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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Consigli su proseguimento carriera
MessaggioInviato: domenica 13 maggio 2018, 12:41 
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Iscritto il: sabato 12 maggio 2018, 20:17
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Ciao a tutti, è molto tempo che leggo il forum, in particolare ho seguito spesso le varie discussioni sulla situazione degli ingegneri (e dei laureati in generale) in Italia e all'estero, volevo esporvi la mia situazione per provare a capire gli errori che posso aver commesso e cosa potrei fare per migliorarmi....

Sono un ingegnere civile ( :arg: ) di 30 anni, mi sono laureato nel 2013 (in ritardo di "solo" un annetto), diciamo che ho fatto civile per proseguire i miei studi di geometra, sinceramente "da giovane" ( :mrgreen: ) non badavo molto alla situazione del mercato del lavoro, io a scuola sono sempre andato bene e pensavo che tanto "un lavoro l'avrei trovato"....morale della favola appena dopo la laurea sperimento i miei 5-6 mesi da disperato a casa cercando invano lavoro (io abito in Piemonte, quindi pensavo comunque di essere anche più fortunato rispetto ad altri), poi trovo lavoro presso uno studio professionale con lavori anche relativamente importanti, l'esperienza però si rivela deludente, sfruttamento pieno per poche centinaia di euro al mese, possibilità di crescita nulle, avrei dovuto aprire partita iva per sperare in qualcosa.....insomma ciò non mi attrae e decido di lasciare (sinceramente non mi sono mai pentito più di tanto perchè mi trovavo davvero male).....tra un colloquio e un altro, mi capita l'occasione di iniziare uno stage in una grossa azienda di trasporti, accetto, devo dire che rispetto allo studio professionale dove c'erano persone schizzate di testa, l'ambiente mi piace fin da subito, dopo 6 mesi vengo assunto e dopo qualche rinnovo a TD ottengo il TI. I problemi principali però sono due: il tipo di lavoro (impiegato logistico/trasporti, non c'entra praticamente nulla con quello che ho studiato) che peraltro a mio modesto modo di vedere, può essere fatto da un diplomato, e poi la questione stipendio, inizialmente mi andavano anche bene 1200/1300 euro al mese, ma percepisco che possibilità di crescita lì dentro non ce ne sono, io sinceramente non ho mai avuto la "fissa" di dover fare per forza l'ingegnere civile, lavori diversi non mi spaventano, ma vorrei almeno avere la possibilità di far vedere che so usare la testa, il tutto abbinato a una crescita economica che però credo non sia fattibile. Vi preciso che la mia azienda è piena di raccomandati per cui mi sento un po' un cane bastonato, che lavora tanto (faccio straordinari quasi tutti i giorni) ma sapendo che tanto sarà ripagato poco......

Volevo chiedervi secondo voi cosa potrei fare....io mi sto guardando intorno già da tempo ma il problema é: posti da civile neanche li guardo ormai perchè mi sono giocato ormai l'esperienza (e poi comunque il mercato è morto), posti da Logistica/trasporti non mi entusiasmano perchè alla fine il CCNL è sempre quello (e quello della logistica credo sia il più basso di tutti per livelli retributivi....) Insomma mi sento come in un vicolo cieco, mi rendo conto di aver fatto qualche errore di valutazione, lascio a voi le considerazioni per cercare di capire come potrei fare per fare quel "salto" che mi gratificherebbe un po' di più, grazie per l'attenzione e scusate per la lunghezza :)


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MessaggioInviato: domenica 13 maggio 2018, 21:40 
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Iscritto il: mercoledì 4 aprile 2012, 14:15
Messaggi: 1617
mb4616 ha scritto:
Ciao a tutti, è molto tempo che leggo il forum, in particolare ho seguito spesso le varie discussioni sulla situazione degli ingegneri (e dei laureati in generale) in Italia e all'estero, volevo esporvi la mia situazione per provare a capire gli errori che posso aver commesso e cosa potrei fare per migliorarmi....

