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Il CIRA lancia POLLUCE 2° esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota

Il CIRA lancia POLLUCE
2° esemplare di laboratorio volante aerospaziale
senza pilota

La ricerca in Italia - 10 marzo 2008

Il CIRA lancia POLLUCE
2° esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota



A un anno dal primo volo di “Castore”, il Presidente del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) Sergio Vetrella ha annunciato, lo scorso 19 febbraio, l’avvio della fase operativa della “Campagna Arbatax 2008” relativa alla seconda missione che, questa volta, vedrà come protagonista “Polluce”, il secondo esemplare di laboratorio volante aerospaziale senza pilota. In serata, il velivolo progettato e realizzato dal CIRA con il contributo di importanti industrie nazionali del settore, è stato trasferito dalla sede del Centro, dove è stato assemblato, all’Aeroporto di Tortolì in Sardegna. Il lancio, sempre con pallone stratosferico, avverrà tra marzo e aprile. Il giorno preciso dipenderà dalle condizioni atmosferiche, dai limiti operativi imposti da ENAC/ENAV per la salvaguardia del traffico aereo, nonché dall’eventuale concomitanza di altre attività presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ). “Polluce” è molto simile a “Castore”, ma più avanzato. L'esperienza operativa maturata con il primo lancio, così come l'elaborazione dei dati raccolti dai computer di bordo e trasmessi, via satellite, alle stazioni di terra, hanno consentito, infatti, di perfezionare questo secondo velivolo e di progettare una seconda missione più complessa, sia dal punto di vista delle velocità da raggiungere, che delle manovre da effettuare durante il volo.
Rispetto al primo, il prossimo lancio sarà caratterizzato da una quota di sgancio del velivolo dal pallone stratosferico di 25 km; oltre ad una manovra di richiamata più lunga, il velivolo compirà anche una manovra di “alfa-sweep”, tale cioè da variare l’angolo d’attacco mantenendo costante la velocità, ed una virata; la velocità massima raggiunta sarà di Mach 1,2 (circa 1.500 km/h) contro i Mach 1,07 del primo volo. Terminata la fase sperimentale, un’ulteriore manovra porterà al rallentamento del velivolo fino ad una velocità prossima a Mach 0,2 (circa 250 km/h), che consentirà l'utilizzo di un paracadute convenzionale prima della fase di ammaraggio. La durata di questo secondo volo sperimentale sarà di circa 140 secondi contro i 47 del primo.

Il velivolo, la cui funzione è quella di laboratorio volante, servirà ad estendere le conoscenze già acquisite nei settori di aerodinamica e strutture e a testare l’affidabilità delle tecnologie e delle leggi di controllo utilizzate per la navigazione con guida automatica.
Nelle ultime fasi di preparazione al volo, sarà completata l’istallazione a bordo di un esperimento passeggero proposto da una PMI e basato sull’uso della tecnologia MEMS (sistemi elettromeccanici miniaturizzati) per la misurazione delle accelerazioni caratteristiche del volo.
In futuro, Polluce sarà a disposizione di quanti, tra aziende, enti di ricerca, università, rispondendo all’Announcement of Opportunity, vorranno sfruttare i voli dell’USV per condurre esperimenti, sia sulla base delle apparecchiature già esistenti a bordo, sia imbarcando proprie strumentazioni in uno spazio appositamente progettato. La realizzazione della prossima missione vedrà ancora una volta il coinvolgimento massiccio di enti governativi come l’ASI, per il supporto alle operazioni di lancio; l’Aeronautica Militare, per l’utilizzo della stazione mobile per la telemetria relativa agli esperimenti scientifici e delle capacità del PISQ; l’ESA per l’utilizzo del sistema satellitare Artemis per le telecomunicazioni; la Marina Militare, per le operazioni di recupero del velivolo e del carrier dopo l’ammaraggio. Concepito nel 2000 e avviato nel 2002, il programma USV (Unmanned Space Vehicles) è giunto in poco più di quattro anni ad effettuare un primo lancio, con “Castore” (che con oltre l’80% degli obiettivi raggiunti è stato un successo non solo per il CIRA, ma per tutto il sistema aerospaziale italiano), ed ora a solo un anno di distanza si prepara al secondo lancio, con il velivolo gemello “Polluce”, ed un terzo volo è già previsto per la fine dell’anno. Obiettivo di questa missione e di quelle in programma è l'acquisizione di dati relativi al volo transonico e supersonico con la prospettiva di investigare, nel prossimo futuro, anche le complesse fasi del volo ipersonico (5000-6000 km/h) in atmosfera e di rientro dallo spazio per mettere a punto alcune delle principali tecnologie e metodologie che consentiranno alle nostre imprese di sviluppare i futuri velivoli spaziali e transatmosferici in grado di ridurre notevolmente il tempo di collegamento tra diversi continenti.

Per altre informazioni, consultare il sito www.cira.it

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