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 Oggetto del messaggio: Primo stipendio Ingegnere gestionale
MessaggioInviato: sabato 2 novembre 2019, 21:15 
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Buonasera,

Vorrei chiedere delle informazioni riguardante il primo stipendio di un ingegnere gestionale, qual'è il minimo/massimo, per un ingegnere, con esperienza di 6 mesi e laureato magistrale dal politecnico di torino, visto che ne sento in giro cifre ridicole, secondo voi quanto è ? conviene anche accettare alti stage o no ?

Grazie


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MessaggioInviato: sabato 2 novembre 2019, 22:26 
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Iscritto il: sabato 2 novembre 2019, 22:05
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Secondo me puoi forzare la mano con le prossime aziende per le quali farai colloqui insistendo per contratto apprendistato o indeterminato, considera che nel 2013 mi offrirono in multinazionale con sede sesto San Giovanni Milano già 23k lordi annui diviso 14 mensilità, contratto indeterminato (con tre mesi di periodo di prova), in più c'erano almeno 1k di premi addizionali annui. Non avevo ancora fatto nessun lavoro al di fuori dell'università ma avevo fatto bella figura al colloquio di gruppo dove in realtà presentavano solo 3 differenti stages che non è che mi entusiasmassero.. e mi ero detto interessato a pianificazione della produzione più che qualità/amministrazione (erano invitati gestionali, economisti e meccanici/aereospaziali).
Comunque dopo meno di un anno la vita da pendolare poi non mi piaceva affatto e ho preferito ripartire da contratto di apprendistato in altra azienda a Como dove abito, tutta un altra vita anche se son ripartito da livello 4 metalmeccanico e solo dopo 18 mesi ho rivisto il 5s del primo contratto!! Con 6 anni di esperienza totali ora raccatto 33k lordi più 2k di premi poco tassati, un poco annualmente si può aumentare da metalmeccanici se si diventa indispensabili. Ho fatto pianificatore produzione nella prima ditta, poi coordinatore lean manufacturing nella seconda dove ancora sono, material planner e di nuovo pianificazione della produzione (ma supporto di frequente vari colleghi con progettini interfunzionali).
Non c'è paragone con i miei due fratelli (uno ingegnere e l'altro solo ragioniere) ed alcuni amici (ingegneri gestionali compagni di studio stranieri ed Italiani) che lavorano all'estero purtroppo (Svizzera/Amsterdam/Belgio/Germania/Scozia), l'impressione è che fanno meno ma mettono da parte di più, ovviamente a guardare altre zone in Italia e specializzazioni mi ritengo fortunato.


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MessaggioInviato: sabato 2 novembre 2019, 22:37 
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Iscritto il: sabato 2 novembre 2019, 21:09
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Blarcyn ha scritto:
Secondo me puoi forzare la mano con le prossime aziende per le quali farai colloqui insistendo per contratto apprendistato o indeterminato, considera che nel 2013 mi offrirono in multinazionale con sede sesto San Giovanni Milano già 23k lordi annui diviso 14 mensilità, contratto indeterminato (con tre mesi di periodo di prova), in più c'erano almeno 1k di premi addizionali annui. Non avevo ancora fatto nessun lavoro al di fuori dell'università ma avevo fatto bella figura al colloquio di gruppo dove in realtà presentavano solo 3 differenti stages che non è che mi entusiasmassero.. e mi ero detto interessato a pianificazione della produzione più che qualità/amministrazione (erano invitati gestionali, economisti e meccanici/aereospaziali).
Comunque dopo meno di un anno la vita da pendolare poi non mi piaceva affatto e ho preferito ripartire da contratto di apprendistato in altra azienda a Como dove abito, tutta un altra vita anche se son ripartito da livello 4 metalmeccanico e solo dopo 18 mesi ho rivisto il 5s del primo contratto!! Con 6 anni di esperienza totali ora raccatto 33k lordi più 2k di premi poco tassati, un poco annualmente si può aumentare da metalmeccanici se si diventa indispensabili. Ho fatto pianificatore produzione nella prima ditta, poi coordinatore lean manufacturing nella seconda dove ancora sono, material planner e di nuovo pianificazione della produzione (ma supporto di frequente vari colleghi con progettini interfunzionali).
Non c'è paragone con i miei due fratelli (uno ingegnere e l'altro solo ragioniere) ed alcuni amici (ingegneri gestionali compagni di studio stranieri ed Italiani) che lavorano all'estero purtroppo (Svizzera/Amsterdam/Belgio/Germania/Scozia), l'impressione è che fanno meno ma mettono da parte di più, ovviamente a guardare altre zone in Italia e specializzazioni mi ritengo fortunato.