Sono un ingegnere civile ( :arg: ) di 30 anni, mi sono laureato nel 2013 (in ritardo di "solo" un annetto), diciamo che ho fatto civile per proseguire i miei studi di geometra, sinceramente "da giovane" ( :mrgreen: ) non badavo molto alla situazione del mercato del lavoro, io a scuola sono sempre andato bene e pensavo che tanto "un lavoro l'avrei trovato"....morale della favola appena dopo la laurea sperimento i miei 5-6 mesi da disperato a casa cercando invano lavoro (io abito in Piemonte, quindi pensavo comunque di essere anche più fortunato rispetto ad altri), poi trovo lavoro presso uno studio professionale con lavori anche relativamente importanti, l'esperienza però si rivela deludente, sfruttamento pieno per poche centinaia di euro al mese, possibilità di crescita nulle, avrei dovuto aprire partita iva per sperare in qualcosa.....insomma ciò non mi attrae e decido di lasciare (sinceramente non mi sono mai pentito più di tanto perchè mi trovavo davvero male).....tra un colloquio e un altro, mi capita l'occasione di iniziare uno stage in una grossa azienda di trasporti, accetto, devo dire che rispetto allo studio professionale dove c'erano persone schizzate di testa, l'ambiente mi piace fin da subito, dopo 6 mesi vengo assunto e dopo qualche rinnovo a TD ottengo il TI. I problemi principali però sono due: il tipo di lavoro (impiegato logistico/trasporti, non c'entra praticamente nulla con quello che ho studiato) che peraltro a mio modesto modo di vedere, può essere fatto da un diplomato, e poi la questione stipendio, inizialmente mi andavano anche bene 1200/1300 euro al mese, ma percepisco che possibilità di crescita lì dentro non ce ne sono, io sinceramente non ho mai avuto la "fissa" di dover fare per forza l'ingegnere civile, lavori diversi non mi spaventano, ma vorrei almeno avere la possibilità di far vedere che so usare la testa, il tutto abbinato a una crescita economica che però credo non sia fattibile. Vi preciso che la mia azienda è piena di raccomandati per cui mi sento un po' un cane bastonato, che lavora tanto (faccio straordinari quasi tutti i giorni) ma sapendo che tanto sarà ripagato poco......

Volevo chiedervi secondo voi cosa potrei fare....io mi sto guardando intorno già da tempo ma il problema é: posti da civile neanche li guardo ormai perchè mi sono giocato ormai l'esperienza (e poi comunque il mercato è morto), posti da Logistica/trasporti non mi entusiasmano perchè alla fine il CCNL è sempre quello (e quello della logistica credo sia il più basso di tutti per livelli retributivi....) Insomma mi sento come in un vicolo cieco, mi rendo conto di aver fatto qualche errore di valutazione, lascio a voi le considerazioni per cercare di capire come potrei fare per fare quel "salto" che mi gratificherebbe un po' di più, grazie per l'attenzione e scusate per la lunghezza :)
ma non potresti cercare lavoro come addetto logistica e trasporti in altre aziende,con contratti diversi? Quello che dici non mi sorprende,purtroppo una buona metà degli ingegneri svolge lavori per cui sarebbe più che sufficiente un diplomato


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MessaggioInviato: lunedì 14 maggio 2018, 11:06 
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Iscritto il: domenica 22 aprile 2018, 14:11
Messaggi: 62
il CCNL è vincolante sulla retribuzione minima ma non su quella massima. Se la legge della domanda e dell'offerta va a tuo favore, puoi trovare un'azienda che ti paga molto di più a parità di CCNL e livello. Forse non nelle aziende grandi, ma in quelle piccole è normale avere contratti "ad personam" quando si è nella posizione di poter trattare.


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MessaggioInviato: lunedì 14 maggio 2018, 11:40 
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Iscritto il: martedì 11 luglio 2006, 12:24
Messaggi: 83
mb4616 ha scritto:
Ciao a tutti, è molto tempo che leggo il forum, in particolare ho seguito spesso le varie discussioni sulla situazione degli ingegneri (e dei laureati in generale) in Italia e all'estero, volevo esporvi la mia situazione per provare a capire gli errori che posso aver commesso e cosa potrei fare per migliorarmi....

