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Autore Messaggio
MessaggioInviato: lunedì 1 aprile 2019, 11:24 
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Iscritto il: lunedì 2 gennaio 2017, 17:57
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Buongiorno,

sto dimensionando per la prima volta un sistema di produzione di ACS con bollitori in pompa di calore per un affittacamere di 200 mq con 5 bagni (con docce) e due cucine e un impianto fotovoltaico da 20 kWp. La parte di riscaldamento sarà indipendente e realizzata con un’espansione diretta.
Sto valutando di mettere due DHW Monobloc Daikin da 260 litri ciascuno, che lavorano 1 per piano.
Il primo bollitore a PT dovrà servire 2 bagni e 2 cucine e una lavanderia (lavatrice e lavabo) su due unità immobiliari (a PT 1 bagno, 1 cucina e la lavanderia sono di un miniappartamento indipendente) e per suddividere i consumi sarà installato un contatore volumetrco di ACS.

Il secondo bollitore a P1 servirà 3 bagni con doccia.

Ho effettuato il calcolo come da quaderno Caleffi del volume di accumulo:

BOLL 1 PT
Contemporaneità F=1
N°docce nb = 2
Q docce = 80
N bagni = 2
Q bagni = 20
N cucina = 2
Q Cucina = 50


Consumo periodo di punta C=300 l
Temp. Di utilizzo tu= 40 °C
Temp di alimentazione tf=10 °C
Periodo preriscaldamento tpr=10 h
Periodo di punta tpu=2 h
Calore Totale Qt=9000 kcal
Calore Orario Qh=750 kcal/h
Calore da accumulare Qa=7500 kcal
Temp. di accumulo ta=50 °C
Temp. acqua fredda tf=10 °C
Volume V=187,5 l


BOLL 2 P1
Contemporaneità F=1
N°docce nb = 3
Q docce = 80
N bagni = 3
Q bagni = 20
N cucina = 0
Q Cucina = 50


Consumo periodo di punta C=300 l
Temp. Di utilizzo tu=40 °C
Temp di alimentazione tf=10 °C
Periodo preriscaldamento tpr=10 h
Periodo di punta tpu=2 h
Calore Totale Qt=9000 kcal
Calore Orario Qh=750 kcal/h
Calore da accumulare Qa=7500 kcal
Temp. di accumulo ta=50 °C
Temp. acqua fredda tf=10 °C
Volume V =187,5 l

Di conseguenza secondo questa metodologia i due bollitori da 260 l SEMBREREBBERO sufficienti per garantire il fabbisogno con un periodo di preriscaldamento di 10 ore senza l’intervento del boost dato dalla resistenza elettrica.
Mi viene però il dubbio che questo risultato porti ad un sottodimensionamento degli accumuli.
Gli 80 l per doccia considerati nel metodo Caleffi mi sembrano pochi: se pensiamo a 10 l/min per doccia per circa 30 minuti per 5 docce di un caso sfavorito risulta che anziché dover garantire portate di 300 l a 40 °C relative al periodo di punta a si arrivi a portate di 740 l e 960 l, con conseguenti volumi di 463 l (PT) e 600 l (P1).
Nel mio caso (bollitori in pdc) il funzionamento è garantito solo dall’accumulo e non posso considerare alcuna produzione istantanea avendo un tempo di riscaldamento vicino alle 10 ore (da freddo) e 5 ore con resistenza elettrica.
Le portate così come i volumi degli accumuli sono sensibilmente differenti, sto cercando di capire quale approccio può essere considerato più realistico.
Qualcuno ha avuto esperienza con questo tipo di macchine e ha qualche indicazione pratica da darmi sul dimensionamento e la scelta degli accumuli?
Ci sono metodi di dimensionamento alternativi a quello di Caleffi che posso utilizzare per fare un confronto?


Grazie


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MessaggioInviato: martedì 2 aprile 2019, 12:11 
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Iscritto il: sabato 14 aprile 2012, 15:19
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avevo scritto e poi ho perso tutto il messaggio...
vabè, in breve:

1) gli scaldacqua a pompa di calore, IMHO sono una cagata pazzesca e non c'è nessun genere di ritorno economico (o ambientale)
2) ci deve essere un errore nei calcoli, così ad occhio non hai considerato che l'acqua del bollitore (190litri) deve anche scaldare quei 110 litri a 10° che ti mancano per arrivare a 300.

quindi: la sovratemperatura dell'accumulo deve scaldare l'acqua fredda di integrazione.
190*T=110*30 --T=17,5°.

quindi il tuo accumulo dovrà essere a 57,5°.

3)l'acqua a 40° mi sembra poco, meglio 45, poi è l'utente a decidere di volerla più fredda.
4) occhio che devi fare i cicli antilegionella se fai accumulo di ACS e non di acqua tecnica.
5) occhio che hai 5 camere, ma ogni camera non sarà occupata da una sola persona... ce ne saranno più facilmente 2, magari 3 o 4.
6) per la doccia considererei 100-120 litri, quando il turista sta fuori tutto il giorno in pieno inverno, non si preoccupa certo di fare una doccia veloce.

