IngForum il forum di Ingegneri.info
Oggi è mercoledì 19 febbraio 2020, 15:14

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 20 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2
Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 16 settembre 2016, 15:42 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
Messaggi: 19344
Località: Ferrara
esatto, io farei così.

_________________
L'evoluzione c'entra. Sempre.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: sabato 17 settembre 2016, 16:56 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 18 novembre 2009, 14:34
Messaggi: 584
Località: Pesaro
a me è capitato un caso simile è ho fatto come dice boba, ovvero: poichè è un'unico subalterno (che la particella sia la stessa è normale, l'importante e che uffici e zona produttiva abbiano anche lo stesso subalterno) non posso fare 2 APE quindi ho calcolato solo sugli ambienti realmente riscaldati tutti il resto equivale ad ambienti non climatizzati.

_________________
che lo sforzo sia con te!!!!!


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: lunedì 19 settembre 2016, 10:40 
Non connesso

Iscritto il: martedì 15 dicembre 2015, 18:22
Messaggi: 16
Grazie per aver riportato la tua esperienza. In ogni caso ho provato a mandare una richiesta al CENED (Regione Lombardia) e vediamo se confermano la bontà delle nostre riflessioni.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: lunedì 19 settembre 2016, 12:29 
Non connesso

Iscritto il: martedì 15 dicembre 2015, 18:22
Messaggi: 16
Vi riporto la risposta del CENED cosi mi aiutate ad interpretare:

Soluzione: 1) Dalla descrizione fornita non è chiaro se si tratta di un capannone avente una destinazione d'uso deposito o comunque ricadente nelle casistiche di esclusione previste al punto 3.2 dell'allegato al DDUO 6480/15 lettera d), oppure se si tratta di un capannone avente una destinazione d'uso tale che prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici di climatizzazione; in tal caso proceda ad inserirlo nella redazione dell'APE, qualora invece sia un ambiente non climatizzabile ai sensi del DPR 412 proceda ad escluderlo dalla redazione dell'APE. Tale ambiente dovrà essere considerato freddo.

Le riportiamo il punto 3.2 dell'allegato al DDUO 6480/15 lettera d): Sono escluse dall’applicazione integrale del presente provvedimento le seguenti categorie di edifici e di impianti gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3 d el decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici di climatizzazione, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi; per questa categoria di edifici il presente dispositivo si applica limitatamente alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica;".

La invitiamo a prendere visione di quanto riportato alla FAQ 8.4 lettera J) disponibile alla sezione UTILITÀ e NORMATIVA » F.A.Q. » 8.4. Procedura di calcolo – Allegato D.D.U.O. 6480/15 del sito web http://www.cened.it e a ricercare la sua casistica nello schema riassuntivo.

Qualora il capannone sia da considerare nella redazione dell'APE proceda ad inserire due zone termiche facendo riferimento alla faq 9.4.b per la porzione non residenziale priva di impianto termico.

2) Le ricordiamo che l'APE deve essere effettuato secondo la destinazione d'uso relativa allo stato di fatto.

Proceda a distinguere le diverse zone termiche in modo tale da assegnare ad ogni zona la propria destinazione d'uso indicandola nella schermata EDIFICIO/STATO DI FATTO/SUBALTERNI/SUBALTERNO/ZONA TERMICA.

Alla selezione della destinazione d'uso il software inserisce nel calcolo i valori caratteristici della stessa.

Le segnaliamo i paragrafi ed i prospetti della procedura di calcolo Allegato H del DDUO 6480/15 contenenti i valori interessati dalla selezione della destinazione d'uso:
- § 1.4: per quanto concerne la temperatura interna e l'umidità relativa dell'aria interna;
- § 3.3.6.2 Prospetto 3.XIII e Prospetto 3.XIV: indice di affollamento e portata specifica d'aria esterna minima richiesta nel periodo di occupazione dei locali;
- § 3.3.7 Prospetto 3.XXV-3.XXVI: Valori globali degli apporti interni;
- § 4.1.3 Prospetto 4.II: Valori medi della portata di vapore dovuti alla presenza di persone.

Pertanto proceda ad inserire la destinazione E.2 nella zona termica uffici e E.8 nella zona termica del produttivo.