Sono un ingegnere civile ( :arg: ) di 30 anni, mi sono laureato nel 2013 (in ritardo di "solo" un annetto), diciamo che ho fatto civile per proseguire i miei studi di geometra, sinceramente "da giovane" ( :mrgreen: ) non badavo molto alla situazione del mercato del lavoro, io a scuola sono sempre andato bene e pensavo che tanto "un lavoro l'avrei trovato"....morale della favola appena dopo la laurea sperimento i miei 5-6 mesi da disperato a casa cercando invano lavoro (io abito in Piemonte, quindi pensavo comunque di essere anche più fortunato rispetto ad altri), poi trovo lavoro presso uno studio professionale con lavori anche relativamente importanti, l'esperienza però si rivela deludente, sfruttamento pieno per poche centinaia di euro al mese, possibilità di crescita nulle, avrei dovuto aprire partita iva per sperare in qualcosa.....insomma ciò non mi attrae e decido di lasciare (sinceramente non mi sono mai pentito più di tanto perchè mi trovavo davvero male).....tra un colloquio e un altro, mi capita l'occasione di iniziare uno stage in una grossa azienda di trasporti, accetto, devo dire che rispetto allo studio professionale dove c'erano persone schizzate di testa, l'ambiente mi piace fin da subito, dopo 6 mesi vengo assunto e dopo qualche rinnovo a TD ottengo il TI. I problemi principali però sono due: il tipo di lavoro (impiegato logistico/trasporti, non c'entra praticamente nulla con quello che ho studiato) che peraltro a mio modesto modo di vedere, può essere fatto da un diplomato, e poi la questione stipendio, inizialmente mi andavano anche bene 1200/1300 euro al mese, ma percepisco che possibilità di crescita lì dentro non ce ne sono, io sinceramente non ho mai avuto la "fissa" di dover fare per forza l'ingegnere civile, lavori diversi non mi spaventano, ma vorrei almeno avere la possibilità di far vedere che so usare la testa, il tutto abbinato a una crescita economica che però credo non sia fattibile. Vi preciso che la mia azienda è piena di raccomandati per cui mi sento un po' un cane bastonato, che lavora tanto (faccio straordinari quasi tutti i giorni) ma sapendo che tanto sarà ripagato poco......

Volevo chiedervi secondo voi cosa potrei fare....io mi sto guardando intorno già da tempo ma il problema é: posti da civile neanche li guardo ormai perchè mi sono giocato ormai l'esperienza (e poi comunque il mercato è morto), posti da Logistica/trasporti non mi entusiasmano perchè alla fine il CCNL è sempre quello (e quello della logistica credo sia il più basso di tutti per livelli retributivi....) Insomma mi sento come in un vicolo cieco, mi rendo conto di aver fatto qualche errore di valutazione, lascio a voi le considerazioni per cercare di capire come potrei fare per fare quel "salto" che mi gratificherebbe un po' di più, grazie per l'attenzione e scusate per la lunghezza :)




Personalmente mi trovo nella tua stessa situazione, amplificata dall'età (ho 43 anni) e dagli "sbagli" (ho cambiato per fallimenti, crisi di settore, vari ambiti professionali, dall'edilizia alle rinnovabili). Attualmente faccio un lavoro di "manovalanza" che potrebbe tranquillamente fare qualunque persona normodotata. Lo stipendio (a tempo determinato) è poco più alto del tuo. Quello che mi sento di dirti (avendo una famiglia con 2 bimbe) è di essere da un lato concreto nel portare a casa la pagnotta per renderti kil più possibile indipendente, dall'altro non smettere di imparare acquisendo competenze in settori che possono avere un qualche mercato. Fossilizzarsi sul "è un lavoro che non c'entra con ciò che ho studiato", non porta da nessuna parte. Quali settori? Bella domanda. Io ci penso tutti i giorni.


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MessaggioInviato: lunedì 14 maggio 2018, 12:42 
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cicciogatto ha scritto:
il CCNL è vincolante sulla retribuzione minima ma non su quella massima. Se la legge della domanda e dell'offerta va a tuo favore, puoi trovare un'azienda che ti paga molto di più a parità di CCNL e livello. Forse non nelle aziende grandi, ma in quelle piccole è normale avere contratti "ad personam" quando si è nella posizione di poter trattare.