Grazie per la risposta, beh, sono intorno le stesse cifre che la prima azienda dove lavoravi offre, boh, secondo me dopo 6 anni di esperienza, anche essendo coordinatore Lean Manufacturing a me 33K sembrano un pò pochi, quindi se le cifre sono quelle, penso che valuterò trasferirmi all'estero, ma non so se farlo immediatamente, o farmi una esperienza da un paio d'anni, se hai qualche consiglio, lo apprezzerei molto.

in +, dove mi offrono un stage e una ditta americana famosa, ma l'assunzione non è garantita, 600 euro + buoni pasto, che ne pensi ?


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MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 10:05 
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Iscritto il: sabato 16 settembre 2017, 9:03
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Io da neolaureato (magistrale gestionale, politecnico di Milano) ho trovato solo stage a 600 €/mese.
Dopo 6 mesi di stage ho accettato un contratto a tempo determinato presso azienda automotive (zona Milano) nello stesso ambito dell'utente Blarcyn (produzione-processo). Il mio primo stipendio corrispondeva a 24k lordo + 4k lordo di premio, che non sono così male.
Confrontandomi con altri miei compagni di corso del poli, le cifre da neolaureati (no stage) si aggirano tra i 23k e i 26k.
Dopo due anni di esperienza nel settore ho chiesto l'aumento, anche perché ero stato contattato da un big player nel settore logistico a 37k + 5k lordo di premio.
Adesso lavoro anche io come coordinatore Lean Manufacturing di gruppo e viaggio sui 30k+5k di premio, con straordinari pagati, che si traducono in circa 1800-1900 €/mese che non sono male.

Di certo all'estero è diverso. Mia cugina lavora in ambito IT a Dublino, neolaureata è partita con 30k e in soli due anni ha raddoppiato (RADDOPPIATO) lo stipendio. 60k + premi. Faccio spesso anche trasferte in Germania e anche lì gli stipendi sono molto alti.
Non c'è storia e non c'è partita.

Sicuramente qualche anno all'estero non farebbe male, il problema è che poi difficilmente riesci a rientrare con stipendi dignitosi (mia cugina accetterebbe anche 40k ma non trova).
Ma secondo me la sfida più grande non è trovare lo stipendio maggiore (altrimenti io sarei andato nel settore logistico) ma trovare un lavoro che ti piace, che ti stimoli e imparare tanto cosa assolutamente non scontata.


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MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 10:16 
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Iscritto il: sabato 16 settembre 2017, 9:03
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somaz23 ha scritto:

Grazie per la risposta, beh, sono intorno le stesse cifre che la prima azienda dove lavoravi offre, boh, secondo me dopo 6 anni di esperienza, anche essendo coordinatore Lean Manufacturing a me 33K sembrano un pò pochi, quindi se le cifre sono quelle, penso che valuterò trasferirmi all'estero, ma non so se farlo immediatamente, o farmi una esperienza da un paio d'anni, se hai qualche consiglio, lo apprezzerei molto.

in +, dove mi offrono un stage e una ditta americana famosa, ma l'assunzione non è garantita, 600 euro + buoni pasto, che ne pensi ?


Se posso intromettermi, ricordati che da neolaureato vali zero. Anche dal Politecnico di Torino.
Vedi quello che ti hanno offerto, corrisponde a quello che vali: 600 € + buoni pasto.
Da noi un marocchino che pulisce i cessi prende 1300 € mese + mensa.
Due anni fa ho fatto uno stage nell'azienda più prestigiosa del mondo: La Ferrari. 700 €/mese + mensa. Credi sia la giusta retribuzione per un neolaureato? Conosco gente che è rimasta lì per anni, per poi ripartire da zero a 26/28k.

L'esperienza la fai con gli anni se trovi le giuste realtà, se ti fanno crescere, se fai progetti e fai crescere le persone.
E per fare ciò ci vogliono almeno 10 anni. A quel punto se si è bravi (e furbi) si rientra nei dirigenti dove le cifre sono molto alte. Sotto la dirigenza non illuderti: vatti a vedere le tabelle dei minimi tabellari metalmeccanici/commercio/logistico. Quelli saranno i tuoi stipendi nei prossimi 10 anni (e se non cresci per tutta la tua vita).


