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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 9 ottobre 2019, 19:56 
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Iscritto il: venerdì 6 gennaio 2006, 23:34
Messaggi: 1074
Località: Como
Quindi in relazione potrei valutare gli spostamenti ultimi allo SLV e dimensionare le selle di appoggio (opportunamente ancorate alla struttura) affinche' garantiscano lo spostamento massimo calcolato.
Ci sta come ragionameto ?


Non ho esperienze di merito.
Io farei in questo modo:
- Modello l'intera struttura e calcolo il periodo del fabbricato.
- In base al periodo, con lo spettro sismico del luogo, determino l'accelerazione.
- calcolo lo scarico della gamba del tegolo (nella combinazione sismica gamma=1).
- calcolo il taglio sismico agente sulla gamba pari allo scarico per l'accelerazione.
- verifica il supporto con quel taglio sismico.
In questo modo riesco a dimensionare e verificare i collegamenti, sia delle gambe dei tegoli sia dell'unione travi-pilastri.
Messi a posto i collegamenti si potrà procedere col calcolo della vulnerabilità la cui procedura dipende dal programma in uso.
Ma, ripeto, non ho esperienza in merito, pertanto sentiamo qualche altro collega esperto.
Ciao


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MessaggioInviato: domenica 13 ottobre 2019, 6:31 
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Iscritto il: lunedì 27 settembre 2004, 18:50
Messaggi: 2837
Località: Brescia
alexalex ha scritto:
betoniera ha scritto:
Lo so' che c'e' un miglioramento in caso di sisma ma come lo quantifico?

ciao alexalex

Ragionando sul fatto che oggi non è più possibile avere strutture con elementi in semplice appoggio, si deve concludere che i capannoni esistenti costruiti con tegoli appoggiati alle travi hanno una sorta di "Labilità Sismica" cioè nessuna protezione sismica perchè la resistenza al taglio sismico della copertura è basata sull'attrito tra tegoli e travi.
Ne deriva che lo stato di fatto ha indice di vulnerabilità sismica praticamente nullo.
Pertanto l'intervento, per il solo fatto di eliminare questa labilità, costituisce un miglioramento della vulnerabilità nei confronti del sisma (non dei carichi gravitazionali).
Penso che questo ragionamento sia sufficientemente convincente per il Genio Civile.
Ciao.



... Corretto.

Quindi in relazione potrei valutare gli spostamenti ultimi allo SLV e dimensionare le selle di appoggio (opportunamente ancorate alla struttura) affinche' garantiscano lo spostamento massimo calcolato.
Ci sta come ragionameto ?

Si tratta di interventi locali (C8.4.1 terzo capoverso, cita proprio il tuo caso).

Ciò premesso, il ragionamento di aumentare la lunghezza della base di appoggio ad una estremità di una trave (con appoggio scorrevole a carrello), funziona soltanto se dall'altra parte hai un vincolo a cerniera, perché in generale non è possibile stimare lo spostamento di qualcosa che non è vincolato. Se sei in questa condizione, devi comunque calcolare lo spostamento per evitare oltre la perdita di appoggio in un verso anche il martellamento nell'altro verso.

Sempre bene trasformare tutti i nodi in cerniera, in generale, a mio avviso.

_________________
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MessaggioInviato: lunedì 14 ottobre 2019, 12:03 
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Iscritto il: martedì 22 maggio 2007, 0:22
Messaggi: 2334
Grazie…

Ad oggi sul capannone e’ gia’ stata realizzata un’ indagine di vulnerabilita’ sismica che prescriveva sostanzialmente il collegamento degli elementi strutturali.

Sembra che il committente sia interessato a procedere con i lavori quindi si pensava:

SOL.1 – Classifico l’intervento come “Intervento Locale” , ma comunque la modellazione dovrei farla per determinare lo spostamento massimo degli elementi strutturali e la relativa azione tagliante per il dimensionamento del collegamento (collegamenti a squadretta e/o selle di appoggio). Nella relazione di calcolo non prendo in considerazione il parametro Ze del fabbricato.

SOL.2 – Classifico l’intervento come “Miglioramento Sismico” predisponendo gli stessi interventi visti precedentemente, ma per il mio fabbricato dovrei garantire almeno un ze > 0,1 che non riesco a dimostrare con calcoli, ma lo giustificherei come riferito da Betoniera nel post precedente.

SOL.3 – Propongo al cliente un intervento di “Adeguamento Sismico” predisponendo gli stessi interventi visti precedentemente ma verificando che Ze>1 per tutto il fabbricato e quindi, molto probabilmente, andro’ ad intervenire anche sui pilastri e/o forse sulle travi.

In quest’ultimo caso l’importo dei lavori’ sara’ sicuramente piu’ elevato rispetto ai precedenti, ma la committenza avrebbe un capannone Adeguato sismicamente.

Effettivamente gli estremi per un intervento locale ci sono quindi procederei con la SOL 1 e non starei neppure a proporre la SOL 3 al committente.

Che ne dite?


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