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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 2 gennaio 2018, 19:57 
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Buonasera a tutti,
sono new entry nel forum ma vi seguo spesso per imparare, ho fatto già una ricerca e letto decine di post, decurtando circa la metà delle domande che avevo da porvi :D . Mi sono laureato da poco e mi sto avvicinando a questo settore e vorrei delle conferme da voi esperti. Premetto di aver letto e riletto le normative di riferimento. Come da titolo il mio intervento consiste nell’applicazione di un cappotto termico su tutte le pareti confinanti con l’esterno, e nella sostituzione del generatore di calore, su di un edificio residenziale a schiera (S.U. < 1000 mq). Sulla base di quanto riportato nel primo periodo dell’Allegato E “...Nel caso di applicazione parziale e/o limitata al rispetto di specifici parametri, livelli prestazionali e prescrizioni le informazioni e i documenti relativi ai paragrafi 5, 6, 7, 8 e 9 devono essere predisposti in modo congruente con il livello di applicazione”, premesso anche che rientriamo nel caso di cui all’art. 3, comma 2), lettera c) punti 1) e 3), cioè “...manutenzione straordinaria dell’involucro edilizio...” e “sostituzione di generatori di calore” (correggetemi se sbaglio) sono a porre le seguenti domande:

A) Il Decreto mi sta dicendo che devo redigere una sorta di Relazione semplificata?

B) Essendo l’edificio esistente ci saranno certamente delle pareti, sulle quali non vado ad intervenire (ad es. tra le due unità confinanti) o dei solai, che non soddisfano la verifica, come mi comporto? Non le riporto per nulla o specifico che non sono interessate dall’intervento?

C) Per quanto riguarda l’impianto (par. 5) andrò a descriverne in modo sommario le caratteristiche oppure dovrò ometterle completamente, essendo la sostituzione di caldaia < 50 Kw esonerata dal deposito della relazione?

D) Le componenti trasparenti (sulle quali non intervengo) vanno riportate?

E) In riferimento alle fonti rinnovabili/solare/fotovoltaico devo prevedere qualcosa? (da quello che ho capito no).

Grazie mille a tutti coloro i quali vorranno aiutarmi e chiedo scusa se sono stato troppo prolisso.

Lorenzo :)


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MessaggioInviato: venerdì 12 gennaio 2018, 16:02 
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Nessuno può aiutarmi? :sad:


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MessaggioInviato: venerdì 12 gennaio 2018, 16:56 
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Iscritto il: sabato 17 marzo 2007, 22:43
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Relazione semplificata, rispetto delle trasmittanze delle pareti interessate (compresi i ponti termici), rispetto dei parametri di rendimento dell'impianto.
Quello che non tocchi, ovviamente non quadra; e, per la verità, sarà difficile che quadri anche quello che hai toccato, quando ci sommi i ponti termici.

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MessaggioInviato: venerdì 12 gennaio 2018, 17:46 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Allora, questo intervento (sostituzione di generatore e realizzazione di cappotto) rientra come ristrutturazione importante di 2 livello ai fini dell'applicazione del DM requisiti minimi, per tanto dovrai verificare trasmittanze e H't delle strutture oggetti di intervento e la verifica del rendimento del generatore.
La relazione da presentare in comune è unica e basata sul modello riportato sul DM relativo alle riqualificazioni e ristrutturazioni di 2 livello (che è diversa da quella per nuove costruzioni e ristrutturtazioni di 1 livello).
Non è una relazione "semplificata" bensì una relazione completa, dove però saranno evidenziate solo le verifiche richieste nel tuo caso, e indicati con "non richiesto" oppure "NA" tutto ciò che non è da verificare in quanto non oggetto di interventi.
Il fatto che la sostituzione di generatore inferiore a 50 kW non richieda deposito di relazione L10 non si applica nel tuo caso, perchè oltre al generatore hai anche il cappotto (che invece richiede sempre tale deposito), quindi devi farla (non dovresti presentarla nel caso in cui si avesse la sola sostituzione di caldaia, e del resto in tal caso non occorrerebbe neppure presentare nulla in comune).

