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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2018, 11:51 
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Iscritto il: venerdì 27 novembre 2015, 17:53
Messaggi: 49
Ciao, volendo trasportare un piatto d'acciaio (ipotizziamo in S235 con spessore 4mm) quale è il raggio di curvatura massimo con cui è possibile piegarlo/arrotolarlo senza provocare danni?
Essendo di fronte a grandi spostamenti immagino non sia possibile fare riferimento alla classica relazione momento curvatura.
Interessante sarebbe confrontare anche con il raggio di curvatura usato per i rotoli delle barre di armatura in relazione al diametro.
Ad esempio per i tondi per cemento armato in rotoli ribobinati si ha un rotolo di diametro interno di circa 90cm fino ai fi16
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Qualcuno ha già affrontato questo tema?


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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2018, 15:00 
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Iscritto il: lunedì 6 ottobre 2014, 9:31
Messaggi: 738
per tubi in cls con camicia d'acciaio per trasporto acqua in pressione (EN 639 + EN 642) ho usato :

1 - coils di lamiera d'acciaio laminato a freddo (S235JR e S275JR) con spessore 1.5 - 2.0 - 2.75 mm
2 - dimensioni coil : diam interno min circa 600 mm , diametro max esterno circa 1600 mm , larghezza coil 800 - 1250 - 1600 mm, peso max 12-15 ton

3 - piatto laminato a caldo spessore 6 mm , larghezza 160 - 180 - 200 mm, acciaio S235JR
4 - dim coils : diam interno minimo circa 600/700 mm, diam max circa 1800 mm

per la trattazione teorica vedi allegato (se ti può essere utile) :

https://mega.nz/#!4RFDlTSZ!Dxpw06TtMDEn ... Bn6Xn-bn2E

PS : i diametri interni minimi credo che dipendano dal processo di produzione in laminatoio perchè quando la bobina è avvolta l'albero che la regge a sbalzo deve essere idoneo a supportare un carico di circa 15 ton ed inoltre deve essere "retrattile" deve cioè stringersi per poter estrarre il coil

... e beccati anche le foto

https://mega.nz/#!AFkGiCTD!PbuBrmHjMz0I ... R5BJBq3ubo


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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2018, 23:38 
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Iscritto il: venerdì 27 novembre 2015, 17:53
Messaggi: 49
Grazie mille!
L'allegato con la trattazione teorica è davvero molto interessante


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MessaggioInviato: venerdì 15 giugno 2018, 3:55 
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Iscritto il: venerdì 27 novembre 2015, 17:53
Messaggi: 49
Riporto qui alcune formule interessanti tratte dal libro che Pisanel ha linkato "Lavorazione della lamiera" di Gerhard Oehler (1976).

L'argomento trattato nel libro è relativo alla piegatura della lamiera. Riporto un estratto da pg 15:

Una lamiera poco curvata, con raggio di piegatura r molto maggiore del suo
spessore s tende quindi a ritornare elasticamente alla sua forma originaria. Può
quindi accadere che lamiere da curvare escano dalla curvatrice esattamente piane
come vi erano state introdotte. Affinché la curvatura risulti permanente occorre
che si raggiunga almeno l'intervallo delle tensioni che danno luogo a deformazioni
plastiche, cioè che si ottenga un allungamento corrispondente alla sollecitazione
di snervamento sigmas.

Raggio massimo di piegatura:
rimax = (s * E) / (2 * sigmas)

dove:
dove s e lo spessore della lamiera (espresso in mm come anche ri max), E il coefficiente
di elasticita e sigmas, il carico unitario di snervamento (espresso come E in
kg/cm2 oppure in kg/mm2). Nel numeratore è stato omesso, perchè trascurabile
il termine + s/2.

Raggio minimo di piegatura (pg 26):

Poiché nella piegatura si è pero nel campo della deformazione uniforme, al
superamento della deformazione di rottura nelle fibre esterne, il materiale non
subisce strappamenti, e per il minimo raggio interno di piegatura ammissibile
rimin può ritenersi valida, entro ampi limiti di approssimazione, la semplice
espressione:

rimin = c * s

dove s è lo spessore della lamiera e c un coefficiente dipendente dalla natura
e stato del materiale, e per il quale si possono assumere i valori riportati nelle
Tabelle 1 e 2. Essi possono anche dirsi coefficienti minimi di piegatura, poiché
per essi il materiale risulta talmente sovrasolleeitato da non poter sopportare
ulteriori sollecitazioni meccaniche per carichi esterni, anche moderate. Si eseguiranno
quindi piegature con raggio interno determinato con i valori di c riportati
in tabella soltanto quando sia necessario avere spigoli il più possibile vivi e
quando non si preveda la possibilita che il pezzo piegato debba sopportare in
opera sollecitazioni meccaniche anche minime.

Dalla Tabella 1 e 2 emerge che il coefficiente c è compreso indicativamente tra 0,5 e 1,0
(tuttavia sono presenti anche acciai o leghe con coefficienti più estremi, se ne trovano sia con c=0,25 Kupfer dolce, sia con c=1,6 per acciai resistenti al calore ferritici. Altre leghe hanno coefficicienti c anche superiori, ad esempio il Nimonic90 ha c=6)


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