Acquisti verdi e CAM: la Pa è ancora indietro, secondo i dipendenti della Pa | Ingegneri.info

Acquisti verdi e CAM: la Pa è ancora indietro, secondo i dipendenti della Pa

La sostenibilità delle Pubbliche Amministrazioni è ancora ‘teorica’: secondo un’indagine che ha coinvolto gli stessi dipendenti della Pa, su acquisti verdi e applicazione dei CAM c’è ancora tanto da fare

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La PA dovrebbe essere l’attore principale della rivoluzione “verde”: dovrebbe, al condizionale, perché in Italia l’enorme potenziale che garantirebbe il Green Public Procurement, cioè il Piano d’Azione per la sostenibilità dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione, è ancora ben lontano dall’essere interiorizzato, e certamente applicato.
A dirlo, paradossalmente, sono gli stessi dipendenti della Pa, che in un’ipotetica scala da 1 a 10 su quanto sono ‘green’ le scelte degli enti in cui lavorano, raramente assegnano voti che raggiungono la sufficienza.
A fare il punto è l’indagine di FPA “Pratiche di consumo sostenibile a lavoro”, che ha coinvolto un panel di circa 700 dipendenti pubblici (e 100 privati) interrogandoli su quanto siano “green” le loro organizzazioni e quanto sostenibili le proprie scelte di consumo sul luogo di lavoro. L’indagine completa sarà presentata a FORUM PA 2017 (Roma Convention Center “La Nuvola”, 23-25 maggio).

Per Gianni Dominici, Direttore di FPA:
“Il passaggio a un’economia sostenibile richiede un salto culturale forte. Da un lato è necessario dotare le pubbliche amministrazioni di competenze e strumenti adeguati, dall’altro ne va rafforzato il ruolo propulsivo e di sensibilizzazione rispetto alle scelte di consumo e produzione di cittadini e imprese, primi fra tutti i propri dipendenti. 14 occupati su 100 in Italia sono impiegati pubblici con proprie abitudini di consumo nell’attività lavorativa quotidiana. Se le amministrazioni saranno trainanti nel promuovere e incentivare i comportamenti sostenibili nei luoghi di lavoro, proprio dal settore pubblico potrà venire la ‘green revolution’”.

Come funziona l’indagine
Ai dipendenti della PA è stato chiesto di assegnare un voto medio pari a 4,9 (in una scala da 1 a 10) alla sostenibilità delle Pubbliche Amministrazioni. Tra i vari enti, le Regioni hanno ottenuto il risultato migliore, ma comunque al di sotto della sufficienza, con una valutazione media di 5,3. Proprio a queste, il PAN Green Public assegna un ruolo strategico imponendo di includere gli appalti verdi e sostenibili nella normativa regionale e di settore, oltre che nei programmi di spesa.

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I primi passi del green public procurement
Secondo i dipendenti pubblici le PA italiane stanno muovendo i primi passi verso la definizione di proprie politiche di Green Public Procurement. Il 14,1% dichiara che (secondo quanto in propria conoscenza) la propria amministrazione ha già introdotto i CAM (Criteri Ambientali Minimi) nelle proprie procedure d’acquisto. Per il 12,5% l’amministrazione ha provveduto all’individuazione dei prodotti e servizi ai quali applicarli Mentre sono ancora molto poche quelle che hanno formalizzato la politica degli acquisti sostenibili (9,3%) che hanno organizzato iniziative di informazione e formazione al personale sulla sostenibilità (9,3%) che provvedono al monitoraggio degli acquisti verdi effettuati (7,4%) e soprattutto quelle che hanno definito chiaramente gli obiettivi e i target da raggiungere (6,7%).
“È chiaro che questi numeri devono essere ben diversi per far sì che la “green revolution” abbia luogo nel nostro paese e sia trainata dalle Pubbliche amministrazioni – commenta Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA -. Per questo secondo il Panel dell’indagine di FPA una PA dovrebbe stabilire una propria strategia e dei propri obiettivi rispetto agli acquisti verdi”.

Quali tra i seguenti “step” ha già effettuato la tua organizzazione nel percorso di definizione della propria politica di acquisti green?

Val %
Ha introdotto criteri di sostenibilità nelle procedure di acquisto 14,1
Ha individuato prodotti e servizi ai quali applicare i criteri del Green Procurement 12,5
Ha già provveduto a formalizzare la politica degli acquisti sostenibili 9,3
Ha organizzato iniziative di informazione e formazione al personale su sostenibilità e/o acquisti verdi 9,3
Provvede al monitoraggio degli acquisti verdi effettuati 7,4
Ha definito chiaramente gli obiettivi e i target per i propri acquisti verdi 6,7

Il gpp come leva per lo sviluppo sostenibile
Nelle opinioni degli intervistati quella del Green Public Procurement non è tanto un’occasione per far risparmiare (individuata dal 5,5% degli intervistati), né solo uno strumento per diminuire l’impatto sull’ambiente dei consumi pubblici (34,4%), ma è soprattutto la miccia per dare impulso ad un’economia e ad una crescita sostenibile come individua oltre metà del campione.
In ragione di questo obiettivo il ruolo della PA non può essere ridotto a quello di “consumatore responsabile”, ma deve essere letto come propulsore di nuovi modi di consumare e produrre. Cosa c’è da fare? Secondo gli intervistati oltre a rispettare gli obblighi di legge, le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero mettere in campo iniziative educative e di sensibilizzazione rispetto a tutto il personale (82,7%).

Perché una PA dovrebbe stabilire una propria strategia/obiettivi di Acquisti verdi?

Val%
Risparmiare denaro 5,6
Diminuire l’impatto sull’ambiente 3,4
Dare impulso ad un’economia e ad una crescita sostenibile 56,8
Altro 3,3
Totale 100,0

Secondo te un’Amministrazione Pubblica deve definire un programma di formazione e sensibilizzazione sui temi del Green Public Procurement rivolto a:

Val%
Gli amministratori 11,5
Il personale coinvolto nel processo di acquisto 5,8
Tutto il personale dell’ente 82,7
Totale 100,0

Per approfondire, leggi anche: Criteri Ambientali Minimi: novità su base d’asta e materiali riciclati

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