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MessaggioInviato: lunedì 9 settembre 2019, 12:46 
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Iscritto il: lunedì 9 settembre 2019, 12:34
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Buongiorno,
mi trovo a dover fare una pratica edilizia per la realizzazione di una nuova piccola finestra (60x40) sulla facciata di un condominio (tamponatura e non muratura portante)
di cui ho già ottenuto l' autorizzazione paesaggistica; il mio dubbio riguarda il tipo di pratica da presentare al comune, ovvero fare una SCIA, una CILA, o addirittura un Permesso a costruire.
Qualcuno sa chiarirmi questo dubbio?
Grazie.


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MessaggioInviato: martedì 10 settembre 2019, 16:30 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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premesso che. per i continui cambiamenti normativi, ho parecchia confusione al riguardo,
una nuova apertura esterna, sebbene di dimensioni così ridotte, eccede la manutenzione straordinaria (secondo varie leggi regionali) e quindi ricade nel "restauro e risanamento conservativo" e quindi occorrerebbe una SCIA se l'apertura interessa un muro portante, altrimenti credo che basti la CILA;
d'altra parte l'area dell'apertura è 0,24 mq, inferiore a 0,50 mq, limite ad di sotto del quale le norme regionali sulla sicurezza sismica prescrivono che non venga fatta alcuna pratica relativa

credo sia utile questo articolo
http://biblus.acca.it/focus/interventi- ... ilitativi/
e questo libro (anche se non è la versione aggiornata) per scaricare il quale occorre solo registrarsi gratuitamente
https://www.epc.it/Prodotto/Editoria/E- ... ruire/2056

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"l'ingegnere sa quello che fa, e fa quello che sa" (Michele Pagano)


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MessaggioInviato: martedì 10 settembre 2019, 20:59 
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pasquale ha scritto:
... e quindi ricade nel "restauro e risanamento conservativo"

ovviamente, pasquale voleva dire: ricade nella "ristrutturazione".

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MessaggioInviato: mercoledì 11 settembre 2019, 0:42 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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no reversi, intendevo proprio il restauro e risanamento conservativo, lettera c) art. 31 legge 457/78, non la lettera d) che tratta della ristrutturazione edilizia;
riporto un pezzetto del libro di Ghiloni e Manzo (pag. 112) che ho citato:

Immagine

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MessaggioInviato: lunedì 30 settembre 2019, 12:55 
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Iscritto il: giovedì 17 marzo 2005, 19:15
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Cita:
b) "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonche' per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unita' immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unita' immobiliari nonche' del carico urbanistico purche' non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d' uso;


Sempre fatta in manutenzione straordinaria: è una modifica, viene sostituita una parte di un edificio, non viene alterata la volumetria e non ci sono modifiche alle destinazioni d'uso. Addiritura, oggi si possono variare anche le superfici di singole unità immobiliari, per cui se posso fare o disfare tramezzi perchè non potrei anche un muro esterno bucarlo e fare una finestra?


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MessaggioInviato: lunedì 30 settembre 2019, 14:48 
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Iscritto il: giovedì 22 novembre 2012, 12:09
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Località: finis terrae
pasquale ha scritto:
no reversi, intendevo proprio il restauro e risanamento conservativo, lettera c) art. 31 legge 457/78, non la lettera d) che tratta della ristrutturazione edilizia;
riporto un pezzetto del libro di Ghiloni e Manzo (pag. 112) che ho citato:

Immagine

io invece ti riporto il testo integrale dell'art. 31 della legge da te richiamata:

1. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente sono così definiti:

a) interventi di manutenzione ordinaria, quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;
c) interventi di restauro e di risanamento conservativo, quelli rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;
d) interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti;
e) interventi di ristrutturazione urbanistica, quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.


questo testo, pur se mai esplicitamente abrogato, è superato dall'art. 3 della 380/2001 che pure riporto integralmente:

1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:

a) "interventi di manutenzione ordinaria", gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;
c) "interventi di restauro e di risanamento conservativo", gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d'uso purché con tali elementi compatibili, nonché conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;
(lettera modificata dall'art. 65-bis della legge n. 96 del 2017)

d) "interventi di ristrutturazione edilizia", gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l’eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente;
e) "interventi di nuova costruzione", quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti. Sono comunque da considerarsi tali:

e.1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto alla lettera e.6);
e.2) gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune;
e.3) la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
e.4) l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;
(punto da ritenersi abrogato implicitamente dagli artt. 87 e segg. del d.lgs. n. 259 del 2003)
e.5) l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore;
(punto modificato dall'art. 52, comma 2, legge n. 221 del 2015)
e.6) gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
e.7) la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto ove comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato;

f) gli "interventi di ristrutturazione urbanistica", quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.


in nessuno dei due testi il restauro e risanamento conservativo comprende l'apertura di finestre. anzi, viene - al contrario - specificato che è possibile rimuovere elementi estranei, se ve ne sono.

poi, mi ricordo che qualcuno una volta mi disse che il restauro e risanamento conservativo interessa gli immobili di pregio, per i quali è meritevole la conservazione (entrambe le norme richiamano infatti i caratteri tipologici, formali e strutturali dell'edificio sul quale si interviene), in tutti gli altri casi, qualunque sia l'intervento, si classifica come ristrutturazione.

è un po' come la differenza che passa tra vecchio e antico: anche l'antico è vecchio, ma il vecchio non è antico.

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MessaggioInviato: lunedì 30 settembre 2019, 16:00 
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Località: Ferrara
Non per fare il guastafeste, ma ci sarebbe anche l'obbligo della Legge 10/91, quanto meno in versione "semplificata" con la verifica della trasmittanza e del fattore solare g dell'infisso... 8)

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MessaggioInviato: lunedì 30 settembre 2019, 19:23 
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boba74 ha scritto:
Non per fare il guastafeste, ma ci sarebbe anche l'obbligo della Legge 10/91, quanto meno in versione "semplificata" con la verifica della trasmittanza e del fattore solare g dell'infisso... 8)


Se proprio ci mettiamo deve rispettare anchei requisiti acustici passivi... ma ciò non implica il fatto che si rientri in un tipo di pratica o in un'altra...


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MessaggioInviato: martedì 1 ottobre 2019, 10:46 
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Iscritto il: giovedì 15 ottobre 2009, 16:30
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A mio giudizio rientra in ristrutturazione edilizia poichè "sfora" la manutenzione straordinaria prevista nelle CILA (che in genere sono limitate a interventi che non modificano i prospetti-sagome-volumi ecc.)
Valido anche come restauro e risanamento conservativo, ma questo dipende dal tipo di intervento ammissibile per la tua zona.
Cioè, faccio un esempio di un Comune delle mie parti:
in zona A è ammesso restauro e risanamento
in zona B è ammessa manutenzione straordinaria o ristrutturazione (ma non restauro e risanamento)


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MessaggioInviato: martedì 1 ottobre 2019, 16:46 
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Iscritto il: giovedì 17 marzo 2005, 19:15
Messaggi: 73
MarcoMoschetti ha scritto:
A mio giudizio rientra in ristrutturazione edilizia poichè "sfora" la manutenzione straordinaria prevista nelle CILA (che in genere sono limitate a interventi che non modificano i prospetti-sagome-volumi ecc.)
Valido anche come restauro e risanamento conservativo, ma questo dipende dal tipo di intervento ammissibile per la tua zona.
Cioè, faccio un esempio di un Comune delle mie parti:
in zona A è ammesso restauro e risanamento
in zona B è ammessa manutenzione straordinaria o ristrutturazione (ma non restauro e risanamento)


Che possa modificare il prospetto ed essere manutenzione straordinaria non c'è problema (la norma dice che non deve alterare la volumetria, non il prospetto), che poi sia una CILA, una SCIA, Una comunicazione per edilizia libera ecc.. è un altro conto perché ci sono anche le norme regionali che possono ricondurre un tipo di titolo abilitativo piuttosto che un altro.


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