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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 9 novembre 2018, 17:03 
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Iscritto il: sabato 14 aprile 2012, 15:19
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Buongiorno a tutti,
ho un problema che potrebbe essere molto spinoso: acquistato immobile degli anni 60 in cui c'era riscaldamento con caldaia a gasolio, caldaia che è stata tolta dai precedenti proprietari prima della vendita.
Sempre prima della vendita è stato necessario redigere l'APE e il tecnico ha segnato che la casa è completamente priva di impianto di riscaldamento. (ma in realtà manca solo il generatore, visto che tubazioni e termosifoni ci sono...)

il problema è che c'è in ballo una pesante ristrutturazione da iniziare e si voleva rientrare nella riqualificazione globale, che prevede il 65% su tutti gli interventi (incluse finestre, ecc), MA... si può fare solo se si SOSTITUISCE il precedente impianto. Che però nell'APE è segnato come assente.

Ora, mi sembra naturale che una casa residenziale non può passare 60 anni senza un impianto di riscaldamento, ma come si può rimediare?

a rigore potrei far installare in maniera più o meno posticcia una caldaia, rifare l'ape e solo dopo avviare la ristrutturazione. Ci sono controindicazioni?
C'è qualche alternativa/indicazione specifica per questi casi?

Attualmetne la casa è riscaldata solo in parte con una stufa a pellet di cui però non c'è manuale d'impianto o altro. Precedentemente è evidente che in casa c'erano varie stufe (sicuramente due nel semineterrato, che non ha termosifoni, una dove c'è l'attuale stufa a pellet)

grazie per i consigli


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MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2018, 10:42 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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In una pratica ENEA Il discorso della presenza di impianto viene "attestato" (tra virgolette), solo in quanto sugli allegati devi indicare la potenza e le caratteristiche del generatore sostituito: non è che devi "documentare" l'esistenza di un generatore precedente (a differenza di quanto avviene nel conto termico, dove ti chiedono un certificato di regolare smaltimento della vecchia caldaia).
Nel tuo caso, il generatore sostituito potrebbe essere costituito dalle stufe, o anche dalla vecchia caldaia a gasolio, per quanto dismessa. Certo, io in un caso come questo se fossi stato il precedente certificatore avrei preferito fare un APE come edificio dotato di impianto, al più scrivendo nelle note che la caldaia non funziona, in genere con i vecchi ruderi faccio così se hanno una destinazione abitativa (proprio per evitare di avere un APE che attesti che l'impianto è proprio assente, precludendo possibili detrazioni future....).
Ma insomma, visto che alla fine l'APE è da rifare, è in caso di controllo sarà quello a fare fede, a mio avviso, non credo che qualcuno potrebbe risalire a un precedente APE privo di impianti... al massimo potresti fare foto prima di smantellare tutto, giusto per avere qualcosa in mano in caso di contestazioni.

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MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2018, 19:51 
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Iscritto il: sabato 14 aprile 2012, 15:19
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scusami il ritardo e la mia ignoranza: nella legge 10 ci vanno solo le cose "nuove" e non ha nulla a che vedere con ciò che c'era già, corretto?
Il discorso degli incentivi relativamente alla sostituzione dell'impianto è invece considerato nella pratica ENEA, dove però specificano il fatto che l'immobile deve essere dotato di un impianto di riscaldamento funzionante, quindi se anche la inserissi come caldaia non funzionante, non rientrerei nei requisiti per poter accedere alle detrazioni.

Però leggevo che per fare l'ape con una caldaia bisogna avere anche il libretto della caldaia e va allegato all'APE... ma se anche ci fosse la caldaia, questa avrebbe 60 anni, chissà chi ci faceva manutenzione se è mai stata fatta e se c'è mai stato un libretto d'impianto...uno se lo deve inventare il libretto? (la casa era sfitta da 5-6 anni, ci viveva una sola persona che era oltremodo tirchia, quindi se c'era modo di evitare qualunque balzello, di sicuro l'ha fatto)


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MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2018, 10:42 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Località: Ferrara
Andiamo con ordine.
Tu hai già un APE fatto, da quello che ho capito, dove risulta privo di impianti, quindi a questo punto per accedere alle detrazioni, questo APE non aiuta, ma siccome nella pratica ENEA per sostituzione di caldaia non è un documento che devi allegare, allora lo si può lasciare dove sta (in un cassetto), perchè nella pratica ENEA per sostituzione di caldaia l'APE non è previsto, quindi in caso di controllo non te lo possono chiedere.

