IngForum il forum di Ingegneri.info
Oggi è lunedì 9 dicembre 2019, 21:14

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 24 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3  Prossimo
Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 10:36 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 21 luglio 2016, 16:36
Messaggi: 57
boba74 ha scritto:
Ai soli fini della pratica ENEA vanno indicate le caratteristiche degli impianti pre-esistenti (potenza, rendimento, combustibile, tipo di terminali di emissione), non occorre che io sappia alcun numero di matricola, quello semmai riguarda l'APE (nel senso che quando si fa un APE in certe regioni va inserito il numero di matricola dell'impianto, ma si parla di impianto di cui vai a fare l'APE, per tanto in questo caso specifico sarà riferito alla situazione post-intervento, non a quella precedente), e comunque non in tutte le regioni è già entrato in funzione il catasto energetico quindi gli impianti non sono dotati necessariamente di matricola.
La responsabilità di dichiarare che l'edificio fosse precedentemente dotato di impianto è del beneficiario, perchè l'allegato ENEA lo firma lui. Il tecnico firma per quanto riguarda eventuali asseverazioni, laddove richieste.


il problema è che l'immobile lo dovrei anche acquistare, immagino ci sia anche un'APE da fare per l'acquisto. Non so se poi andranno mai a fare dei controlli incrociati, ma è chiaro che se sull'APE c'è scritto che l'immobile è senza impianto, e poi dichiaro una cosa diversa, è poco plausibile.
Se l'immobile per esempio ha delle stufe e caminetti, non ho idea di cosa si possa scrivere sull'APE.
Chiaro che l'edificio è collabente, credo che non ci sia bisogno di APE.

P.S. io sono in toscana


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 10:41 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
Messaggi: 19279
Località: Ferrara
yatahaze ha scritto:
boba74 ha scritto:
Ai soli fini della pratica ENEA vanno indicate le caratteristiche degli impianti pre-esistenti (potenza, rendimento, combustibile, tipo di terminali di emissione), non occorre che io sappia alcun numero di matricola, quello semmai riguarda l'APE (nel senso che quando si fa un APE in certe regioni va inserito il numero di matricola dell'impianto, ma si parla di impianto di cui vai a fare l'APE, per tanto in questo caso specifico sarà riferito alla situazione post-intervento, non a quella precedente), e comunque non in tutte le regioni è già entrato in funzione il catasto energetico quindi gli impianti non sono dotati necessariamente di matricola.
La responsabilità di dichiarare che l'edificio fosse precedentemente dotato di impianto è del beneficiario, perchè l'allegato ENEA lo firma lui. Il tecnico firma per quanto riguarda eventuali asseverazioni, laddove richieste.


il problema è che l'immobile lo dovrei anche acquistare, immagino ci sia anche un'APE da fare per l'acquisto. Non so se poi andranno mai a fare dei controlli incrociati, ma è chiaro che se sull'APE c'è scritto che l'immobile è senza impianto, e poi dichiaro una cosa diversa, è poco plausibile.
Se l'immobile per esempio ha delle stufe e caminetti, non ho idea di cosa si possa scrivere sull'APE.
Chiaro che l'edificio è collabente, credo che non ci sia bisogno di APE.

P.S. io sono in toscana

Bisognerebbe sentire da chi fa l'APE cosa ha intenzione di scrivere, sempre che faccia l'APE, essendo collabente.
Io da certificatore, quando un edificio è dotato di stufe o caminetti, lo certifico se possibile come edificio dotato di impianti, proprio perchè chi lo acquista in futuro si ritrova almeno una pezza d'appoggio per poter fare detrazioni sul risparmio energetico. Vero è che difficilmente in caso di controlli vanno a controllare l'APE, e per giunta un APE precedente all'intervento stesso, dato che questo andrebbe comunque aggiornato dopo l'intervento. Ma non so che tipo di controlli potrebbero fare. Fino a oggi i controlli sulle pratiche enea erano di tipo fiscale (fatture, dichiarazioni) e non tecnico, ma le cose potrebbero cambiare. :roll:

_________________
L'evoluzione c'entra. Sempre.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 10:50 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 21 luglio 2016, 16:36
Messaggi: 57
boba74 ha scritto:
Bisognerebbe sentire da chi fa l'APE cosa ha intenzione di scrivere, sempre che faccia l'APE, essendo collabente.
Io da certificatore, quando un edificio è dotato di stufe o caminetti, lo certifico se possibile come edificio dotato di impianti, proprio perchè chi lo acquista in futuro si ritrova almeno una pezza d'appoggio per poter fare detrazioni sul risparmio energetico. Vero è che difficilmente in caso di controlli vanno a controllare l'APE, e per giunta un APE precedente all'intervento stesso, dato che questo andrebbe comunque aggiornato dopo l'intervento. Ma non so che tipo di controlli potrebbero fare. Fino a oggi i controlli sulle pratiche enea erano di tipo fiscale (fatture, dichiarazioni) e non tecnico, ma le cose potrebbero cambiare. :roll:


Ipotizzando invece che non sia accatastato come collabente (ad oggi è accatastato come A/4, anche se in realtà è collabente), e che ci fossero delle stufe e caminetti.

il tecnico che dicevo prima mi diceva che ha mandato una email all'ENEA per come certificare in questo caso l'APE per l'acquisto (A/4 con stufe e caminetti), e appunto gli hanno risposto che per il discorso che facevi del catasto energetico per essere dichiarato un impianto deve avere un numero di serie. E allora è un controsenso, se prima dici che possono andare bene anche stufe e caminetti con potenza > 5 kW.
E' su questo che ho dei dubbi.
Al limite me la fai tu l'APE :wink: (anche se è a carico della parte venditrice)


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 11:01 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
Messaggi: 19279
Località: Ferrara
Il numnero di serie dell'impianto ESISTE solo in quelle regioni che hanno un catasto energetico. Ad esempio in Veneto se fai un APE devi per forza inserire una matricola, o in alternativa consideri l'edificio privo di impianto: in tal caso edifici con stufe e caminetti risultano per forza non dotati di impianto, e come tali il problema non si pone, almeno ai fini APE.
Ma in altre regioni non c'è questa distinzione così netta, quindi fino a prova contraria, per definizione di impianto stufe e caminetti lo sono se superano i 5 kW, a prescindere che siano "a norma" o no.

_________________
L'evoluzione c'entra. Sempre.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 11:40 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 21 luglio 2016, 16:36
Messaggi: 57
boba74 ha scritto:
Il numnero di serie dell'impianto ESISTE solo in quelle regioni che hanno un catasto energetico. Ad esempio in Veneto se fai un APE devi per forza inserire una matricola, o in alternativa consideri l'edificio privo di impianto: in tal caso edifici con stufe e caminetti risultano per forza non dotati di impianto, e come tali il problema non si pone, almeno ai fini APE.
Ma in altre regioni non c'è questa distinzione così netta, quindi fino a prova contraria, per definizione di impianto stufe e caminetti lo sono se superano i 5 kW, a prescindere che siano "a norma" o no.


ho provato a chiamare il SIERT Toscana e mi hanno detto che stufe e caminetti non hanno il codice catasto impianti, per cui nell'APE non si inserisce il codice, ma si scrive comunque della loro presenza e la potenza totale.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 15:00 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 21 luglio 2016, 16:36
Messaggi: 57
boba74 ha scritto:
Il numnero di serie dell'impianto ESISTE solo in quelle regioni che hanno un catasto energetico.


C'è qualcosa che non mi torna. Ho inviato altre email al servizio APE della regione Toscana, e mi dicono che:
"Una stufa rientra nella definizione di "impianto termico" del d.lgs. 192/2005 smi se fissa e di potenza superiore a 5 kW, altrimenti è solo un impianto per il riscaldamento degli ambienti.
Gli impianti termici per riscaldamento sono soggetti ad accatastamento (e quindi sono dotati di codice catasto) solo se hanno potenza superiore a 10 kW.
Per esempio, una stufa fissa con potenza di 7 kW è un impianto termico, ma non è soggetto all'obbligo dell'accatastamento, quindi non ha un codice catasto, mentre una stufa fissa da 11 kW è un impianto termico, che deve essere accatastato e avrà un suo codice catasto (nel caso in cui non sia stata ancora accatastata, è il manutentore che deve provvedere ad accatastarla al catasto regionale degli impianti termici, e in questa occasione viene attribuito il codice catasto).
Nell'ape devono essere inseriti tutti gli impianti per la climatizzazione invernale, siano essi impianti termici o meno; se nell'ape vengono inseriti impianti termici, è necessario che venga indicato anche il relativo codice catasto"

Questo mi sembra in contrasto della definizione del d.lgs. 192/2005 che definisce "assimilati agli impianti termici" anche "stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante, se fissi , quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi è maggiore o uguale a 5 kW". Se si considera la loro somma è impossibile attribuire un codice catastale.
Invece in Regione dicono che un impianto termico deve essere accatastato ed avere il suo codice catasto.

