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Al Premio Lamarck trionfa il robot interattivo Saracen

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Saracen sta per “Socially assistive robotic autistic children education” ed è un robot capace di assistere bambini affetti da autismo, messo a punto da Dario Cazzato, Giuseppe Carlo Palestra e Francesco Adamo, vincitori del Premio Lamarck. Il premio si rivolge alle startup italiane più promettenti e è stato consegnato ai vincitori durante lo Smau Bari 2014, importante evento dedicato alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). 

Saracen è un robot socialmente interattivo che si propone di minimizzare il ”rifiuto” del bambino verso il mondo esterno contribuendo ad accrescere il suo livello di concentrazione. L’idea è nata sulla base delle ricerche compiute nell’ultimo decennio sui disturbi dello spettro autistico che hanno dimostrato come i bambini colpiti da autismo riescano a processare più facilmente le informazioni visive rispetto a quelle uditive e come rispondano positivamente all’interazione con i robot.

Il piccolo robot è dotato di abilità come quella di saper riconoscere le espressioni del viso – come paura, tristezza e gioia – e programmare i suoi comportamenti di conseguenza. Inoltre, Saracen è in grado di tracciare i movimenti dell’occhio dei bambini, così da agire in modo da stimolare il loro livello di attenzione. Il progetto che ha permesso la messa a punto di Saracen è stato finanziato dal Miur, attraverso il Programma operativo nazionale ricerca e competitività, Ponrec. Rappresenta un piccolo gioiello della tecnologia made in Italy sviluppato dai giovani ricercatori con la collaborazione dell Istituto nazionale di ottica (Ino), del Cnr e dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr.

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