Generalmente si utilizza un programma di calcolo in cui dovrai inserire tutto l'edificio e l'impianto, facendo un calcolo energetico, e sarai poi tu a dire al SW quali elementi sono o meno oggetto di intervento e in che casi ricade l'intervento, dopo di che il SW farà le varie verifiche e ti esporterà direttamente la relazione compilata laddove necessario.
Il calcolo energetico va in ogni caso fatto, perchè i risultati (in termini di EP e quant'altro) sono sempre richiesti a prescindere dalle verifiche specifiche del tuo caso, quindi non è possibile secondo me prendere il modello di relazione e compilare "solo" le parti che ti interessano senza fare un calcolo dell'edificio... e per altro in un caso come il tuo diventa poi obbligatorio a fine lavori anche l'AQE, per tanto a maggior ragione devi fare un calcolo (per intenderci, non basta inserire la stratigrafia del cappotto con i valori di trasmittanza o il rendimento della caldaia, va calcolato l'intero edificio, involucro e impianti compresi, determinando volumi, superfici disperdenti, Ht, fabbisogni, indici di prestazione, ecc...).

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MessaggioInviato: venerdì 12 gennaio 2018, 18:13 
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Grazie mille :D , siete stati gentilissimi e molto chiari. Ai fini della pratica ENEA per detrazione 65% invece, secondo voi, l'intervento può essere inquadrato come art. 1, comma 344, ossia come "riqualificazione globale dell'edificio"? oppure vanno fatte due pratiche distinte? Grazie mille...


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MessaggioInviato: venerdì 12 gennaio 2018, 18:33 
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lorenzo.ing ha scritto:
Grazie mille :D , siete stati gentilissimi e molto chiari. Ai fini della pratica ENEA per detrazione 65% invece, secondo voi, l'intervento può essere inquadrato come art. 1, comma 344, ossia come "riqualificazione globale dell'edificio"? oppure vanno fatte due pratiche distinte? Grazie mille...

Io farei 2 pratiche distinte (a meno che non si abbia intenzione di "sforare" i 60.000 euro di detrazione per il cappotto e i 30.000 euro per la caldaia.... perchè il comma 344 richiede la verifica di un limite per EPi che non è detto si raggiunga con il solo cappotto. Magari potrebbe essere, ma quello lo scopri una volta fatti i calcoli...

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MessaggioInviato: lunedì 15 gennaio 2018, 15:51 
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boba74 ha scritto:
lorenzo.ing ha scritto:
Grazie mille :D , siete stati gentilissimi e molto chiari. Ai fini della pratica ENEA per detrazione 65% invece, secondo voi, l'intervento può essere inquadrato come art. 1, comma 344, ossia come "riqualificazione globale dell'edificio"? oppure vanno fatte due pratiche distinte? Grazie mille...

Io farei 2 pratiche distinte (a meno che non si abbia intenzione di "sforare" i 60.000 euro di detrazione per il cappotto e i 30.000 euro per la caldaia.... perchè il comma 344 richiede la verifica di un limite per EPi che non è detto si raggiunga con il solo cappotto. Magari potrebbe essere, ma quello lo scopri una volta fatti i calcoli...


Grazie del parere. Siamo assolutamente al di sotto delle soglie limite per ciascuno dei due interventi. Quindi, se ho ben capito, qualora dal calcolo energetico emergesse che, nel mio villino duplex, sostituendo il generatore di calore con uno nuovo a condensazione e applicando un cappotto da 10 cm, l'EPi richiesto fosse soddisfatto, potrei fare unica pratica come riqualificazione globale (art. 1 comma 344). Alternativa potrebbe essere quella di fare due pratiche distinte, cioè una 65% per la caldaia (oppure 50% come ristrutturazione) ed una 65% per il cappotto sempre, quest'ultima, come riqualificazione globale (ammesso che il solo cappotto basti per soddisfare l'EPi richiesto).

Quindi, per esperienza personale, ti chiedo: la scelta di fare due pratiche distinte nasce dal fatto che l'EPi richiesto per la riqualificazione globale potrebbe non essere rispettato?

A questo punto però, correggimi se sbaglio, per adottare l'art. 345a, comma 1, (coibentazione pareti verticali, tetti e solai) l’intervento di coibentazione deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione);

Pensi che ho le idee chiare?