Letta cosi, dovrei fare due zone termiche e quella senza impianto dotarla di impianto fittizio.
Salvo che non consideri la parte laboratorio come "deposito" (tra l'altro sarebbe la sua destinazione d'uso di fatto) e quindi non oggetto di certificazione.

La frase in neretto potrebbe venirmi in aiuto? Non ne sono convinto.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: lunedì 19 settembre 2016, 16:04 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 8 gennaio 2010, 18:33
Messaggi: 427
Io capisco che devi fare:
1) le due zone, ovvero gli uffici con l'impianto reale perché esiste, e la seconda solo se ritieni di dover attribuire a quel 90% una classificazione per cui l'immobile è suscettibile di dover essere climatizzato; se non fosse climatizzato metteresti in questa zona l'impianto fittizio;
2) una sola zona, ovvero quella corrispondente agli uffici, se classifichi la porzione rimanente tra quelle non suscettibili di dover essere climatizzate; in questo caso, questa porzione dell'immobile è una zona confinante non riscaldata.

Per stabilire come classificare quel 90% di immobile non so se mi fiderei di quanto riportato al punto 2) della risposta del CENED... o quanto meno non mi è chiarissimo cosa intendono... credo si siano espressi male: l'APE deve far riferimento ad uno standard, e se fosse come dicono loro, per esempio, potrei non fare l'APE di certe abitazioni che non sono più utilizzate sostenendo che sono di fatto impiegate come depositi :roll:


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: lunedì 19 settembre 2016, 16:52 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
Messaggi: 19344
Località: Ferrara
non opero con il CENED in quanto non sono lombardo, ma per questa cosa io in genere tendo a orientarmi in base alla destinazione catastale dell'immobile, anche perchè l'APE viene fatto o per compravendita o per affitto, quindi un "uso diverso" rispetto a quello indicato sul catasto non sarebbe permesso, a meno di non fare una variazione catastale. Quindi, per fare degli esempi:

Se la categoria catastale è deposito (C/2) o altre categorie la cui destinazione d'uso non è riconducibile a quelle del DPR 412, allora io faccio l'APE solo nel caso in cui l'edificio dovesse essere dotato di impianti, e in tal caso limitatamente alla parte eventualmente dotata di impianti, altrimenti non lo faccio perchè non necessario. Questo a prescindere da come viene utilizzato l'edificio nella realtà. Va da sè che un edificio ad uso deposito "vero", ossia C2 è difficile che abbia impianti, altrimenti sarebbe accastastato diversamente, ma tutto può essere... :roll:

Se invece la categoria catastale è D/7 o D/8 o qualsiasi altra categorie che indichi una qualche attività industriale, commerciale, o comunque assimilabile a una delle categorie del DPR 412 significa che il suo uso standard prevede la presenza di impianti, e come tale faccio sempre APE: a quel punto se l'edificio è comunque privo di impianti faccio l'APE simulando un impianto fittizio, se invece è dotato di impianti, in tutto o in parte, faccio APE solo sulla parte climatizzata.
Non esiste secondo me considerare una zona termica "priva di impianti" se sono presenti anche altre zone termiche dotate di impianti dello stesso edificio (ossia dello stesso sub catastale oggetto di APE), perchè se così fosse sarei costretto ogni volta che faccio l'APE di un'abitazione a inserire impianti fittizi nelle cantine, o nelle soffitte o in altri locali non riscaldati che catastalmente appartengono alla stessa unità che sto certificando, ma in tal modo si traviserebbe l'intero scopo della certificazione energetica (posto che ve ne sia uno a questo punto... :lol: :lol: :lol: )

_________________
L'evoluzione c'entra. Sempre.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: lunedì 19 settembre 2016, 17:14 
Non connesso

Iscritto il: martedì 15 dicembre 2015, 18:22
Messaggi: 16
Per il CENED la "logica" non è questa, anche se il tuo modus operandi lo trovo inattaccabile.