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MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 14:33 
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Iscritto il: sabato 2 novembre 2019, 21:09
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hansvongrobel ha scritto:
Io da neolaureato (magistrale gestionale, politecnico di Milano) ho trovato solo stage a 600 €/mese.
Dopo 6 mesi di stage ho accettato un contratto a tempo determinato presso azienda automotive (zona Milano) nello stesso ambito dell'utente Blarcyn (produzione-processo). Il mio primo stipendio corrispondeva a 24k lordo + 4k lordo di premio, che non sono così male.
Confrontandomi con altri miei compagni di corso del poli, le cifre da neolaureati (no stage) si aggirano tra i 23k e i 26k.
Dopo due anni di esperienza nel settore ho chiesto l'aumento, anche perché ero stato contattato da un big player nel settore logistico a 37k + 5k lordo di premio.
Adesso lavoro anche io come coordinatore Lean Manufacturing di gruppo e viaggio sui 30k+5k di premio, con straordinari pagati, che si traducono in circa 1800-1900 €/mese che non sono male.

Di certo all'estero è diverso. Mia cugina lavora in ambito IT a Dublino, neolaureata è partita con 30k e in soli due anni ha raddoppiato (RADDOPPIATO) lo stipendio. 60k + premi. Faccio spesso anche trasferte in Germania e anche lì gli stipendi sono molto alti.
Non c'è storia e non c'è partita.

Sicuramente qualche anno all'estero non farebbe male, il problema è che poi difficilmente riesci a rientrare con stipendi dignitosi (mia cugina accetterebbe anche 40k ma non trova).
Ma secondo me la sfida più grande non è trovare lo stipendio maggiore (altrimenti io sarei andato nel settore logistico) ma trovare un lavoro che ti piace, che ti stimoli e imparare tanto cosa assolutamente non scontata.


grazie per la risposta, allora penso che le offerte sono in linea a quella di mercato


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MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2019, 14:37 
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Iscritto il: sabato 2 novembre 2019, 21:09
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hansvongrobel ha scritto:
somaz23 ha scritto:

Grazie per la risposta, beh, sono intorno le stesse cifre che la prima azienda dove lavoravi offre, boh, secondo me dopo 6 anni di esperienza, anche essendo coordinatore Lean Manufacturing a me 33K sembrano un pò pochi, quindi se le cifre sono quelle, penso che valuterò trasferirmi all'estero, ma non so se farlo immediatamente, o farmi una esperienza da un paio d'anni, se hai qualche consiglio, lo apprezzerei molto.

in +, dove mi offrono un stage e una ditta americana famosa, ma l'assunzione non è garantita, 600 euro + buoni pasto, che ne pensi ?


Se posso intromettermi, ricordati che da neolaureato vali zero. Anche dal Politecnico di Torino.
Vedi quello che ti hanno offerto, corrisponde a quello che vali: 600 € + buoni pasto.
Da noi un marocchino che pulisce i cessi prende 1300 € mese + mensa.
Due anni fa ho fatto uno stage nell'azienda più prestigiosa del mondo: La Ferrari. 700 €/mese + mensa. Credi sia la giusta retribuzione per un neolaureato? Conosco gente che è rimasta lì per anni, per poi ripartire da zero a 26/28k.

L'esperienza la fai con gli anni se trovi le giuste realtà, se ti fanno crescere, se fai progetti e fai crescere le persone.
E per fare ciò ci vogliono almeno 10 anni. A quel punto se si è bravi (e furbi) si rientra nei dirigenti dove le cifre sono molto alte. Sotto la dirigenza non illuderti: vatti a vedere le tabelle dei minimi tabellari metalmeccanici/commercio/logistico. Quelli saranno i tuoi stipendi nei prossimi 10 anni (e se non cresci per tutta la tua vita).


mah a me dispiace xche dove avevo fatto lo stage prima, multinazionale americana, stage, 900 euro lordi + mensa gratuita, quindi scenderei di stipendio.. ma non so se accettare, xche dopo magari mi prendo un 28K da laureato con due stage, o riparto da 23-26K come offre il mercato, quindi volevo valutare se aspettare una offerta migliore.
ma come fai a valutare le opportunità di crescita, se non conosci l'azienda?