A maggior ragione, se tu ora fai la L10 relativamente al nuovo impianto, non conta nulla quello che c'era prima.
Quando farai la pratica ENEA, nell'allegato dovrai indicare la potenza del generatore sostituito, a quel punto indicherai la vecchia caldaia a gasolio, e la nuova che l'ha sostituita, ma non dovendo allegare APE o altri documenti che "provino" che la caldaia funzionava, secondo me sei comunque a posto.

Quindi non ti si pone alcun problema di dover fare un APE con la caldaia vecchia (non funzionante e priva di libretto), perchè tu ora non devi fare un APE, al limite lo potrai fare alla fine, riferito alla situazione con il nuovo impianto, anche se per il tipo di intervento non è obbligatorio.

Comunque, per rispondere al discorso di fare APE con caldaia priva di libretto, dipende dalla regione: esempio in Veneto non si può materialmente (se indichi la presenza di impianto devi inserire il codice del catasto impianti, quindi deve avere per forza un libretto), in Emilia Romagna, per ora, non occorre, per tanto se fai un APE con impianto privo di libretto al max ti scade l'anno successivo, ma è comunque possibile emetterlo, almeno finchè non attiveranno il CRITER, pare dal 1gennaio 2019, (anche se non so cosa comporterà inserire un APE privo di codice).
Stesso discorso vale per la norma nazionale: l'APE relativo a un impianto privo di libretto regolare scade dopo un anno se non viene regolarizzato.
In ogni caso, la mia ipotesi di fare un APE con la vecchia caldaia a gasolio era per dire quello che avrei fatto io se fossi stato il precedente certificatore, ma nel tuo caso se hai già un APE fatto è un discorso inutile ormai... io lascerei perdere il vecchio APE e procederei con la nuova caldaia.

PS: non si tratta di "barare" in questo caso, perchè l'impianto c'era, quindi il fatto che sia rimasto spento o non funzionante per anni non lede a mio avviso la possibilità di accedere alle detrazioni.
Diverso se si trattasse di un magazzino o un fienile, mai scaldato prima e che ora si volesse far passare per "dotato di impianti" quando non lo è mai stato.

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MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2018, 20:29 
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Iscritto il: sabato 14 aprile 2012, 15:19
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Ti ringrazio sei stato chiaro!
Il discorso vale anche se si sta facendo una riqualificazione globale dell'edificio (ristrutturazione primo livello)?


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MessaggioInviato: giovedì 29 novembre 2018, 10:26 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Località: Ferrara
andreansr125 ha scritto:
Ti ringrazio sei stato chiaro!
Il discorso vale anche se si sta facendo una riqualificazione globale dell'edificio (ristrutturazione primo livello)?

Sì, solo che in tal caso, servirà anche l'APE post-intervento, essendo obbligatorio, a maggior ragione se poi fai la pratica ENEA (comma 344 o 345) in quanto dovrai inserire nei "dati APE" quelli dell'APE riferito alla situazione finale.

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MessaggioInviato: martedì 4 dicembre 2018, 15:03 
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Iscritto il: sabato 14 aprile 2012, 15:19
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benissimo, per completezza avevo fatto un tentativo a chiedere direttametne all'enea e di seguito la loro risposta:

"Riteniamo che non ci siano problemi, anche nella condizione più
semplice, [NdR: ovvero nel tenere la caldaia scollegata, senza necessità di ricollegarla] nel rispetto delle prestazioni, delle condizioni, delle
procedure e delle documentazioni richieste."

quando si ha a che fare con l' Agenzia delle Entrate è sempre meglio andarci con i piedi di piombo.

Di nuovo grazie, a buon rendere!


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