L'Agenzia delle Entrate parla indistintamente di impianto di riscaldamento o impianto termico, per cui (loro, AdE) fanno confusione. Infatti nella Risoluzione n. 215 del 12.08.2009 dice: "sulla base della normativa richiamata, il sistema di riscaldamento dell'immobile, (un caminetto e tre stufe con potenza globale superiore a 15 kW), può assumere la qualificazione di "impianto termico".

Quindi se ho inteso bene, nella redazione dell'APE qua in Toscana, nel caso di stufe e caminetti con potenza globale >5 kW non verranno inseriti come impianti termici con un codice catasto, ma come impianto di riscaldamento.
Spero che per l'AdE vada bene uguale.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 15:22 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
Messaggi: 19279
Località: Ferrara
Non entro nel merito dei regolamenti della regione Toscana in merito agli APE.....
In ogni caso la pratica ENEA è nazionale, per tanto vale ciò che vale a livello nazionale.
Il discorso delle circolari AdE con la soglia dei 15 kW è perchè una volta la definizione di impianto del Dlgs 192 partiva da 15 kW, e successivamente l'hanno ridotto a 5 (mi pare dal 2009, ma non ricordo di preciso con quale DM ha modificato le definizioni), e ovviamente le circolari AdE non vengono aggiornate, però resta il fatto che ad oggi la definizione di impianto termico sia quello con i 5 kW.
Quindi, se ho stufe e stufette che sommate superano i 5 kW allora è possibile usufruire delle detrazioni ENEA in quanto edificio dotato di impianto termico. Poi quello che ci va scritto sull'APE dipenderà dalle disposizioni regionali, ma comunque l'APE non c'entra con ENEA, se non laddove devi inserire i "dati APE", che comunque non sono vincolanti ai fini delle detrazioni: ogni intervento ha i propri requisiti da rispettare indipendentemente da "come" calcoli l'APE.

_________________
L'evoluzione c'entra. Sempre.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 16:04 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 21 luglio 2016, 16:36
Messaggi: 57
Ok, l'importante è che in qualche modo vengano inseriti nell'APE, se non come impianti termici, al limite come impianti di riscaldamento, o solo menzionati.
Giusto per precauzione, non vorrei mai che poi lAdE (difficile eh, ma a sto mondo....) faccia un controllo incrociato tra APE dell'acquisto dove c'è scritto che non c'è impianto termico, e poi allegati inviati all'ENEA, solo per questo.
Ricapitolando, per esempio, se nell'immobile ci sono 3 stufe fisse, che erogano ciascuna 2 kW. Prese singolarmente per la sua definizione non sono un impianto termico, (e non devono essere accatastate). Per loro impianto termico deve essere singolarmente > 5 kW , e se maggiore di 10 kW deve essere accatastato.
Per cui vengono comunque inserite nell'APE come impianto di climatizzazione invernale/riscaldamento (non termico).
Se ce ne fosse anche solo una fissa da 2kW, bisogna inserirla ugualmente per il calcolo del fabbisogno energetico.
grazie


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: martedì 4 giugno 2019, 21:15 
Non connesso
Avatar utente

Iscritto il: sabato 17 marzo 2007, 22:43
Messaggi: 3317
Località: brescia
guarda che apparecchi con meno di 6-9 kw nn ce n'è molti

_________________
Art.1 : L'Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro. ..degli altri.


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
MessaggioInviato: mercoledì 5 giugno 2019, 7:30 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 21 luglio 2016, 16:36
Messaggi: 57
giotisi ha scritto:
guarda che apparecchi con meno di 6-9 kw nn ce n'è molti


non ho idea delle potenze nominali che possono sviluppare un camino o una stufa a legna


Top
 Profilo  
Rispondi citando  
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 24 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3  Prossimo

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi

Cerca per:
Vai a:  

Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010