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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 3 maggio 2013, 10:30 
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Iscritto il: mercoledì 11 aprile 2012, 18:03
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Riporto le mie riflessioni fatte in un altro post, sul come la categoria sia finita in un cul de sac e quanto siamo lontani dall'uscita dal tunnel.
Solo per perditempo.

Cita:
P.S. La generosa Inarcassa, al più grande ingegnere o architetto libero professionista, darebbe al massimo 65.000€ di pensione, ricevendo in cambio, oltre al soggettivo utile per la pensione, il 2%-4% del suo volume d'affari ed il 3% del reddito eccedente la soglia pensionabile (fino al 2012).
Lo stesso ingegnere o architetto, se iscritto alla previdenza pubblica, potrebbe avere pensioni anche di oltre 400.000€.


Quando mi hai fatto la domanda se ho un risentimento nei confronti di qualcosa o qualcuno, delegati ecc. ho cercato di ricordare come è cominciato tutto ciò, visto che per anni avevo ignorato l'argomento (purtroppo o per fortuna).
E' cominciato, con una e-mail della Muratorio che mi invitava ad un incontro per spiegare la riforma. Da quel punto, documentandomi, ho capito che il mondo si divide in due: da una parte quelli abituati a mungere lo Stato e contemporaneamente denigrarlo, dall'altra quelli che si fidano dello Stato, ma in realtà servono solo ad alimentare i primi.
I primi, parafrasando il termine catto-comunisti, li chiamo fascio-comunisti perché dopo aver raccolto la ricchezza con le tasse, quindi coattivamente, la distribuiscono a pochi esaltando contemporaneamente i pregi della meritocrazia e del libero mercato; i secondi coglio-comunisti perché dopo che hanno voluto che lo Stato raccogliesse le tasse per organizzare dei servizi, li hanno fatti costare il doppio, e a vantaggio di pochi.
Inarcassa è solo uno dei 20 enti previdenziali privati italiani, e come c'era l'Alitalia, così ci sono altre mille situazioni che vivono questa situazione.
Quando dici che Inarcassa è la migliore perché dà solo 65.000€ in cambio del 2% ecc. ecc. non fai che esaltare questi antichi orticelli.
Inarcassa siamo noi, quindi quando diciamo che è generosa o eccezionale o incompetente, in realtà lo diciamo di noi come categoria e come italiani. Ma non dovremmo essere né generosi, né eccezionali o incompetenti. Quando fai l'ingegnere, fai semplicemente il tuo dovere, senza regalare nulla a nessuno e senza essere un eroe.
Nella premessa che ho fatto in "Capire dove va Inarcassa" alla fine ho aggiunto che capire dove va Inarcassa, significa capire dove va l'Italia.
Il tema, non è più Inarcassa, o la sua riforma che come ben sai è già da rifare (tu hai visto il bilancio tecnico 2011, ma a noi, non ci è dato questo privilegio), ma quanto tempo ci vorrà e quanto ci costerà come italiani, liberarci di tutte queste zavorre prima che andiamo a fondo, ovvero se preferiamo affondare con queste zavorre.
Una delle prime lettere che ho letto della Muratorio, parlava malissimo del ministro Fornero e lo stesso la Fornero delle Casse. Poi ho iniziato a sentire Monti che ripeteva all'infinito che l'Italia aveva bisogno di riforme strutturali. Allora ho capito che tra i tanti problemi dell'Italia, ci siamo anche noi ingegneri. Infatti, siamo stati inseriti nel famoso decreto Salva Italia nonostante la cassa fosse solidissima, eccezionale, generosa. Quindi se qualcuno ha denigrato Inarcassa, non può che essere chi l'ha gestita per decenni, portandola nel tritacarne del decreto Salva Italia, non certo io che leggo i regolamenti e li ripeto. Se i regolamenti contengono situazioni che fanno sembrare che sparlo di Inarcassa, si dovrebbero preoccupare chi li ha votati (non dico vergognare anche se sarebbe più consono). La riforma, come impatto ha avuto quello di alzare ancora un poco le tasse, portando la pressione fiscale per contributi, dal 20% al 23%.
Se fai la simulazione della pensione sul sito Inarcassa trovi specificato chiaramente, a scanso di equivoci, che non dà diritto ad alcuna aspettativa pensionistica nei confronti di Inarcassa. Quindi, tutti i conti che facciamo ora per allora sono campati per aria, non si risparmia nulla e non si ha diritto a nulla, mentre quelli che facciamo per oggi sono reali e se non si rispettano le scadenze, ci meritiamo sacrosante sanzioni.
Se il rendimento del patrimonio è negativo, è colpa dei mercati, ma il rendimento delle sanzioni a tassi da usura, per Inarcassa è sempre assicurato.
