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 Oggetto del messaggio: PONTE DI MESSINA: REALTA' O CHIMERA?
MessaggioInviato: venerdì 5 febbraio 2010, 12:56 
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Iscritto il: mercoledì 4 marzo 2009, 14:10
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Il Ponte sullo Stretto ha l'ambizione di stracciare alcuni record dell'Ing. Strutturale (vedi sotto). Ma non come chi corre i cento metri limando il precedente primato di pochi centesimi di secondo; aspira infatti a più che raddoppiare le prestazioni offerte finora dai più arditi ponti sparsi per il globo.

Mi interrogo: ci si può veramente arrivare in tempi brevi - intendo dire con il bagaglio di conoscenze ed esperienze tecniche
finora maturati, cioè senza aspettare l'avvento di nuovi materiali con prestazioni ancora migliori dell'acciaio (nanotecnologie?) - oppure è solo fantascemenza tirata per i capelli da 30 anni chissà per quali motivi?

Chiedo ai bravissimi utenti di questo forum un semplice parere personale.


Riporto da Wiki:
<< L'opera, se realizzata secondo il progetto attuale, supererebbe di gran lunga tutti i record mondiali per i ponti sospesi, infatti il record attuale per la maggiore luce libera scavalcata spetta al ponte sospeso a tre luci giapponese di Akashi-Kaikyō. Esso è un ponte stradale a tre corsie per ogni senso di marcia: altezza di 283 m, lunghezza 3.911 m con una campata centrale di 1.991m.
Il record mondiale attuale della maggiore luce libera scavalcata per un ponte stradale e ferroviario spetta invece al ponte sospeso cinese Tsing Ma Bridge, in Hong Kong, che scavalca una luce centrale di 1.377 metri, con piloni alti 206 metri. Esso è il settimo ponte sospeso per luce libera del mondo ma è il primo capace di sopportare sei corsie di traffico stradale e due binari di traffico ferroviario.

La campata record del ponte italiano supererebbe quindi del 65,74% la più lunga luce, solo stradale, mai realizzata finora, mentre rispetto al più grande ponte stradale e ferroviario fino ad ora realizzato essa comporterebbe un "salto tecnico" più che doppio.>>

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MessaggioInviato: sabato 6 febbraio 2010, 12:28 
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Iscritto il: lunedì 20 ottobre 2008, 18:24
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pal80 ha scritto:
Il Ponte sullo Stretto ha l'ambizione di stracciare alcuni record dell'Ing. Strutturale (vedi sotto). Ma non come chi corre i cento metri limando il precedente primato di pochi centesimi di secondo; aspira infatti a più che raddoppiare le prestazioni offerte finora dai più arditi ponti sparsi per il globo.

Mi interrogo: ci si può veramente arrivare in tempi brevi - intendo dire con il bagaglio di conoscenze ed esperienze tecniche
finora maturati, cioè senza aspettare l'avvento di nuovi materiali con prestazioni ancora migliori dell'acciaio (nanotecnologie?) - oppure è solo fantascemenza tirata per i capelli da 30 anni chissà per quali motivi?

Chiedo ai bravissimi utenti di questo forum un semplice parere personale.


Riporto da Wiki:
<< L'opera, se realizzata secondo il progetto attuale, supererebbe di gran lunga tutti i record mondiali per i ponti sospesi, infatti il record attuale per la maggiore luce libera scavalcata spetta al ponte sospeso a tre luci giapponese di Akashi-Kaikyō. Esso è un ponte stradale a tre corsie per ogni senso di marcia: altezza di 283 m, lunghezza 3.911 m con una campata centrale di 1.991m.
Il record mondiale attuale della maggiore luce libera scavalcata per un ponte stradale e ferroviario spetta invece al ponte sospeso cinese Tsing Ma Bridge, in Hong Kong, che scavalca una luce centrale di 1.377 metri, con piloni alti 206 metri. Esso è il settimo ponte sospeso per luce libera del mondo ma è il primo capace di sopportare sei corsie di traffico stradale e due binari di traffico ferroviario.

La campata record del ponte italiano supererebbe quindi del 65,74% la più lunga luce, solo stradale, mai realizzata finora, mentre rispetto al più grande ponte stradale e ferroviario fino ad ora realizzato essa comporterebbe un "salto tecnico" più che doppio.>>


Ciao Pal,
si è già parlato varie volte dell' argomento, ma non mi spiace ripetere la mia opinione.
Il progetto per Messina non è solo azzardato, ma secondo me è proprio sbagliato. Ed i progettisti lo sanno, ma dovevano pur proporre qualcosa per giustificare l' incarico milionario. Tanto questo progetto non sarà realizzato.
I gravi difetti sono legati alla totale assenza di rigidezza flessionale dovuta allo schema a "fila di altalene"determinato dalle forature dell' impalcato. Ciò comporta innanzitutto una estrema deformabilità nei riguardi di carichi accidentali non uniformemente distribuiti che potrebbe determinare pendenze dell' impalcato impraticabili dai convogli ferriovari.
Ma sopratutto una estrema vulnerabilità nei riguardi delle azioni del vento. Le prove in galleria del vento su modelli di sezioni cosidette aereodinamiche, hanno già falllito per lo store-bealt in Danimarca, che nonostante sia lungo la metà, sia solo automobilistico ed abbia un impalcato a cassone di 4 mt (sottile ma rispetto a quello di Messina un "mostro" di rigidezza) ha "svolazzato" fin dalla apertura e continua a svolazzare nonostante gli interventi messi in atto.
La soluzione per Messina sarà possibile forse attraverso nuovi materiali, ma sicuramente occorre una svolta "storica"nella concezione strutturale che conduca a schemi diversi, sulla traccia dell' unica idea valida partorita fino ad oggi, quella del Prof. Musumeci con il suo splendido progetto con le controfuni stabilizzanti, nel concorso di idee del 1969.
Autorevoli pareri negativi sul progetto attuale sono stati espressi dal Prof. mazzolani e dal Prof. Mayovescky(?)

