiente a riscaldare l'intero edificio (con rendimenti alti) è direttamente confrontabile con la potenza della caldaia centralizzata (dedicata al solo riscaldamento) da 240 kW usata all'88% (con rendimenti praticamente uguali a quelle delle caldaiette a condensazione). Potenza e rendimenti paragonabili.
Quello che cambia è la potenza a servizio della produzione di a.c.s..
Mentre nel caso del centralizzato è fatta su misura per il numero di utenze servite (con fattori di contemporaneità ecc.), usando una caldaietta per alloggio è evidente il sovradimensionamento. Tuttavia è possibile dire che i rendimenti di produzione sono sempre molto alti (sopra al minimo) per le caldaiette (diciamo praticamente uguali a quelle di una caldaia centralizzata dedicata) ? ed è possibile ipotizzare che le persone non sono obbligate a sprecare acqua calda solo perchè hanno la possibilità di aprire contemporaneamente tutti i rubinetti di casa e avere sempre 50 °C ?.
Pertanto, supponendo di avere un condominio di persone "normali" (che non hanno voglia di buttare soldi), non è lecito supporre che anche in questo caso i rendimenti sono paragonabili?
Secondo me il punto non è tanto il centralizzato (a favore del quale c'è sicuramente il costo di manutenzione e gestione annua ) o le singole caldaiette (parlo di quelle a condensazione ovviamente) quanto piuttosto l'esigenza di isolare meglio gli edifici per consumare di meno in assoluto.
Dove sbaglio nel ragionamento?


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MessaggioInviato: martedì 21 marzo 2006, 11:46 
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Iscritto il: lunedì 27 settembre 2004, 18:50
Messaggi: 2853
Località: Brescia
Spero che qualcuno ti risponda, Arg. Sono interessato anch'io.

Come si collocano sul mercato le caldaie a condensazione? Sono quelle che vanno per la maggiore oppure costano troppo? Il fatto che possono lavorare al 20% e che hanno rendimenti altissimi, deve essere specificato nel software di calcolo? (Io uso quello della Aermec).


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MessaggioInviato: martedì 21 marzo 2006, 12:00 
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Iscritto il: martedì 8 luglio 2003, 16:32
Messaggi: 1113
Località: Pescantina (VR)
la domanda è posta, per me almeno, in un modo un po' complicato... comunque sto preparendo la risposta.


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MessaggioInviato: lunedì 14 agosto 2006, 12:44 
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Iscritto il: domenica 12 dicembre 2004, 12:56
Messaggi: 166
Rimane il bump del topic ma cancello una mia osservazione fessacchiotta. Scusate. :roll:


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 Oggetto del messaggio: dico la mia
MessaggioInviato: mercoledì 16 agosto 2006, 8:51 
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Iscritto il: lunedì 21 febbraio 2005, 8:59
Messaggi: 100
Ciao a tutti.
Dalle mie parti, Mestre-Venezia, dilagano ancora gli impianti autonomi a servizio di edifici plurifamiliari.
Per le "casette" si parla di locale tecnico entro cui alloggiare caldaia e bollitore per A.C.S..
Dallo scambio di idee con altri colleghi, per quanto concerne il calcolo delle dispersioni nel caso di unità residenziali in edifici plurifamiliari, è emersa la tendenza a considerare come uniche dispersioni quelle con l'esterno e con i vani scala, salvo poi maggiorare il tutto del numero magico20%.
Per quanto concerne le piccole caldaie a condensazione modulanti sino al 20% di cui si parlava nei post, molto dipende dalla temperatura del ritorno dell'impianto; nel caso di sistemi radianti posso credere alla condensazione ... nel caso dei radiatori ho seri dubbi.

Vediamo se ho inteso bene sulle dispersioni verso unità non riscaldate:
- ne tengo conto solo nel caso di impianti singoli in quanto sono dispersioni vere e proprie;
- non ne tengo conto nel caso di impianti centralizzati poichè le dispersioni di una unità sono delle "rientrate" per l'unità adiacente...
Dico bene?

Complimenti per il forum!

Buone ferie e buon lavoro a tutti.
Rudi


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MessaggioInviato: venerdì 18 agosto 2006, 9:21 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
Messaggi: 7749
Località: rimini
Arg ha scritto:
Potenza e rendimenti paragonabili.


mi ero perso del tutto questo intervento.
sono pienamente d'accordo sull'affermazione che il punto cruciale è l'isolamento.
quanto alle caldaie a condensazione, sarà certamente vero che il loro rendimento è così elevato da rendere le due situazioni paragonabili, ma dal punto di vista ambientale il rendimento non è l'unico aspetto: la "distruzione di risorse" (=somma complessiva del danno ambientale causato per produrre, manutenere, tenere in funzione e smaltire l'apparecchio) che si ha nel caso dei singoli apparecchi è MOLTO maggiore (e ciò si ripercuote pure in quattrini da sborsare, ovviamente).

dts ha scritto:
Vorrei infatti sapere qual'è il riferimento normativo che mi dice di assegnare agli appartamenti limitrofi una determinata temperatura nel caso di calcolo della legge 10/91 per impianti autonomi


il riferimento è la legge 10/91 stessa (o il dpr 412, adesso non ricordo dove sta scritto esattamente), che impone di considerare il sistema edificio-impianto: dalla definizione di questo, si capisce chiaramente cosa rientra in esso e cosa no, e dunque ne discende automaticamente qual è la situazione peggiore (=di consumo massimo) nei due casi.
La temperatura da assegnare a locali non riscaldati può essere valutata seguendo le norme (tipo la 7357 che citi), ma è chiaro che esse sono un riferimento da prendere "cum grano salis": se un progettista (tipo enrico), sulla base di prove da lui condotta, valuta che con quella tipologia di appartamento in realtà la temperatura interna ragionevolmente sarà di 14 °C, non si vede per quale motivo dovrebbe rinunciare al suo ruolo.

dts ha scritto:
Dico bene?

secondo me, sì.
Oggi come oggi la discussione è cmq abbastanza accademica, in quanto il dlgs 192/05 impone per i divisori un valore di trasmittanza massimo da rispettare in ogni caso.

_________________
"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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