Oggi, rispetto al 2010 abbiamo aumentato in 4 anni la pressione fiscale contributiva di 10 punti mentre i redditi reali si sono dimezzati. Questo non è denigrare Inarcassa, ma prendere atto delle politiche che lo Stato Italiano fa, attraverso una sua pubblica amministrazione, democraticamente gestita dai professionisti, per fare uscire la categoria dalla crisi.
Ma gli aumenti, non servono per le "aspettative pensionistiche" di domani, bensì per le pensioni del 2013 (sistema finanziario a ripartizione).
Quindi, al punto in cui è arrivata la riflessione, quando scrivo Inarcassa, in realtà intendo più italiani liberi professionisti che si gestiscono in autonomia, ma devono essere salvati dalla Fornero.
Ma quando finirà questo circo?
Purtroppo è continuamente alimentato da notizie sempre più assurde, come la creazione della Fondazione quale rappresentante degli interessi della categoria. I liberi professionisti, attraverso una pubblica amministrazione, gestiscono un ente per tutelarsi come categoria. Il famoso fascio-comunismo. Il tutto per un comunicato, pubblicato in seconda di copertina della nostra rivista dove si chiede al nuovo governo l'impegno a spendere il 4% del PIL in infrastrutture.
Ma il governo italiano, ha bisogno degli ingegneri per sapere cosa deve fare, quando deve intervenire per salvarli da loro stessi perché in autonomia non ne sono capaci?
La riforma garantisce la sostenibilità a 50 anni, significa che tra 10 anni, chi entra nella professione, sa da subito che l'ente non sarà sostenibile quando andrà in pensione.
Possiamo andare avanti così?
Riguardo poi ai delegati, paradossalmente, in questa fase mi fanno alterare di più quelli che stanno all'opposizione che quelli in maggioranza, perché mentre gli ultimi hanno chiari interessi da difendere, ma intelligentemente si stanno ritirando e non osano più affrontare i temi caldi, limitandosi a ricordare nei loro comunicati le scadenze di Inarcassa, i primi si oppongono ad un sistema che non hanno ancora minimamente capito. Ma sapere che tutti questi sono i rappresentanti da me democraticamente eletti, ripensando all'Italia che è gestita allo stesso modo, mi si accappona la pelle.
I sei miliardi di patrimonio, rappresentano lo 0,3% del PIL Italia.
Mentre i delegati in maggioranza dicono "giù le mani dello Stato dal patrimonio", ma in realtà sanno che sono le loro pensioni e quindi è come se dicono "i nostri diritti acquisiti non si toccano", i delegati all'opposizione dicono che il patrimonio deve essere gestito efficientemente per garantire una quota di pensione ai giovani, quando siamo in un sistema finanziato a ripartizione per cui le pensioni dei giovani non hanno alcuna copertura patrimoniale.
Che cosa capitalizzano, l'aria? Se non hanno capito questo, che possono fare se dovessero andare a gestire i 6 miliardi? Se è una pubblica amministrazione, per come è messa l'Italia, l'unica cosa è comprare i BTP. Ma per fare questo c'è voluta la moral suasion di Monti. Certo, perché in Italia, le pubbliche amministrazioni, investono le tasse in borsa. Ma se dal rapporto AdEPP si rileva che rispetto alle altre casse, Inarcassa è quella che investe di più in azioni e fa continue svalutazioni dei titoli, è colpa mia che leggo i bilanci o di chi li vota senza leggerli?
Cosa voglio arrivato a questo punto? Non voglio che la Muratorio mi venga ad illustrare in due ore cose che vanno approfondite a tavolino. Dopo due riforme in due anni, non mi fido più dei proclami. Voglio che siano diffusi i dati reali e che si possa comprendere realmente lo stato delle cose senza dare i numeri al lotto come facciamo tra di noi. Quando le cose saranno chiare e leggibili, mi auguro che gli ingegneri sappiano trarre le normali conclusioni. Poi, possono andare dal Governo a dire cosa pensano che ci sarebbe da fare, altrimenti è meglio che stanno a casa. Invece che cosa accadrà? Che la Muratorio dirà che ha visitato gli iscritti di tutta Italia e li ha trovati ragionevolmente soddisfatti dell'unica riforma possibile, così soddisfatti che anche Piepoli l'ha certificato. E tra due anni ci lamenteremo che un'altro politico cattivo ci ha scippato l'autonomia e il patrimonio, quando l'unica cosa che ci toglierà definitivamente è quel poco di dignità che pensavamo ancora di avere.


CAPIRE DOVE VA INARCASSA >>>> viewtopic.php?p=355494#p355494
INGFORUM PROFESSIONE>>>> viewtopic.php?p=355666#p355666

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