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 Oggetto del messaggio: Il caso della ragazza pachistana
MessaggioInviato: lunedì 14 agosto 2006, 20:11 
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Iscritto il: lunedì 27 settembre 2004, 18:50
Messaggi: 2849
Località: Brescia
Il presidente della comunità pachistana in Italia sostiene che quel padre ha di certo avuto i suoi buoni motivi per massacrare la figlia ventenne. Adduce motivazioni del tipo "le tradizioni in Pachistan esigono certi comportamenti".

Io mi chiedo: cosa ci fanno in Italia persone che possono permettersi di approvare (parla il Presidente della loro comunità!) usi e tradizioni tipiche dei loro paesi, ma che sono in forte contrasto con i nostri principi?

Io rispetto profondamente gli usi e i costumi di culture diverse dalla mia, ma mi chiedo se sia giusto che in Italia possano soggiornare regolarmente persone che non si adeguano integralmente (e confermano apertamente di non volersi adeguare) al nostro modo di vivere.


Sostengo addirittura che la prima forma di adeguamento deve NECESSARIAMENTE essere quella degli abiti, dei gesti, del cibo, degli orari di lavoro (altro che digiuno religioso), dei riti e delle esigenze più banali della comunità italiana (del quartiere) presso cui vivono. Perché no?
Chi rifiuta in partenza di adeguare il suo comportamento a quello del Paese che lo ospita sugli aspetti essenziali deve rimanere a casa propria.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caso della ragazza pachistana
MessaggioInviato: lunedì 14 agosto 2006, 22:02 
enterprise ha scritto:
Il presidente della comunità pachistana in Italia sostiene che quel padre ha di certo avuto i suoi buoni motivi per massacrare la figlia ventenne. Adduce motivazioni del tipo "le tradizioni in Pachistan esigono certi comportamenti".

Io mi chiedo: cosa ci fanno in Italia persone che possono permettersi di approvare (parla il Presidente della loro comunità!) usi e tradizioni tipiche dei loro paesi, ma che sono in forte contrasto con i nostri principi?

Io rispetto profondamente gli usi e i costumi di culture diverse dalla mia, ma mi chiedo se sia giusto che in Italia possano soggiornare regolarmente persone che non si adeguano integralmente (e confermano apertamente di non volersi adeguare) al nostro modo di vivere.


Sostengo addirittura che la prima forma di adeguamento deve NECESSARIAMENTE essere quella degli abiti, dei gesti, del cibo, degli orari di lavoro (altro che digiuno religioso), dei riti e delle esigenze più banali della comunità italiana (del quartiere) presso cui vivono. Perché no?
Chi rifiuta in partenza di adeguare il suo comportamento a quello del Paese che lo ospita sugli aspetti essenziali deve rimanere a casa propria.


Concordo pienamente, ma come prima forma di adeguamento deve essere NECESSARIAMENTE il perdere qualsiasi forma di barbarie o qualsivoglia chiamare, nessuna tradizione, usi o costumi può giustificare un tal comportamento tantomeno da "gente" che dovrebbe rappresentare una "civiltà" :?


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caso della ragazza pachistana
MessaggioInviato: martedì 15 agosto 2006, 10:21 
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Iscritto il: venerdì 15 aprile 2005, 16:38
Messaggi: 2317
Località: perugia
la clessidra ha scritto:
enterprise ha scritto:
Il presidente della comunità pachistana in Italia sostiene che quel padre ha di certo avuto i suoi buoni motivi per massacrare la figlia ventenne. Adduce motivazioni del tipo "le tradizioni in Pachistan esigono certi comportamenti".

Io mi chiedo: cosa ci fanno in Italia persone che possono permettersi di approvare (parla il Presidente della loro comunità!) usi e tradizioni tipiche dei loro paesi, ma che sono in forte contrasto con i nostri principi?

Io rispetto profondamente gli usi e i costumi di culture diverse dalla mia, ma mi chiedo se sia giusto che in Italia possano soggiornare regolarmente persone che non si adeguano integralmente (e confermano apertamente di non volersi adeguare) al nostro modo di vivere.


Sostengo addirittura che la prima forma di adeguamento deve NECESSARIAMENTE essere quella degli abiti, dei gesti, del cibo, degli orari di lavoro (altro che digiuno religioso), dei riti e delle esigenze più banali della comunità italiana (del quartiere) presso cui vivono. Perché no?
Chi rifiuta in partenza di adeguare il suo comportamento a quello del Paese che lo ospita sugli aspetti essenziali deve rimanere a casa propria.


Concordo pienamente, ma come prima forma di adeguamento deve essere NECESSARIAMENTE il perdere qualsiasi forma di barbarie o qualsivoglia chiamare, nessuna tradizione, usi o costumi può giustificare un tal comportamento tantomeno da "gente" che dovrebbe rappresentare una "civiltà" :?

quoto tutto al 100%


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MessaggioInviato: martedì 15 agosto 2006, 11:07 
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Iscritto il: martedì 10 gennaio 2006, 22:08
Messaggi: 341
Località: Abruzzo
Noto che non sono il solo che passa il ferragosto sul pc, non sono molto d'acocrdo su quello che lei afferma, esistono delle Leggi in Italia, e basta rispettarle.
Infatti, i parenti sono stati arrestati, e la legge farà il suo corso, quello che dice la comunita pakistana, non mi interessa, qui siamo in Italia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caso della ragazza pachistana
MessaggioInviato: sabato 19 agosto 2006, 10:59 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
Messaggi: 7749
Località: rimini
enterprise ha scritto:
parla il Presidente della loro comunità!


nota spicciola: l'Islam (e quindi di conseguenza tutte le comunità musulmane, e per inciso anche quelle ebraiche) non è organizzato gerarchicamente come il cristianesimo, ma ogni Imam si trova a un livello paritario rispetto agli altri, insomma è "padrone a casa sua".
Dunque quando un "presidente" o "capo" o qualcosa di simile musulmano prende la parola, in realtà non parla a nome di tutta la comunità, ma nel migliore dei casi solo del ristretto numero di persone che lo ha eletto e nel peggiore solo a nome di se stesso (ad esempio quell'i****a presidente dell'unione delle comunità islamiche che voleva togliere il crocefisso dalle scuole, parlava solo a nome di sè stesso e dei soci della sua associazione privata).