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MessaggioInviato: lunedì 8 febbraio 2010, 13:09 
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Ti ringrazio della risposta manfredo; spinto dalla curiosità ho postato senza cercare altri 3D che invece ora ho letto con interesse.

Alla fine dei conti mi pare di capire che non sei l'unico convinto del fatto che il progetto attuale non sta in piedi. Anzi, mi sa che non c'è nessuno che dice il contrario...

La mia domanda iniziale quindi si trasforma in un altro quesito: se hanno ufficialmente aperto il cantiere lo scorso dicembre come ne escono da un progetto impossibile da realizzare?

Ciao a tutti

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MessaggioInviato: lunedì 8 febbraio 2010, 18:28 
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Iscritto il: lunedì 20 ottobre 2008, 18:24
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pal80 ha scritto:
Ti ringrazio della risposta manfredo; spinto dalla curiosità ho postato senza cercare altri 3D che invece ora ho letto con interesse.

Alla fine dei conti mi pare di capire che non sei l'unico convinto del fatto che il progetto attuale non sta in piedi. Anzi, mi sa che non c'è nessuno che dice il contrario...

La mia domanda iniziale quindi si trasforma in un altro quesito: se hanno ufficialmente aperto il cantiere lo scorso dicembre come ne escono da un progetto impossibile da realizzare?

Ciao a tutti

Anche i cantieri aperti sono un bluff: riguardano la viabilità di accesso che in qualche mopdo potrà essere riutilizzata.

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MessaggioInviato: giovedì 11 febbraio 2010, 15:37 
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PONTE DI MESSINA: REALTA' O CHIMERA?

...chimera!!!

Come ha già ben spiegato Manfredo allo stato attuale mi sembra un gran macchina per far sparire soldi pubblici.
Diverso è invece il progetto di Musmeci o le rivisitazioni di Majowiecki, bellissimi e davvero innovativi! Speriam che pian piano si convincano a fare davvero un qualcosa di nuovo.
Ciaociao Marco

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Secondo alcuni autorevoli testi, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. Igor Ivanovich Sikorsky (1889-1972)
http://www.foglieri-ingegneria.it


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MessaggioInviato: giovedì 8 aprile 2010, 8:48 
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Iscritto il: lunedì 20 ottobre 2008, 18:24
Messaggi: 1986
E' uscito un nuovo libro della Mancosu editore, "il Ponte sullo stretto, rischi, dubbi , danni e verità nascoste" che sembra confermare molte delle cose dette in proposito anche sul forum. Non l' ho ancora comprato , ma sembra che tra i più severi critici ci sia il solito spudorato Remo "pierino" Calzona.

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MessaggioInviato: giovedì 8 aprile 2010, 15:05 
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Iscritto il: giovedì 30 ottobre 2008, 12:45
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Da quel che mi risulta, al mondo ci sono tre grandi scuole per la progettazione di ponti a grandissima luce: quella americana, quella danese e quella giapponese.

Negli ultimi anni la scuola danese e quella giapponese si sono messe in mostra notevolmente...... basta vedere i Ponti ultimi che hanno realizzato.

La scuola giapponese, in sintesi, ritiene che il Ponte sullo Stretto non possa farsi; la scuola danese dice di si. I giapponesi fondano la stabilità degli impalcati ( che sembra essere il grosso problema) con sovradimensionamenti strutturali, i danesi giocano di + sull'aerodinamica dell'impalcato.

La scuola danese sembra essere quella + consultata dai progettisti dello Stretto; la sc.danese sembra che non abbia prodotto modelli in scala reali opportuni per simulare il comportamento di oltre 3 IKm di impalcato sotto l'azione di un vento con v>210 Km/h.

Sembra che la bontà del progetto derivi da soli lavori di simulaz.numerica al PC poichè i danesi non sono arrivati neanche a 1700 m di luce; con i loro dati ed esperienze dovremmo estendere la luce ad oltre il doppio di quella da essi raggiunta!!!. Questo mi fa paura!!.

I Giapponesi, abituati da sempre a fare strutture robuste, nn si fidano del solo contributo stabilizzante dell'aerodinamica. Io credo che i giapponesi vadano ascoltati però non ho le competenze per esserne sicuro.

von Braun


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MessaggioInviato: giovedì 8 aprile 2010, 15:11 
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Cita:
Anche i cantieri aperti sono un bluff: riguardano la viabilità di accesso che in qualche mopdo potrà essere riutilizzata.
[/quote]

Perchè un bluff? l'appalto è stato assegnato alla cordata Impregilo (Fiat) o sbaglio?

von Braun


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MessaggioInviato: giovedì 8 aprile 2010, 17:12 
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Messaggi: 108
Chimera, ma spero realtà: sono molto curioso. Altrove ho relazionato nel merito ponendo molti dubbi.

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Non so da dove vengo nè dove vado. Sono solo qui, ora, solo da un punto di vista statistico. Orpidio


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MessaggioInviato: mercoledì 14 aprile 2010, 13:06 
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Località: Roma
Scusate la banalità della domanda...
Ma la sicilia non si sposta di qualche millimetro dalla calabria ogni anno??
Come si risolvono questi problemi??


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