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La caldaia a zero emissioni: il prototipo in collaudo a Pordenone

Frutto del lavoro di Area Science Park di Trieste e Stp, l'innovativa pompa di calore ad alta temperatura promette di rivoluzionare il mercato delle caldaie

impianti - 23 febbraio 2011

Il primo prototipo è già in collaudo a Pordenone, dove in un comprensorio scolastico è stata installata un’innovativa “caldaia” che fa a meno di combustibili fossili e quindi non inquina. Si tratta di una pompa di calore ad alta temperatura (PdC HT) in grado di produrre acqua calda superiore ai 75°C, capace di sostituire le attuali caldaie da riscaldamento senza la necessità di rifare completamente l’impianto.

La sperimentazione in corso nella scuola di Pordenone sta facendo registrare risultati molto positivi, con rendimenti addirittura superiori alle attese: 115 kW di potenza effettiva, sensibilmente superiore ai 100 kW preventivati. L’innovativa pompa di calore consente, già da ora, di riscaldare palestra e spogliatoi e di produrre acqua calda sanitaria per tutta la scuola. L’impianto di Pordenone servirà anche da laboratorio per la verifica e il miglioramento della tecnologia e delle sue performance.

Un vero salto tecnologico nel settore, un’innovazione in corso di brevetto, da cui presto nascerà in Area Science Park, in collaborazione con la società Stp, uno spin-off imprenditoriale del parco scientifico triestino.

Questo primo test, molto soddisfacente, rende più vicino il raggiungimento del principale obiettivo degli ideatori: sostituire le caldaie degli impianti di riscaldamento tradizionali, ad esempio nei condomini, con pompe di calore ad alta temperatura. Una soluzione, questa, che avrebbe molteplici vantaggi economici, gestionali, oltre che ecologici.

Sul lato energetico, infatti, è rinnovabile almeno il 70% dell’energia necessaria a generare il calore, con zero emissioni in loco, drastica riduzione dell’inquinamento nelle città e conseguente sensibile miglioramento del microclima urbano.

“Il nostro ruolo di parco scientifico – sottolinea il presidente di Area Science Park, Giancarlo Michellone – è quello di scoprire chi ha idee geniali e aiutarlo a realizzarle. È questo il caso di Stp, giovane società che ha inventato la pompa di calore ad alta temperatura, che promette di rivoluzionare il mercato delle caldaie da riscaldamento nei prossimi anni. Siamo riusciti a bruciare i tempi di ingegnerizzazione, realizzando il primo prototipo funzionante grazie a una ditta leader come Rhoss. I test sono un successo e presenteremo la nuova tecnologia a istituzioni, imprese e giornalisti il prossimo 28 febbraio a Pordenone”.

La pompa di calore ad alta temperatura rientra nel piano Enerplan per la produzione e l’uso efficiente dell’energia, cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

di O.O.

sul canale impianti
ligabue 07 marzo 2011 alle 16:50:18

Si, ma come funziona? Con quale comburente e da dove prende energia?

santo parisi 01 marzo 2011 alle 09:50:06

Tra tante parole ne manca una: la verifica del secondo principio della termodinamica. (E non è solo un dettaglio)

01 marzo 2011 alle 08:32:29

Interessante, ancora più interessante sarebbe aver qualche dettaglio in più. P.d.c. che condensano ad oltre 75°C sono già in commercio con sistemi bistadio (R410+R134). Non vorrei fosse l'ennesima scoperta dell'acqua calda, magari abbinata ad un'impiantistica basata sulla costosa tecnica del geoscambio; gli interlocutori tanto per la cronaca sono una società di progettazione impiantistica (Stp ing. Pellegrini S.r.l.) ed un "assemblatore" di componenti frigorifere (Rhoss); sarei sorpreso che una rivoluzione venisse da degli outsider anche se c'è da tenere presente che i big competitors giapponesi, che gestiscono la filiera e know out di compressori, scambiatori ed elettronica, salvo alcune pur pregevoli realizzazioni, non hanno ancora preso sul serio l'argomento.

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