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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 8 gennaio 2019, 10:33 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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deseos84 ha scritto:
Ciao, grazie mille Boba74 per la risposta.
Ho provato anche a chiedere alla Regione Piemonte ma l'unica risposta è stata se ho controllato units 11300- 4.
In questa zona sono soventi casistiche simili es- stufa a pellets o legna + caldaia a metano,però i camini aperti non mi erano ancora capitati.

Nella casistica precedente ho analizzato la cosa creando zone termiche separate, attribuendo poi anche il doppio generatore,,in quanto venivano davvero utilizzate in combinata, mentre qui i camini immagino che vengano utilizzati in maniera più saltuaria anche per il fatto che il camino aperto implica una presenza costante.
Purtroppo poi un'altro grande dubbio è come calcolare in maniera veritiera la potenza di un camino aperto , non ho trovato formule particolari e azzardare potrebbe essere al quanto discutibile.

A questo punto potrei come hai suggerito tu optare per l'inserimento della sola caldaia e pellets e scrivere nelle note la presenza dei due camini i quali non sono stati considerati in quanto aperti , ma potrei considerarli nei miglioramenti inserendo degli inserti.

Inoltre forse non l'ho scritto nel messaggio precedente , nel vano caldaia è presente un avecchia caldaia a gasolio, dismessa da anni e scollegata dall'impianto. a tuo avviso va inserita anche questa presenza nelle note?


Grazie mille

Beh, a livello di inserimento note, puoi scrivere quello che vuoi, non so poi se esistano controlli e in che modo avvengono in Piemonte: nel caso dei camini, essendo questi funzionanti, fai bene a scrivere nelle note che li trascuri in quanto saltuari e comunque potresti sempre dire che il caminetto non è impianto per definizione (a quel punto non essendo nota la potenza nessuno può dire che sia maggiore dei 5 kW e comunque essendo l'uso del camino volontario uno potrebbe anche lasciarlo sempre spento (es. io a casa mia lo accendo una volta all'anno...). Riguardo la presenza della caldaia a gasolio dismessa, questa non funziona, quindi ritengo superfluo scriverlo nelle note: se è scollegata dall'impianto o non alimentata è palese che è come se non ci fosse.

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MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2019, 14:39 
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Iscritto il: lunedì 7 gennaio 2019, 15:28
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Grazie mille, in effetti mi sono confrontata anche con una collega che opera nella mia zona e anche lei mi ha suggerito di non inserire i camini.
Un'altra prima volta:
- ho ipotizzato nei miglioramenti un cappotto esterno,sostituzione infissi (che sono in legno vetro singolo) e sostituzione caldaia visto che ha 12 anni con una di nuova generazione.

Ho dei tempi di ritorno altissimi sopra i 20 anni .

Ha senso a tuo avviso mettere dei tempi così lunghi.

grazie


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MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2019, 16:24 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Dovendo per forza inserire interventi migliorativi, meglio metterne uno "irrealistico" con alti tempi di ritorno che non metterne neppure uno.
Solitamente comunque, l'inserimento di cappotti termici sulle pareti verticali danno tempi di ritorno inferiori a 10 anni, a meno che tu non abbia un edificio con poca superficie verticale rivolta verso l'esterno....

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MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2019, 16:32 
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Iscritto il: lunedì 7 gennaio 2019, 15:28
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Riprovo la simulazione , magari ho sbagliato qualcosa ...è una villetta unifamiliare ,con una superficie utile di 108mq, ed ho un'altissima sup. disperdente.
grazie mille ..


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MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2019, 0:15 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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se consideri un costo per il cappotto di 50-60€/m2 (di superficie dei muri esterni), passando da muri in mattoni pieni (U=1,7) a muri con cappotto (U=0,24) solitamente dovrebbe risultare un tempo di ritorno dai 6 agli 8 anni. A maggior ragione se la villetta è indipendente, proprio perchè ha una grande superficie esterna.