Io ti consiglierei un sistema tipo PIT: accumulo di acqua tecnica, con produzione istantanea di ACS, occhio solo che in questo caso devi fare bene i conti per la contemporaneità perchè dentro hai sempre uno scambiatore che più di tanto non fa.
Questo chiaramente se puoi (e conviene) montare una pompa di calore che possa gestire anche l'accumulo.


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MessaggioInviato: martedì 2 aprile 2019, 13:00 
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Iscritto il: lunedì 2 gennaio 2017, 17:57
Messaggi: 16
Grazie della risposta andrea,
vorrei integrare alcune cose sui tuoi punti:

2) i 190 litri sono il risultato del dimensionamento, ovvero il volume degli accumuli minimo che dovrei avere per soddisfare 5 docce a 80 litri l'una. Avrei quindi due accumuli da 190 litri, uno per piano. Commercialmente posso scegliere accumuli da 260, quindi più grandi che possono garantire maggiore capacità.
I 300 litri sono il consumo di punta di acqua a 40 gradi che deriva da n°docce*Qdoccia+dotazioni varie.
Per soddisfare tale consumo devo avere almeno 190 litri di acqua a 50 gradi.

4) I cicli antilegionella sono garantiti con l'ausilio della resistenza elettrica.

3), 5) e 6) con una temperatura di 45°C in uscita dagli accumuli, alzando le portate specifiche delle docce da 80 a 120 l e considerando 10 persone in totale (2 per camera); ottengo risultati totalmente differenti: Accumulo da 350 l a PT e da 500 l a P1.

Evidente che cambiando due dati (relativamente arbitrari come portate docce e numero di persone) si ottengono risultati enormemente diversi.

Io potrei anche mettere un bollitore splittato con acqua tecnica tipo il daikin ECH2O o simili da 300 o 500 litri, che hanno accumulo di acqua tecnica e la sanitaria è prodotta in istantaneo. a PT potrei mettere un 200 litri monoblocco per un solo bagno e a P1 un 300 splittato per 4 camere.
Lo svantaggio è che avrei un altra unità esterna e ne ho gia altre due per il risc/raff. (perchè sono 2 unità immobiliari).

Qualcuno ha avuto esperienze similari? dimensionamenti/realizzazioni??


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MessaggioInviato: martedì 2 aprile 2019, 14:25 
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Iscritto il: sabato 14 aprile 2012, 15:19
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2) si, mi è chiaro come l'hai calcolato, ma attento, con 190 litri la temperatura dell'accumulo deve essere minimo di 57,5° per mandare in uscita a 40°. Quindi ricontrolla le formule che hai utilizzato perchè ci deve essere un errore.

Io ne sto facendo uno ora con l'ECO-combi-PDC della cordivari da 800 litri, collegato però alla pdc che fa riscaldamento (idronica).
Basterebbe il 500 litri, ma la differenza con l'800 è meno del 10% del costo (un 100€ circa) e stai tranquillo... chiaramente se hai lo spazio per metterlo

Io fossi in te farei anche un paio di valutazioni su dei boiler tradizionali solo a resistenza: guarda cosa ti costa un daikin, guarda cosa ti costa un semplice boiler classico. La differenza al limite la investi sul fotovoltaico e così a naso direi che ti avanza ancora qualcosa e hai un sistema molto più semplice e sicuramente più robusto di una pompa di calore.


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MessaggioInviato: martedì 2 aprile 2019, 17:43 
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Iscritto il: lunedì 2 gennaio 2017, 17:57
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2) scusami ma se miscelo l'acqua a 50 in modo da avere un'uscita a 40 ottenendo un volume di accumulo di 190 l ricavato da una formula inversa sui 300 litri di richiesta, perchè dovrei scaldare di 30 gradi 110 litri di acqua in più?
Ho 190 litri stoccati a 50 gradi. Se portassi l'accumulo a 57 gradi mi basterebbe stoccare 150 l.

Posto che ho finito i mq di tetto da pannellare, non mi sembra molto il caso di installare una macchina a solo effetto Joule con COP=1, piuttosto metto un 500 litri.


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MessaggioInviato: giovedì 4 aprile 2019, 13:51 
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tu hai 190 litri, ok?
110 ce li devi aggiungere per arrivare a 300 litri, ok?
quei 110 che aggiungi, li aggiungi partendo da una temperatura di 10° che è quella dell'acquedotto.
quindi 110*30=3300Kcal che devi fornire...e le devi prendere dai 190 di accumulo che hai.

3300/190= 17,5°.

in totale hai i tuoi 300 litri a 40°, partendo da un accumulo da 57,5°.

Vediamola in un altra maniera:
partendo da una temperatura di 10°, tu vuoi avere 300 litri a 40°, devi fornire 9000Kcal.
se hai 190 litri, sempre 9000Kcal devi fornire, quindi il deltaT deve essere di 47,5°, che sommati ai 10° di temperatura iniziale diventano 57,5°.

controlla le formule che hai utilizzato, a meno che non abbia fatto qualche tragico errore io, mi smebra che il principio di conservazione dell'energia stia dalla mia parte :mrgreen:


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