Quoto; soprattutto se hai esperienza, soprattutto se vieni 'dalla concorrenza' e soprattutto se non sei alla canna del gas ma un lavoro ce l'hai.

_________________
Art.1 : L'Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro. ..degli altri.


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MessaggioInviato: lunedì 14 maggio 2018, 22:28 
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Iscritto il: sabato 12 maggio 2018, 20:17
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tippgirl ha scritto:
ma non potresti cercare lavoro come addetto logistica e trasporti in altre aziende,con contratti diversi? Quello che dici non mi sorprende,purtroppo una buona metà degli ingegneri svolge lavori per cui sarebbe più che sufficiente un diplomato


Buona metà :arg: per i civili da quello che so, sentendo i miei vecchi compagni di corso, mi sa che siamo ben sopra la metà purtroppo....


Stefano.F ha scritto:
Personalmente mi trovo nella tua stessa situazione, amplificata dall'età (ho 43 anni) e dagli "sbagli" (ho cambiato per fallimenti, crisi di settore, vari ambiti professionali, dall'edilizia alle rinnovabili). Attualmente faccio un lavoro di "manovalanza" che potrebbe tranquillamente fare qualunque persona normodotata. Lo stipendio (a tempo determinato) è poco più alto del tuo. Quello che mi sento di dirti (avendo una famiglia con 2 bimbe) è di essere da un lato concreto nel portare a casa la pagnotta per renderti kil più possibile indipendente, dall'altro non smettere di imparare acquisendo competenze in settori che possono avere un qualche mercato. Fossilizzarsi sul "è un lavoro che non c'entra con ciò che ho studiato", non porta da nessuna parte. Quali settori? Bella domanda. Io ci penso tutti i giorni.


Io ho fatto (per conto mio personale) un corso di SAP e uno di Access (con relativi certificati acquisiti), tengo allenato l'inglese (ho fatto un corso anche a lavoro), insomma non mi ritengo uno che si è seduto anzi......in effetti il problema è "far notare" a qualcuno che sei uno che si impegna, e che quindi merita......ripeto, non mi pento di aver cambiato settore, anzi penso che se mi fossi ancorato al settore civile avrei avuto grosse difficoltà.....

Comunque grazie per gli interventi :wink:


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MessaggioInviato: giovedì 17 maggio 2018, 9:07 
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Messaggi: 225
Stare in uno studio come "garzone" è accettabile fino ai 30 anni, massimo...poi stai buttando la tua vita.
Fare il professionista, se si ha il "giro" sufficiente senza avere santi in paradiso, può dare delle soddisfazioni (se sei bravo e fortunato hai guadagni superiori alla media dei lavoratori, ma non paragonabili a quelli dei nostri omologhi predecessori e soprattutto non hai ferie, malattia e TFR), ma si lavora 6,5 giorni su 7 e si è sempre nella tempesta: responsabilità, scadenze, rogne, gente che non paga... Se hai famiglia la trascuri, anche perché sei in una situazione che ti porta a non rifiutare mai un lavoro, e allora fai le nottate.
Questo in base alla mia esperienza diretta.
Quindi mi viene da dire che il lavoro da dipendente, anche impiegatizio, anche non inerente allo studio fatto, sia il più indicato per la vita di una persona equilibrata. I soldi sono sempre quelli è vero, non hai sorprese, ma non hai i periodi magri, se l'azienda va in crisi ci sono gli ammortizzatori sociali.
Poi ti rimane il tempo alla sera per risolvere i telai con Cross o per fare gli esercizi col PLV per hobby.


