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Autore Messaggio
MessaggioInviato: lunedì 23 gennaio 2012, 13:59 
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Iscritto il: lunedì 18 luglio 2011, 14:28
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flyblu ha scritto:
Sono fratelli, perchè in vero all'estero gli ingegneri delle telecomunicazioni sono ingegneri elettrici.
Questo è un paradosso della società italiana, che ha voluto mantenere la vicinanza dei meccanici (ing industriali) agli elettrici, mentre
in UK i meccanici sono da una parte, mentre elettrici elettronici e tlc, sono in un altra associazione, e i civili in un altra associazione
Le differenze ci sono, cosi come le similitudini.

Quando si parla di albo unico mi vien da ridere, come fa un ing. civile a tutelare un ing. elettronico? sempre che si sia appropriato "tutelare" anche se potesse un ing civile NON lo farà mai e non muoverà mai una paglia per un ing. elettronico.
La leadership di un ipotetico albo unico dovrebbe equamente ridistribuita tra le varie specialità, cosa che non succede con l'ordine degli ingegneri.

http://www.ice.org.uk/ ICE (civili)
http://www.imeche.org/ IMECHE ( meccanici)
http://www.theiet.org/ IET (elettrici elettronici tlc informatici)
Le quali associazioni hanno poi firmato un memorandum di collaborazione ICE/IMechE/IET co-operation.


forse è un esagerazione, però io ho fatto l'erasmus in Irlanda dove elettrica è un indirizzo di elettronica:
http://www3.ul.ie/courses/ElectronicAnd ... eering.php
La situazione che elettronici e telecomunicazionisti non sono parenti degli elettrici è solo un'assurdità italiana.


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MessaggioInviato: lunedì 23 gennaio 2012, 16:45 
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redribbon ha scritto:
La situazione che elettronici e telecomunicazionisti non sono parenti degli elettrici è solo un'assurdità italiana.


In teoria sarebe un'assurdità, però c'è da dire che per lo meno il piano di studi presenta meno affinità di quanto non sembri a prima vista... è naturale che quanto affermo sia ben suscettibile di discussione, però fatto sta che conosco non pochi elettronici che praticamente non sanno cos'è un trifase ed elettrici che sul digitale posseggono rudimenti a livello di pagina wikipedia.
Certo, chi può dubitare che all'atto pratico ti trovi un ing elettrico che programma un PLC senza incertezze o un elettronico capace di dimensionare una linea di potenza, però forse si tratta di (eccellenti) eccezioni.
Quindi: parenti di sicuro, ma forse un po' alla lontana


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MessaggioInviato: lunedì 23 gennaio 2012, 17:07 
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Iscritto il: lunedì 18 luglio 2011, 14:28
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vinus ha scritto:
redribbon ha scritto:
La situazione che elettronici e telecomunicazionisti non sono parenti degli elettrici è solo un'assurdità italiana.


In teoria sarebe un'assurdità, però c'è da dire che per lo meno il piano di studi presenta meno affinità di quanto non sembri a prima vista... è naturale che quanto affermo sia ben suscettibile di discussione, però fatto sta che conosco non pochi elettronici che praticamente non sanno cos'è un trifase ed elettrici che sul digitale posseggono rudimenti a livello di pagina wikipedia.
Certo, chi può dubitare che all'atto pratico ti trovi un ing elettrico che programma un PLC senza incertezze o un elettronico capace di dimensionare una linea di potenza, però forse si tratta di (eccellenti) eccezioni.
Quindi: parenti di sicuro, ma forse un po' alla lontana


Con certezza elettronici e tlc sono più vicini agli impianti elettrici dei meccanici, chimici o gestionali, ecc., rami dell'ingegneria ai quali è consentito progettare impianti elettrici e fotovoltaici.


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MessaggioInviato: lunedì 23 gennaio 2012, 17:24 
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Iscritto il: lunedì 18 luglio 2011, 14:28
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vinus ha scritto:
redribbon ha scritto:
La situazione che elettronici e telecomunicazionisti non sono parenti degli elettrici è solo un'assurdità italiana.