Purtroppo i media sguazzano volentieri in questo tipo di fango, ragion per cui non hanno nessun interesse a chiarire la questione, finendo così per dare enorme risalto a persone che in realtà contano (oltre che valgono) meno di nulla.

Questo corto-circuito dovuto all'applicazione di regole "occidentali" a comunità che si organizzano in maniera totalmente diversa è foriero di terribili malintesi, quindi vediamo di starci molto attenti (mi stupisce che cleo non ne sia informata!): confondere quel "presidente" con la comunità pachistana è come confondere Calderoli con la comunità italiana...

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"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: sabato 19 agosto 2006, 14:00 
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Iscritto il: lunedì 14 agosto 2006, 20:51
Messaggi: 43
Io vado 3-4 volte all'anno nei paesi arabi (musulmani), arabia saudita, pakistan, Siria principalmente.
Ho sempre trovato persone educate con me che vedono come un ospite italiano rappresentante di una multinazionale.
Ma ATTENZIONE! AL DI FUORI DEL MIO RUOLO ISTITUZIONALE...SAREI TRATTATO COME UNO SGRADITO OSPITE.

Sapete cosa significa? significa sottostare a tutti i loro usi e costumi, TUTTI!!

Ho assistito a delle scene a dir poco orribili...

SMETTIAMOLA DI GIUSTIFICARLI! NON E' VERO CHE SONO UGUALI A NOI! MI ASSUMO OGNI RESPONSABILITA' DI QUELLO CHE STO DICENDO.

L'EDUCAZIONE CIVICA è un concetto a loro sconosciuto, per non parlare del valore della vita.

Non sono nè leghista nè tantomeno "Calderoliano" ma....per la mia esperienza personale non accetto che nel mio PAESE avvengano fatti di questa natura


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MessaggioInviato: domenica 20 agosto 2006, 17:53 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
Messaggi: 7749
Località: rimini
giulio76 ha scritto:
NON E' VERO CHE SONO UGUALI A NOI!


e questo chi lo ha mai sostenuto? e poi, noi chi? e loro chi?
anche io, se permetti, ho la presunzione di sentirmi BEN DIVERSO da te.
eppure, credo che possiamo convivere

_________________
"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: domenica 20 agosto 2006, 18:06 
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Iscritto il: mercoledì 23 novembre 2005, 15:56
Messaggi: 827
Su un quotidiano locale dell mia regione è apparsa l'intervista ad un commerciante pakistano che pur condannando li gesto estremo di quel genitore, sostien che l'errore non è stato ammazzarla ma pemettere a quella ragazza di vestire all'occidentale, frequentare italiani,bere cocacola.....
ha concluso dicendo che secondo lui è improponibile educare in italia secondo la tradizione,prciò lui manderà i suoi figli dai parenti rimasi in pakistan,in questa maniera sarà certo che verranno tirati su bene...
:shock: :shock:


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MessaggioInviato: lunedì 21 agosto 2006, 9:10 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
Messaggi: 7749
Località: rimini
ngl ha scritto:
Su un quotidiano locale dell mia regione è apparsa l'intervista ad un commerciante pakistano


embè?
non mi pare che un fruttivendolo (o quello che è) sia una voce così autorevole in tal senso... e scommettiamo che se facciamo domande sull'infedeltà coniugale o sui jeans in certi paesi sperduti dell'italia (confrontare per esempio il famoso libro "volevo i pantaloni") otteniamo risposte molto simili? Nota che un po' di tempo fa la cassazione (LA CASSAZIONE!) ha assolto uno stupratore perchè la vittima portava i jeans, che sono difficili da togliere, e quindi vuol dire che lei "ci stava": tu ti senti rappresentato da quel giudice di corte di cassazione?
Almeno su questo forum, cerchiamo di evitare la contrapposizione "noi" contro "loro", che inevitabilmente mescola tutto in un calderone indistinto, impedendo di capire alcunchè.

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Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: lunedì 21 agosto 2006, 11:43 
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Iscritto il: giovedì 25 maggio 2006, 17:07
Messaggi: 11
Secondo me il punto cruciale di tutta la faccenda sta nel fatto che l'Italia, pur dichiarandosi tale, non è uno stato laico. Se lo fosse realmente sicuramente certi comportamenti non esisterebbero.
Sapete meglio di me che in uno stato laico le religioni sono libera scelta del singolo individuo, in Italia non è così perchè spesso e volentieri vengono fatte delle imposizioni "Cristiane" e come effetto collaterale di questa cosa non riusciamo ad utilizzare i mezzi per contrastare altre imposizioni religiose che vengono perpetuate sulle singole persone.
Se veramente togliessimo tutti i crocifissi dalle scuole (la persona credente può sempre portarselo al collo oppure averlo in casa) allora avremmo tutti i diritti per far togliere i vari Burka o shador che sia ed automaticamente imporre a certe persone il fatto che sei in Italia e la tua donna o figlia che sia deve essere trattata al pari di una donna Italiana!!

Non fraintendetemi, il mio non vuole essere un discorso contro la religione Cristiana ma vuole solo sottolineare il fatto che deve uscire dalla politica Italiana!!
ciao a tutti
Mauro


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