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MessaggioInviato: giovedì 17 maggio 2018, 10:22 
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Iscritto il: martedì 11 luglio 2006, 12:24
Messaggi: 83
gamatta ha scritto:
Stare in uno studio come "garzone" è accettabile fino ai 30 anni, massimo...poi stai buttando la tua vita.
Fare il professionista, se si ha il "giro" sufficiente senza avere santi in paradiso, può dare delle soddisfazioni (se sei bravo e fortunato hai guadagni superiori alla media dei lavoratori, ma non paragonabili a quelli dei nostri omologhi predecessori e soprattutto non hai ferie, malattia e TFR), ma si lavora 6,5 giorni su 7 e si è sempre nella tempesta: responsabilità, scadenze, rogne, gente che non paga... Se hai famiglia la trascuri, anche perché sei in una situazione che ti porta a non rifiutare mai un lavoro, e allora fai le nottate.
Questo in base alla mia esperienza diretta.
Quindi mi viene da dire che il lavoro da dipendente, anche impiegatizio, anche non inerente allo studio fatto, sia il più indicato per la vita di una persona equilibrata. I soldi sono sempre quelli è vero, non hai sorprese, ma non hai i periodi magri, se l'azienda va in crisi ci sono gli ammortizzatori sociali.
Poi ti rimane il tempo alla sera per risolvere i telai con Cross o per fare gli esercizi col PLV per hobby.




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MessaggioInviato: venerdì 18 maggio 2018, 22:14 
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Iscritto il: sabato 12 maggio 2018, 20:17
Messaggi: 6
gamatta ha scritto:
Stare in uno studio come "garzone" è accettabile fino ai 30 anni, massimo...poi stai buttando la tua vita.
Fare il professionista, se si ha il "giro" sufficiente senza avere santi in paradiso, può dare delle soddisfazioni (se sei bravo e fortunato hai guadagni superiori alla media dei lavoratori, ma non paragonabili a quelli dei nostri omologhi predecessori e soprattutto non hai ferie, malattia e TFR), ma si lavora 6,5 giorni su 7 e si è sempre nella tempesta: responsabilità, scadenze, rogne, gente che non paga... Se hai famiglia la trascuri, anche perché sei in una situazione che ti porta a non rifiutare mai un lavoro, e allora fai le nottate.
Questo in base alla mia esperienza diretta.
Quindi mi viene da dire che il lavoro da dipendente, anche impiegatizio, anche non inerente allo studio fatto, sia il più indicato per la vita di una persona equilibrata. I soldi sono sempre quelli è vero, non hai sorprese, ma non hai i periodi magri, se l'azienda va in crisi ci sono gli ammortizzatori sociali.
Poi ti rimane il tempo alla sera per risolvere i telai con Cross o per fare gli esercizi col PLV per hobby.


Su questo nulla da dire, sono d'accordo, il lavoro da dipendente con uno stipendio anche relativamente basso è però tutta un'altra cosa rispetto alla p.iva, ci mancherebbe....


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MessaggioInviato: venerdì 1 marzo 2019, 11:18 
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Ciao a tutti,
riesumo questo mio post per aggiornarvi sulla situazione,

ad oggi purtroppo non sono riuscito a cambiare ancora lavoro, la scorsa estate ho avuto un aumento, in realtà se si va a vedere come netto saranno forse 50 euro al mese, insomma un contentino che non cambia la sostanza,

ora sto affrontando una selezione per un'azienda più piccola che forse mi potrà offrire qualcosa di più (il mio RAL attuale è di circa 27mila)

ad ogni modo, spesso parlando con conoscenti mi viene detto spesso che ho il lavoro vicino casa (5 km), non faccio "fatica", stipendio "sicuro" ecc ecc ecc
Sì per carità tutto vero, la mia poi è una multinazionale i cui affari vanno bene, ma io vedo troppe cose storte lì dentro, l'organizzazione è pessima, poi ci sono un sacco di parenti/amici ecc........siamo a livelli in cui ci sono mariti mogli figli cognati ecc.......
Per non parlare del trattamento: nessuno ufficialmente ti chiede di fermarti per fare più ore, di fare questo quello ecc....ma "di fatto" poi accade questo perchè i raccomandati fanno le loro ore e vanno via....io quando provo a farlo poi il giorno dopo mi trovo la scrivania sommersa e non so da che parte iniziare.....

Sono testardo io che vedo le cose grigie e voglio cambiare, o devo entrare nell'ottica di accontentarmi? Dopotutto sono un ingegnere, vorrei anche fare cose più di concetto, vorrei capire di più molte cose, ma purtroppo lì sei un numero che deve solo fare tot cose ed eseguire...come la pensate?
Ci sono altri tra di voi che hanno vissuto queste situazioni?


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