In teoria sarebe un'assurdità, però c'è da dire che per lo meno il piano di studi presenta meno affinità di quanto non sembri a prima vista... è naturale che quanto affermo sia ben suscettibile di discussione, però fatto sta che conosco non pochi elettronici che praticamente non sanno cos'è un trifase ed elettrici che sul digitale posseggono rudimenti a livello di pagina wikipedia.
Certo, chi può dubitare che all'atto pratico ti trovi un ing elettrico che programma un PLC senza incertezze o un elettronico capace di dimensionare una linea di potenza, però forse si tratta di (eccellenti) eccezioni.
Quindi: parenti di sicuro, ma forse un po' alla lontana


inoltre se non guardiamo le parentele strette (come tra elettrici, elettronici e telecomunicazionisti), ovvero i fondamenti delle varie branche dell'ingegneria (elettrici, elettronici e telecomunicazionisti traggono i loro fondamenti dall'elettromagnetismo e dell'elettrotecnica), allora devono cadere le parentele meno strette (come tra elettrici, gestionali, meccanici e chimici). I macro settori (civile, industriale e informazione) dell'albo degli ingegneri vanno quindi smantellati.
A questo punto l'elettrico dovrebbe fare quindi solo impianti elettrici, il meccanico occuparsi solo di meccanica, il gestionale di gestione produzioni, l'energetico di impianti termici, l'ing. dell'ambiente e il territorio di depuratori ecc., e così via.
Gli ingegneri diventerebbero praticamente uguali ai periti e per ogni progetto ci vorrebbe la firma congiunta di diversi professionisti.
Questo è quello che la coerenza vorrebbe nel caso che si voglia lasciare così la situazione degli elettronici e telecomunicazionisti.


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MessaggioInviato: lunedì 23 gennaio 2012, 19:41 
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Iscritto il: lunedì 24 agosto 2009, 16:28
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oggi sono andato a vedere la pagina dell'ordine della mia provincia...nuovo sito nuova cosa..
Che ridere, si son messi pure a fare sta cosa:
• Euro 180,00 per l’iscrizione ad un solo settore dell’Albo
• Euro 210,00 per l’iscrizione a due settori dell’Albo
• Euro 250,00 per l’iscrizione a tutti e tre i settori dell'Albo

Ma che si fottano....quella presidentessa ingegnera-civile...dei miei stivali, ecco le mirabolanti idee di chi la pensa in un certo modo...
pure il fondo di sostegno maternità, fondo di sostegno alla professione... hanno introdotto...


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MessaggioInviato: mercoledì 18 luglio 2012, 19:04 
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Iscritto il: martedì 8 settembre 2009, 20:44
Messaggi: 5
Cari colleghi , dopo anni di cattive interpretazioni del DPR328/01 penso sia arrivata l'ora di essere chiari e capire che a prescindere dal settore di apaprtenenza siamo tutti INGEGNERI.
I settori sono stati voluti dai colleghi "civili" che oltre al cemento, strutture, ponti ecc... (tanto di cappello) non vanno!
La progettazione di strutture, case ecc veniva fatta da tutti gli ingegneri.
Siccome negli ordini la quasi totalità è prorpio della loro categoria, lascio a voi il resto.

Per capirci meglio, l’art. 3 comma 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n 328 (di seguito abbreviato in D.P.R. 328) afferma che :

Il professionista iscritto in un settore non può esercitare le competenze di natura riservata attribuite agli iscritti ad uno o più altri settori della stessa sezione, ferma restando la possibilità di iscrizione a più settori della stessa sezione, previo superamento del relativo esame di Stato.

l’art. 46 comma 1 del D.P.R. 328:

Le attività professionali che formano oggetto della professione di ingegnere sono così ripartite tra i settori di cui all'articolo 45, comma 1:
a) per il settore "ingegneria civile e ambientale": la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di opere edili e strutture, infrastrutture, territoriali e di trasporto, di opere per la difesa del suolo e per il disinquinamento e la depurazione, di opere geotecniche, di sistemi e impianti civili e per l'ambiente e il territorio;
b) per il settore "ingegneria industriale": la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di macchine, impianti industriali, di impianti per la produzione, trasformazione e la distribuzione dell'energia, di sistemi e processi industriali e tecnologici, di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medico-chirurgica;
c) per il settore "ingegneria dell'informazione": la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni.

PUNTO CHIAVE :
Nell’art. 46 comma 1 del D.P.R. 328 nessuna attività elencata per ciascun settore viene definita come riservata per quel settore.

Sempre nell’art. 46 comma 2 del D.P.R. 328:

Ferme restando le riserve e le attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa e oltre alle attività indicate nel comma 3, formano in particolare oggetto dell'attività professionale degli iscritti alla sezione A, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 1, comma 2, le attività, ripartite tra i tre settori come previsto dal comma 1, che implicano l'uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali nella progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di strutture, sistemi e processi complessi o innovativi.

l’art. 46 comma 2 del D.P.R. 328 specifica che le attività, ripartite tra i settori come previsto dal comma 1, formano solamente in modo particolare, e quindi non esaustivo, oggetto dell’attività professionale degli iscritti alla sezione A, ferma restando le riserve e le attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa.


Nell’art. 1 comma 2 del D.P.R. 328:

Le norme contenute nel presente regolamento non modificano l'ambito stabilito dalla normativa vigente in ordine alle attività attribuite o riservate, in via esclusiva o meno, a ciascuna professione.