Esiste una tabella con il riassunto di come comportarsi in caso di APE con porzioni non climatizzate (distinguendo tra ambienti climatizzabili e non climatizzabili). In coda alla tabella è riportato: "Per una corretta consultazione dello schema sopra richiamato, è necessario considerare la destinazione d'uso dei locali oggetto di APE, in relazione allo stato di fatto rilevato durante il sopralluogo.
Qualora la destinazione d'uso "rilevata" durante il sopralluogo non preveda l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici di climatizzazione nel suo utilizzo standard è necessario considerare tali ambienti: "non climatizzabili".
E a mia esplicita richiesta: "Pertanto qualora dal sopralluogo abbia rilevato una destinazione d'uso attuale "a deposito" della parte non climatizzata essa rientrerebbe nei casi di esclusione e dovrei certificare solo la parte riscaldata con destinazione d'uso "ufficio". Questo a prescindere dalla categoria catastale in quanto la certificazione energetica si effettua sullo stato di fatto rilevato." , la risposta è stata "Dalla descrizione fornita il suo modo di procedere appare corretto. Proceda alla redazione dell'ape per lo sole parti climatizzabili basandosi sullo stato di fatto rilevato e riportando la specifica nelle note."

Dunque visto che l'uso rilevato è di deposito per me la cosa finisce li e certifico solo la parte riscaldata. Anche perchè l'alternativa sarebbe proprio di inserire un impianto virtuale per la parte non riscaldata, e l'impianto reale per quella riscaldata.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: lunedì 19 settembre 2016, 17:28 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
Messaggi: 19344
Località: Ferrara
Concordo, anch'io farei così.... 8)

_________________
L'evoluzione c'entra. Sempre.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: venerdì 23 settembre 2016, 19:49 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 8 gennaio 2010, 18:33
Messaggi: 427
boba74 ha scritto:
Non esiste secondo me considerare una zona termica "priva di impianti" se sono presenti anche altre zone termiche dotate di impianti dello stesso edificio (ossia dello stesso sub catastale oggetto di APE), perchè se così fosse sarei costretto ogni volta che faccio l'APE di un'abitazione a inserire impianti fittizi nelle cantine, o nelle soffitte o in altri locali non riscaldati che catastalmente appartengono alla stessa unità che sto certificando, ma in tal modo si traviserebbe l'intero scopo della certificazione energetica (posto che ve ne sia uno a questo punto... :lol: :lol: :lol: )

:? Sì, hai ragione... certo che se per assurdo (ma neanche tanto) avessi un'abitazione su 3 piani con solo una stufetta a pellet da 5KW all'ultimo (che tra l'altro già non mi garantisce una temperatura uniforme su quel piano) come individuo il confine riscaldato? E' solo l'ultimo piano? Comunque andrei a fare un'APE di un'abitazione calcolando i parametri su 1/3 (o anche meno) per via di una stufetta... mentre se non ci fosse nemmeno quella dovrei fare l'APE basandomi sull'intera abitazione con impianto fittizio :scratch:
Mi sembra che anche questo travisi lo scopo della certificazione :roll:
Secondo me sarebbe una cosa da chiarire.
Cioè, nel caso sopra avrei la certificazione non di una casa ma di 1/3 di casa; pazienza se escludo una cantina o un ripostiglio il cui uso normale non prevede il riscaldamento... ma se ho un'abitazione con locali abitabili privi di impianto e li escludo dalla certificazione perché più in là ho una stufa anche questo non è il massimo dell'informazione che con l'APE si può dare ad un eventuale acquirente.
Così, a mio avviso, se ho 10 mq di ufficio e un laboratorio di 500 mq senza impianto, facendo l'APE con riferimento solo a quei 10 mq non do un'informazione corretta ad un possibile acquirente del laboratorio dato che l'uso normale di un laboratorio prevede che sia riscaldato.
Però come stanno le cose oggi temo tu abbia ragione :|


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: venerdì 7 giugno 2019, 18:39 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 7 giugno 2019, 18:20
Messaggi: 2
Capannone industriale circa 270 mq piano terra adibito a deposito piu bagni + 50 metri piano primo adibiti ad ufficio. Capanne classificato tutto come cat. c/3 assimilabile ad E.8 quindi caso simile ai precedenti unica particella catastale .locali al p1 adibiti ad ufficio e muniti di due split. Certifico solo parte di sopra quindi gli uffici comprensivi di 2 split mi pare d aver capito ma i bagni al pt?e le luci in tutto il resto del capannone vanno considerate?grazie


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 20 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Bing [Bot], MSN [Bot] e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi

Cerca per:
Vai a:  

Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010