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MessaggioInviato: venerdì 18 gennaio 2019, 14:49 
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Iscritto il: martedì 12 dicembre 2017, 19:04
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Buongiorno,
alcune considerazioni e quesiti sui camini aperti.
Premetto che sto parlando di camini senza particolari soluzioni tecnologiche come prese d'aria o aspiratori.
Problema: Qual'è l'effettiva resa termica del camino?
Potenza termica ceduta alla zona termica: funzione del potere calorifico della massa di legna bruciata nel tempo di funzionamento
Potenza termica sottratta alla zona termica: flusso di aria calda che esce dalla zona riscaldata dal camino.
Durante il funzionamento del camino una considerevole massa di aria calda esce dal comignolo, una massa equivalente di aria deve entrare nella zona termica attraverso prese d'aria e spifferi.
Ipotizzando una giornata invernale con temperature prossime allo 0 dobbiamo mettere in conto che per ogni metro cubo di aria a 20 che esce dalla zona termica per il camino entra lo stesso metro cubo di aria a zero gradi proveniente dall'esterno.
Siamo davvero sicuri che il camino scaldi l'ambiente?
La sensazione di tepore che proviamo nella stanza del camino va a scapito dei rimanenti locali che saranno più freddi.
In conclusione a consigliare il caminetto come fonte di riscaldamento dovrebbero essere soltanto quelli, che tra gli ingegneri, sono i più romantici. Perché il camino può scaldare soltanto i nostri cuori.
Saluti


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MessaggioInviato: venerdì 18 gennaio 2019, 15:35 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Località: Ferrara
lunatix ha scritto:
Buongiorno,
alcune considerazioni e quesiti sui camini aperti.
Premetto che sto parlando di camini senza particolari soluzioni tecnologiche come prese d'aria o aspiratori.
Problema: Qual'è l'effettiva resa termica del camino?
Potenza termica ceduta alla zona termica: funzione del potere calorifico della massa di legna bruciata nel tempo di funzionamento
Potenza termica sottratta alla zona termica: flusso di aria calda che esce dalla zona riscaldata dal camino.
Durante il funzionamento del camino una considerevole massa di aria calda esce dal comignolo, una massa equivalente di aria deve entrare nella zona termica attraverso prese d'aria e spifferi.
Ipotizzando una giornata invernale con temperature prossime allo 0 dobbiamo mettere in conto che per ogni metro cubo di aria a 20 che esce dalla zona termica per il camino entra lo stesso metro cubo di aria a zero gradi proveniente dall'esterno.
Siamo davvero sicuri che il camino scaldi l'ambiente?
La sensazione di tepore che proviamo nella stanza del camino va a scapito dei rimanenti locali che saranno più freddi.
In conclusione a consigliare il caminetto come fonte di riscaldamento dovrebbero essere soltanto quelli, che tra gli ingegneri, sono i più romantici. Perché il camino può scaldare soltanto i nostri cuori.
Saluti

ma guarda, io concordo con te, se parliamo di camino aperto, ne ho uno in casa e so per certo che quelle poche volte che lo accendo mi si riscalda (più che altro per irraggiamento dovuto al calore diretto delle fiamma) solo la zona antistante al camino: tutto il resto della sala, e di conseguenza della casa, viene attraversato da una corrente fredda proveniente dai vari spifferi, oppure da una finestra socchiusa (visto che a causa del grande tiraggio del camino il solo foro di aerazione a parete sotto il camino non è sufficente e quindi devo aprire da qualche parte), quando poi la fiamma si attenua perchè la legna sta finendo mi restano solo gli spifferi, e se chiuso la finestra mi ritrovo il fumo del camino che gira per casa....
Il camino aperto "scalda" solo se abbiamo una casa non riscaldata e accendiamo il camino (come succedeva una volta), perchè a quel punto il calore del camino è sicuramente meglio di nulla, ma non è certo da definire un caldo confortevole. :lol:
Da questo punto di vista molto meglio le stufe, che scaldano per irraggiamento e convezione, oppure i camini con inserto chiuso, dove l'aria di combustione viene prelevata da fuori senza passare per l'ambiente riscaldato.

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