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G8 Ambiente a Siracusa: il ruolo dei parchi nel tema clima e biodiversità

L'Italia, con il più vasto patrimonio naturale d'Europa, punta a una carta sulla biodiversità globale che impegni i Paesi sulle quattro priorità

ambiente - 26 marzo 2009

Tutela della biodiversità e cambiamenti climatici saranno i temi centrali del prossimo G8 Ambiente che si terrà a Siracusa dal 22 al 24 aprile. L'incontro rappresenterà il quarto della serie in programma tra i Ministri dell'Ambiente interessati. Siracusa precederà il Vertice della Maddalena (l'8-10 luglio prossimi) ma anche l'attesa Conferenza di Copenhagen del prossimo dicembre, durante la quale si definirà un accordo mondiale sulla lotta ai gas serra. In vista di questo appuntamento, il G8 siciliano sonderà gli orientamenti della nuova amministrazione americana, che ha annunciato una svolta verde negli investimenti energetici, senza ancora assumere impegni ufficiali di riduzione delle emissioni.

Quattro i temi del dibattito del vertice di aprile:

  • Clima e biodiversità, i due argomenti del G8 Ambiente, troveranno una sintesi nel primo punto all'ordine del giorno: l'analisi delle strategie di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici nell'ottica della diversità biologica, a livello nazionale e globale.
  • Seconda priorità sono le misure da mettere in campo per migliorare la biodiversità negli ecosistemi antropizzati.
  • Segue poi, come terzo punto di discussione, il cosiddetto "business della biodiversità": allargare la rete di aree protette e valorizzarle come se fossero "infrastrutture della Natura", per ottenere ricadute anche dal punto di vista economico e occupazionale.
  • Ultima priorità del vertice, coordinare la ricerca scientifica con le necessità politiche: a tal fine, tutte le organizzazioni che raccolgono e analizzano le informazioni sulla biodiversità sono chiamate ad aumentare la cooperazione in vista di una piena compatibilità e armonizzazione dei dati ambientali.

La centralità del tema "biodiversità" si deve all'emergenza provocata dall'estrema velocità con cui il mondo sta perdendo la diversità biologica; una velocità mai raggiunta prima. Per affrontare l'emergenza, la Conferenza delle Parti (COP) della CBD aveva fissato il 2010 come anno in cui raggiungere una riduzione significativa della perdita di diversità biologica a tutti i livelli. Non si tratta solo di mantenere in vita la più grande varietà possibile di forme viventi, ma anche di garantire la sopravvivenza di specie che contribuiscono ad alleviare la povertà del mondo e forniscono servizi insostituibili al pianeta.

In tema di biodiversità, l'incontro non poteva avere location migliore. L'Italia vanta il patrimonio naturale più vasto d'Europa: 6.700 specie differenti di flora e 57.500 di fauna, che rappresentano un terzo di quelle presenti su tutto il vecchio continente. Un patrimonio custodito principalmente nei parchi, i quali rappresentano uno degli strumenti più forti per la conservazione della natura.
Dal 1922, anno dell'istituzione del parco nazionale del Gran paradiso (il primo parco nazionale italiano) ad oggi, sono presenti sul territorio del nostro Paese 772 aree naturali: 23 parchi nazionali, 22 aree naturali marine protette e riserve naturali marine, 146 riserve naturali statali, 105 parchi naturali regionali, 335 riserve naturali regionali, 141 aree protette regionali. A queste si aggiungono 50 zone umide, 8 riserve MaB Unesco, 63 riserve biogenetiche, 6 aree specialmente protette di importanza mediterranea, 1 area internazionale "Santuario dei mammiferi marini". Le aree protette rappresentano circa il 10% del territorio italiano, valore che arriva a 19% se si considerano anche i 2.283 siti di importanza comunitaria (SIC) e le 589 zone di protezione speciale (ZPS). Tra le Regioni più ricche di aree rilevanti ai fini della protezione figurano Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. La Toscana ha emanato una normativa di tutela della biodiversità, mentre Molise, Veneto, Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia-Romagna hanno una serie di normative specifiche per la tutela della fauna e della flora. Ma per fare in modo che i parchi non restino delle "isole", devono essere gestiti e organizzati prendendo in considerazione l'intero contesto territoriale.

L'Italia ha tutte le carte in regola, insomma, per candidarsi a paese trainante di un nuovo impegno per la biodiversità globale e punta a chiudere il G8 Ambiente con la sottoscrizione di una "Carta di Siracusa sulla biodiversità" che impegni i Paesi sulle quattro priorità proposte dal vertice.

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