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MessaggioInviato: lunedì 4 novembre 2019, 10:28 
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Iscritto il: giovedì 9 agosto 2018, 9:57
Messaggi: 6
Ciao,
io sono un ingegnere gestionale campano di 30 anni e posso portarti la mia esperienza, che all'inizio non è stata diversa da quella di tutti i miei compagni di corso (una trentina di laureati).

Purtroppo, la prima esperienza lavorativa è quasi sempre costituita da uno Stage, con retribuzioni molto variabili in base all'azienda: si va dai 500 €/mese ai 1.100 €/mese. Io personalmente ho fatto uno stage nella parte bassa della forchetta (500€, in azienda automotive in Campania), quelli che invece prendevano di più durante lo Stage lo avevano fatto in società di consulenza su Milano. Posso però dirti che la remunerazione dello Stage non dovrebbe essere un criterio di scelta dell'azienda, perché conta molto di più la prospettiva futura.

Guardando a quello che succede dopo i primi 6-12 mesi, io e tutti i miei amici abbiamo lavorato con una RAL compresa nell'ordine dei 22-28 keur, a seconda se si lavorasse al Sud (forchetta bassa) o a Milano/Torino (forchetta alta), con valori medi su Roma. Poi, a fare la vera differenza in busta paga sono senza ombra di dubbio gli straordinari: più o meno tutti ne abbiamo fatti tanti all'inizio, ma non tutte le aziende le pagano...

Ad oggi, a distanza di circa 5 anni dalla laurea, purtroppo non si apprezzano differenze significative. La RAL massima non è cresciuta molto e, per i più "fortunati", si staglia sui 33 keur. Poi vanno considerate altre condizioni, quali i bonus di produzione annuali e, ancora, il fattore ore di straordinario.



Cosa può dunque fare davvero la differenza? Di fatto, fare esperienze lavorative all'estero.

Personalmente, ho avuto una RAL compresa fra i 23 e i 28 keur nei miei primi tre anni di carriera, lavorando in Campania. Ma ho avuto la lungimiranza di propormi per lo start-up di un nuovo stabilimento all'estero, dove sono stato circa un anno GRATIS (nel senso che non ho ricevuto nessun compenso supplementare, ma l'azienda si limitava a pagarmi alloggio, trasporto, ecc.). E' stata la decisione migliore della mia vita perché ho avuto la possibilità di lavorare in un altro Paese, conoscendo una nuova cultura, nuovi approcci al lavoro, eccetera... il tutto mantenendo la stessa azienda (italiana).
E' stato inoltre un'ottima decisione perché, appunto, mi ha aperto un nuovo mercato del lavoro e ho iniziato a ricevere sempre più spesso proposte di lavoro. Infatti, da oltre un anno ho cambiato, accettando un'offerta di un'altra azienda italiana con sedi all'estero. Risultato? Ho triplicato lo stipendio netto.


In definitiva, dalla mia (breve) esperienza personale, non posso che osservare come l'unico reale catalizzatore dello stipendio sia il lavorare all'estero. Ancor meglio se da espatriato (su mandato di un'azienda), come nel mio caso. Questo non significa che nel rimanere in Italia non ci siano possibilità di fare carriera, ma semplicemente che il tutto è molto più difficile e soprattutto più lento: è impensabile lavorare in Italia e raggiungere certi salari a 30 anni.


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MessaggioInviato: venerdì 8 novembre 2019, 16:33 
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Iscritto il: sabato 2 novembre 2019, 21:09
Messaggi: 7
nyus88 ha scritto:
Ciao,
io sono un ingegnere gestionale campano di 30 anni e posso portarti la mia esperienza, che all'inizio non è stata diversa da quella di tutti i miei compagni di corso (una trentina di laureati).

Purtroppo, la prima esperienza lavorativa è quasi sempre costituita da uno Stage, con retribuzioni molto variabili in base all'azienda: si va dai 500 €/mese ai 1.100 €/mese. Io personalmente ho fatto uno stage nella parte bassa della forchetta (500€, in azienda automotive in Campania), quelli che invece prendevano di più durante lo Stage lo avevano fatto in società di consulenza su Milano. Posso però dirti che la remunerazione dello Stage non dovrebbe essere un criterio di scelta dell'azienda, perché conta molto di più la prospettiva futura.

