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MessaggioInviato: lunedì 29 agosto 2016, 11:31 
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Iscritto il: lunedì 27 aprile 2015, 17:02
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Salve
Dovrei fare un cappotto ad una villetta costruita nel 1955. Questa è a distanza di circa 5 m da un'altra villetta dei primi anni '60. Io pensavo di potere fare il cappotto applicando quanto dice il D.Lgs 102/2014 art. 14 comma 7 il quale dice, tra le altre cose, che a fronte del raggiungimento di un certo obiettivo di risparmio energetico si può derogare dalle distanze minime tra due edifici. Il tecnico comunale non accetta questa valutazione dato che le pareti che si fronteggiano delle due villette hanno entrambe delle finestre e questo supera quanto permesso invece all'edificio. Si deve in sostanza applicare quanto scritto nel D.M. 1444 del 1968 nell'art. 9 al comma 2 dove si parla di 10 m tra pareti finestrate. Aggiungo che il Comune di riferimento è in Lombardia.
Esiste qualche aspetto normativo che, in questo caso, permette di superare il d.M. 1444/1968?
Grazie


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MessaggioInviato: lunedì 29 agosto 2016, 17:35 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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quell'articolo è molto chiaro, si può derogare a tutte le normative tranne che alle distanze minime del codice civile

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MessaggioInviato: martedì 30 agosto 2016, 13:14 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Località: Ferrara
Ma infatti..... dove direbbe che le distanze minime sono derogabili? :roll:

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L'evoluzione c'entra. Sempre.


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MessaggioInviato: martedì 30 agosto 2016, 16:19 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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art. 14

7. Nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di chiusura superiori ed inferiori necessari ad ottenere una riduzione minima del 10 per cento dei limiti di trasmittanza previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, certificata con le modalità di cui al medesimo decreto legislativo, è permesso derogare, nell'ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà e alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nella misura massima di 25 centimetri per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne, nonché alle altezze massime degli edifici, nella misura massima di 30 centimetri, per il maggior spessore degli elementi di copertura. La deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti. Le deroghe vanno esercitate nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile.

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MessaggioInviato: martedì 30 agosto 2016, 16:38 
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Iscritto il: lunedì 8 giugno 2015, 18:02
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Cita:
... Le deroghe vanno esercitate nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile.[/i]

Il quale CC non è derogabile (per motivi di carattere ineludibile cioè per motivi igienico sanitari) in caso di ristrutturazioni; sentenza del Consiglio di Stato (7731/2010).

OT: questa discussione non dovrebbere rientrare nella categoria "Impianti".


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MessaggioInviato: martedì 30 agosto 2016, 16:46 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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il codice civile dice poi

873 Distanze nelle costruzioni

Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore.

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MessaggioInviato: giovedì 1 settembre 2016, 10:17 
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Iscritto il: lunedì 27 aprile 2015, 17:02
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Grazie a tutti delle risposte, ma il problema che mi è stato prospettato non è il codice civile (lo riesco a rispettare), ma le distanze tra superficie finestrate. Ovvero non viene riconosciuto dal tecnico comunale che valga la distanza tra edifici, visto che i due edifici interessati si fronteggiano con pareti finestrate, quindi si deve rispettare quanto indicato dalla DM 1444/1968 (10 m di distanza) che prevale sul Dlgs 102/2014.
Mi scuso se questa discussione l'ho messa nello spazio degli impianti, ma avevo trovato lì altre discussioni inerenti i cappotti.
Grazie


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MessaggioInviato: giovedì 1 settembre 2016, 18:02 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
Messaggi: 38026
non capisco perché il dm del 1968 prevalga sul dlgs del 2014, quando quest'ultimo (che è una fonte legislativa di livello superiore rispetto ad un decreto ministeriale) dice esplicitamente:
"è permesso derogare, ... , a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali"

è vero che il dm 1444/68 è intitolato:
"Limiti inderogabili di ..."

ma poi molte norme successive hanno introdotto delle deroghe, ad es. la legge Tognoli sui parcheggi, e questo dlgs del 2014

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MessaggioInviato: giovedì 1 settembre 2016, 18:30 
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Iscritto il: lunedì 8 giugno 2015, 18:02
Messaggi: 345
Cita:
non capisco perché il dm del 1968 prevalga sul dlgs del 2014, quando quest'ultimo (che è una fonte legislativa di livello superiore rispetto ad un decreto ministeriale) dice esplicitamente:
"è permesso derogare, ... , a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali"
è vero che il dm 1444/68 è intitolato:
"Limiti inderogabili di ..."
ma poi molte norme successive hanno introdotto delle deroghe, ad es. la legge Tognoli sui parcheggi, e questo dlgs del 2014

Perche, in un Paese quale è il nostro dotato di organismi di controllo indipendenti ma non dal punto di vista politico, lo dice la Magistratura:
1) in un testo di raccolta documentale di un Magistrato, pag.7: http://www.mori.bz.it/distanze/distanze.pdf
2) in un testo di raccolta documentale dello Sponsor di questo Forum, pag.5: http://www.ingegneri.info/ebook/urbanis ... n-fancybox


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MessaggioInviato: giovedì 1 settembre 2016, 19:01 
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... anche io non capisco il perchè, nel senso che mi sembra logico fare prevalere una norma che va a vantaggio della collettività oltre che del singolo. L'obiezione è che una cosa sono gli edifici ed un altro sono le pareti finestrate, ovvero tecnico comunale dice che il Dlgs 102/2014 si applica per gli edifici se si fronteggiano con pareti cieche. Dovrei trovare qualcosa che dice che il concetto di edificio supera quello di parete finestrata.
Voglio poi provare a metterlo in crisi facendo notare che intervenendo su una superficie di parete superiore al 25% della superficie disperdente devo rispettare quanto indicato dal Decreto n. 6480 del 30.07.2015 e della Delibera della Giunta Regionale della Lombardia n. 3868 del 17.07.2015. In sostanza se devo seguire le indicazioni del tecnico comunale sono in difetto quasi sicuramente nel confronto di queste altre due norme.


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