A pagina 23 della sentenza n. 1473/2009 del Consiglio di Stato, in merito al D.P.R. 328 viene affermato che:

Dette denominazioni dei settori, in cui vengono ad essere ripartite le nuove sezioni “A” e “B” degli Albi professionali, così come l’effettiva individuazione per ciascuna sezione delle attività maggiormente caratterizzanti la professione, non innovano, a parere del Collegio ( né potevano assolutamente innovare, alla stregua della “delega” ed in particolare del criterio di cui alla lettera a), che prevedeva la sola “determinazione dell'ambito consentito di attività professionale ai titolari di diploma universitario e ai possessori dei titoli istituiti in applicazione dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni” ) la materia delle attività riservate o consentite alla professione de qua ( in via esclusiva od unitamente ad - 23 - N.R.G. 6369/2003 altre), attuandone invece correttamente una mera ripartizione, previa individuazione di un criterio di carattere generale, facente riferimento alle professionalità conseguite a compimento dei diversi percorsi formativi di accesso, relativi, rispettivamente, alle lauree ed alle lauree specialistiche.
Pertanto l’elencazione, compiuta all’art. 46 del decreto, delle attività attribuite agli iscritti ai diversi settori delle sezioni “A” e “B” dell’albo dell’Ordine degli ingegneri, ha il solo scopo di procedere ad una siffatta ripartizione, individuando quelle maggiormente caratterizzanti la professione, restando immutato il quadro complessivo delle attività esercitabili nell’àmbito della professione stessa come già normativamente definito.

A pagina 18 della sentenza n. 1473/2009 del Consiglio di Stato, in merito al D.P.R. 328 viene affermato che:

sono state inoltre individuate, a titolo esemplificativo e non tassativo, le attività maggiorente caratterizzanti la professione..

Alla luce della sentenza n. 1473/2009 del Consiglio di Stato e delle considerazioni sopra esposte, si ritiene che non esistano ad oggi competenze di natura riservata attribuite agli iscritti ad uno o più settori della sezione A dell’albo degli Ingegneri, in quanto le attività elencate nel D.P.R. 328 sono solamente state individuate a titolo esemplificativo e non tassativo, individuando le attività maggiormente caratterizzanti la professione.

PER QUESTE RAGIONI, A PRESCINDERE DAL SETTORE DI APPARTENENZA, GLI INGEGNERI "SETTORIZZATI" SONO INGEGNERI.
NON EISTE L'ALBO DEGLI INGEGNERI CIVILI O L'ALBO DEGLI INGEGNERI INDUSTRIALI O QUELLO DEGLI INGEGNERI DELLA INFORMAZIONE.
ESISTE UN SOLO ALBO. ALBO DEGLI INGEGNERI.

NON ABBIATE TIMORE DI FIRMARE PROGETTI.... NON FATEVI INTIMORIRE DI QUELLO CHE DICONO GLI ORDINI.
L'UNICO ENTE IN GRADSO DI DARE PARERI VINCOLANTI è IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA.
NEGLI ORDINI CI SONO SOLO CIVILI...... HO DETTO TUTTO :)



FRANCESCO


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MessaggioInviato: mercoledì 18 luglio 2012, 23:50 
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Iscritto il: giovedì 14 ottobre 2010, 0:02
Messaggi: 204
Concordo in pieno collega; permettimi inoltre di fare un ulteriore precisazione.

L'art 46 comma 2 recita:
Ferme restando le riserve e le attribuzioni gia' stabilite dalla vigente normativa e oltre alle attivita' indicate nel comma 3, formano in particolare oggetto dell'attivita' professionale degli iscritti alla sezione A, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 1, comma 2, le attivita', ripartite tra i tre settori come previsto dal comma 1, che implicano l'uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali nella progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di strutture, sistemi e processi complessi o innovativi.

Se analizziamo la frase scritta in grassetto notiamo che le attività ripartite tra i settori sono quelle che fanno uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali.
E' infatti scritto a chiare lettere: "formano in particolare oggetto dell'attivita' professionale degli iscritti alla sezione A le attivita', ripartite tra i tre settori come previsto dal comma 1, che implicano l'uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali".
E' come se scrivessi "tutti gli uomini che fanno ginnastica godono di ottima salute"; con questa frase non ci si riferisce a tutti gli uomini del pianeta, ma soltanto a quelli che fanno ginnastica.
Allo stesso modo solo le attività che fanno uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali sono ripartite tra i settori, tutte le altre invece non sono settorializzate.

L'Italiano è Italiano e non si può pretendere di leggere un decreto come si leggesse un fumetto; al contrario è necessario analizzarlo parola per parola, rigo per rigo, virgola per virgola.


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