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MessaggioInviato: lunedì 15 gennaio 2018, 17:53 
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Beh, in generale le detrazioni al 65% valgono sempre e soltanto per edifici esistenti, quindi se fai un ampliamento non è in ogni caso detraibile a prescindere dal tipo di pratica che utilizzi.
Detto questo la parete "esistente" oggetto di pratica ENEA può anche essere una parete che viene completamente demolita e ricostruita (purchè nella stessa posizione), l'importante è che non si vada ad ampliare l'edificio.
La pratica relativa al cappotto (o altri interventi sull'involucro) è quella del comma 345, che non richiede la verifica di EPI, ma il rispetto di trasmittanze limite dei singoli elementi dell'involucro. In caso di cappotto basta che la trasmittanza della parete con il cappotto sia inferiore a quella limite per le pareti verticali, a prescindere dal fatto che coibenti o meno le altre pareti o il tetto. Dicevo che di solito per questo motivo si utilizza il comma 345 invece del 344 (quest'ultimo infatti richiedendo verifiche di EPI implica che di fatto tu dovresti coibentare l'intero involucro).

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MessaggioInviato: mercoledì 17 gennaio 2018, 11:36 
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boba74 ha scritto:
Beh, in generale le detrazioni al 65% valgono sempre e soltanto per edifici esistenti, quindi se fai un ampliamento non è in ogni caso detraibile a prescindere dal tipo di pratica che utilizzi.
Detto questo la parete "esistente" oggetto di pratica ENEA può anche essere una parete che viene completamente demolita e ricostruita (purchè nella stessa posizione), l'importante è che non si vada ad ampliare l'edificio.
La pratica relativa al cappotto (o altri interventi sull'involucro) è quella del comma 345, che non richiede la verifica di EPI, ma il rispetto di trasmittanze limite dei singoli elementi dell'involucro. In caso di cappotto basta che la trasmittanza della parete con il cappotto sia inferiore a quella limite per le pareti verticali, a prescindere dal fatto che coibenti o meno le altre pareti o il tetto. Dicevo che di solito per questo motivo si utilizza il comma 345 invece del 344 (quest'ultimo infatti richiedendo verifiche di EPI implica che di fatto tu dovresti coibentare l'intero involucro).


Ciao Boba74, grazie del tempo che mi stai dedicando :)

Quindi quando sul vademecum ENEA leggiamo " REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO: L’intervento deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione);" non si riferisce al fatto che debba già esistere un cappotto sulla parete e dobbiamo sostituirlo o modificarlo, bensì alla parete stessa che potrà essere sostituita (cioè come hai detto tu demolita e ricostruita in sagoma) oppure modificata con l'aggiunta del cappotto... giusto?


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MessaggioInviato: mercoledì 17 gennaio 2018, 13:08 
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lorenzo.ing ha scritto:
boba74 ha scritto:
Beh, in generale le detrazioni al 65% valgono sempre e soltanto per edifici esistenti, quindi se fai un ampliamento non è in ogni caso detraibile a prescindere dal tipo di pratica che utilizzi.
Detto questo la parete "esistente" oggetto di pratica ENEA può anche essere una parete che viene completamente demolita e ricostruita (purchè nella stessa posizione), l'importante è che non si vada ad ampliare l'edificio.
La pratica relativa al cappotto (o altri interventi sull'involucro) è quella del comma 345, che non richiede la verifica di EPI, ma il rispetto di trasmittanze limite dei singoli elementi dell'involucro. In caso di cappotto basta che la trasmittanza della parete con il cappotto sia inferiore a quella limite per le pareti verticali, a prescindere dal fatto che coibenti o meno le altre pareti o il tetto. Dicevo che di solito per questo motivo si utilizza il comma 345 invece del 344 (quest'ultimo infatti richiedendo verifiche di EPI implica che di fatto tu dovresti coibentare l'intero involucro).


Ciao Boba74, grazie del tempo che mi stai dedicando :)

Quindi quando sul vademecum ENEA leggiamo " REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO: L’intervento deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione);" non si riferisce al fatto che debba già esistere un cappotto sulla parete e dobbiamo sostituirlo o modificarlo, bensì alla parete stessa che potrà essere sostituita (cioè come hai detto tu demolita e ricostruita in sagoma) oppure modificata con l'aggiunta del cappotto... giusto?

certo, per "elementi" si intendono le parti dell'involucro, quindi pareti, solai, infissi, ecc... e non il cappotto stesso che è semmai uno strato isolante. Per altro mica è obbligatorio fare un cappotto esterno, potrebbe anche essere interno o mettendo intercapedini isolate, o rifacendo l'intera parete con una diversa stratigrafia che consenta il rispetto del limite.

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