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Il cloud computing fa volare l'occupazione

Secondo il Cloud Dividend report 2011, saranno 2,4 milioni i posti di lavoro generati entro il 2015

informatica - 27 luglio 2011

Il cloud computing sarà un importante driver per la crescita complessiva, la competitività e la generazione di nuovo business per l’intera Europa. Ad affermarlo è il Cloud Dividend report 2011, pubblicato dal Centre for Economics & Business Research (Cebr) e sponsorizzato da EMC.

Entro il 2015 saranno generati in Europa 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro, con un giro d’affari pari a 763 miliardi di euro, che riguarderà tutti i settori. Lo studio, che ha preso in esame i modelli di cloud computing pubblico, privato e ibrido, stima che gli effetti maggiori deriveranno da una combinazione tra creazione e sviluppo di nuove attività, favorite dalle potenziali riduzioni delle barriere di accesso al mercato e dei costi di esercizio.

In particolare, il report sottolinea il ruolo che questa tecnologia avrà nella ripresa economica in Europa, soprattutto in rapporto alla minaccia rappresentata in maniera crescente dalle economie emergenti, tipicamente caratterizzate da elevati livelli di competitività.

Il coud computing ha rilevato significativi vantaggi economici legati alla sua adozione nei vari settori verticali (distribuzione, retail, hospitality; servizi bancari e finanziari; pubblica amministrazione, education e sanità; industria e manifatturiero). Entro il 2015, considerando il solo settore della pubblica amministrazione – guidata dai settori dell’education e della sanità – si stimano 800.000 nuovi posti di lavoro, sui 2,4 milioni previsti complessivamente nei 5 principali paesi europei, ossia Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna.

Nonostante la sfavorevole congiuntura economica, lo studio del Cebr stima che il maggior ritorno economico sarà conseguito dai settori della distribuzione e dall’hospitality, in particolar modo in Francia, Italia, Regno Unito e Spagna. In Germania, invece, sarà il settore finanziario e dei servizi bancari a risultare più forte, con un risparmio di 1,8 miliardi di euro.

Posti di lavoro creati e vantaggi complessivi (2010 – 2015) 

Tra gli altri settori si considerano: agricoltura e pesca, energia e utility, costruzioni, trasporti, comunicazioni e logistica

Fonte: analisi Cebr

O.O.

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