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Mega gasdotto per la Cina

Inaugurato dal presidente cinese il gasdotto che convoglierà 40 miliardi di metri cubi di gas verso la Cina

ambiente - 18 dicembre 2009

E’ stato inaugurato il 15 dicembre il gasdotto che porta il gas dell'Asia centrale alla Cina affamata di energia per sostenere la sua crescita che, anche nel bel mezzo del crisi mondiale, ha fatto registrare un balzo del Pil di oltre l'8%.

Alla cerimonia, sulle rive del fiume Amu-Daira, alla frontiera tukmeno-uzbeca, erano presenti il presidente cinese Hu Jintao ed i suoi colleghi di Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan. Quello inaugurato ieri, lungo 1.833 chilometri, in realtà è uno dei due gasdotti previsti, l'altro entrerà in servizio nel 2010. Il gasdotto parte dalla frontiera tra Turkmenistan ed Uzbekistan, attraversa l'Uzbekistan ed il Kazakistan e arriva nella turbolenta regione autonoma del Xinjiang, dove vivono i musulmani uiguri che vedono in questo patto economico-energetico tra cinesi e Paesi dell'Asia centrale ex sovietica un pericolo, soprattutto temono di perdere le loro basi di appoggio tra la diaspora uigura in quei Paesi.

Ma l'affare è troppo grande per tener conto della disperata lotta indipendentista dei fratelli musulmani del Turkestan Orientale: i gasdotti verranno collegati alla rete cinese e trasporteranno il gas dalle desolate steppe del Turkmenistan fino alle luccicanti metropoli costiere cinesi di Shanghai, Guangzhu e ad Hong Kong.

Soddisfattissimi naturalmente anche i cinesi che mettono piede in quell'Asia centrale dalla quale i sovietici li avevano sempre tenuti alla larga: «Questo progetto gasiero - spiega l'agenzia ufficiale Xinhua - risponderà agli interessi a lungo termine della Cina e dei Paesi dell'Asia centrale e promuoverà lo sviluppo socio-economico dei Paesi della regione».

Secondo la stampa turkmena controllata dal governo «La fornitura di gas naturale verso la Cina è importante per la messa in opera della strategia nazionale, che mira a diversificare le esportazioni energetiche sul mercato internazionale». Tradotto in linguaggio non diplomatico vuol dire che l'Asia centrale si sta affrancando dal monopolio russo sul gas e sul petrolio.

Una volta completato, nel 2013, il gasdotto convoglierà verso Pechino 40 miliardi di metri cubi di gas l'anno per 30 anni. Il costo previsto e' di 20 miliardi di dollari.

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