Guardando a quello che succede dopo i primi 6-12 mesi, io e tutti i miei amici abbiamo lavorato con una RAL compresa nell'ordine dei 22-28 keur, a seconda se si lavorasse al Sud (forchetta bassa) o a Milano/Torino (forchetta alta), con valori medi su Roma. Poi, a fare la vera differenza in busta paga sono senza ombra di dubbio gli straordinari: più o meno tutti ne abbiamo fatti tanti all'inizio, ma non tutte le aziende le pagano...

Ad oggi, a distanza di circa 5 anni dalla laurea, purtroppo non si apprezzano differenze significative. La RAL massima non è cresciuta molto e, per i più "fortunati", si staglia sui 33 keur. Poi vanno considerate altre condizioni, quali i bonus di produzione annuali e, ancora, il fattore ore di straordinario.



Cosa può dunque fare davvero la differenza? Di fatto, fare esperienze lavorative all'estero.

Personalmente, ho avuto una RAL compresa fra i 23 e i 28 keur nei miei primi tre anni di carriera, lavorando in Campania. Ma ho avuto la lungimiranza di propormi per lo start-up di un nuovo stabilimento all'estero, dove sono stato circa un anno GRATIS (nel senso che non ho ricevuto nessun compenso supplementare, ma l'azienda si limitava a pagarmi alloggio, trasporto, ecc.). E' stata la decisione migliore della mia vita perché ho avuto la possibilità di lavorare in un altro Paese, conoscendo una nuova cultura, nuovi approcci al lavoro, eccetera... il tutto mantenendo la stessa azienda (italiana).
E' stato inoltre un'ottima decisione perché, appunto, mi ha aperto un nuovo mercato del lavoro e ho iniziato a ricevere sempre più spesso proposte di lavoro. Infatti, da oltre un anno ho cambiato, accettando un'offerta di un'altra azienda italiana con sedi all'estero. Risultato? Ho triplicato lo stipendio netto.


In definitiva, dalla mia (breve) esperienza personale, non posso che osservare come l'unico reale catalizzatore dello stipendio sia il lavorare all'estero. Ancor meglio se da espatriato (su mandato di un'azienda), come nel mio caso. Questo non significa che nel rimanere in Italia non ci siano possibilità di fare carriera, ma semplicemente che il tutto è molto più difficile e soprattutto più lento: è impensabile lavorare in Italia e raggiungere certi salari a 30 anni.


grazie per aver condiviso la tua esperienza :)


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MessaggioInviato: sabato 9 novembre 2019, 11:38 
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Iscritto il: sabato 16 settembre 2017, 9:03
Messaggi: 26
nyus88 ha scritto:
In definitiva, dalla mia (breve) esperienza personale, non posso che osservare come l'unico reale catalizzatore dello stipendio sia il lavorare all'estero. Ancor meglio se da espatriato (su mandato di un'azienda), come nel mio caso. Questo non significa che nel rimanere in Italia non ci siano possibilità di fare carriera, ma semplicemente che il tutto è molto più difficile e soprattutto più lento: è impensabile lavorare in Italia e raggiungere certi salari a 30 anni.


Verissimo, ma è anche vero che non si può fare quel tipo di lavoro per tutta la vita (ovvero, il "trasfertista").
Da noi chi va all'estero prende 100 €/giorno di bonus, in ragione proprio dell'indennità di trasferta.
Personalmente il trasfertista lo farei per qualche periodo, ultimamente mi capita di fare trasferte in germania (pagato), partendo la mattina del lunedì alle 3 e tornando il venerdì a mezzanotte, facendo quasi 2000 km a settimana e più di 12 ore in macchina. E' comunque una vita pesante che personalmente non riuscirei fare per sempre. E in ragione di questo peso credo sia giusto che l'azienda riconosca qualcosa.

Un altro discorso invece è proprio lavorare all'estero, e in questo caso dubito che si vada a triplicare lo stipendio. E' sicuramente maggiore, le spesi sono maggiori, e forse riesci a mettere qualcosa di più ma non è tutto rosa e fiori.
Personalmente credo che se a 30 anni in Italia riuscissi a portarmi a casa 2.400 / 2.500 €/mese sarei più che soddisfatto.
E secondo me non è così impossibile, considerando che adesso ne ho 27 e ne porto a casa quasi 2.000 (8 ore al giorno, lun-ven vicino a casa).


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