Rifiuti, allarme di Galletti: sempre scarsa la differenziata a Roma | Ingegneri.info

Rifiuti, allarme di Galletti: sempre scarsa la differenziata a Roma

Nella recente audizione in Senato sul tema dei rifiuti, il Ministro Galletti ha lanciato un allarme per la situazione in alcune regioni.E nella Capitale.

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Sebbene per il 2015 non siano ancora disponibili dati ufficiali di ISPRA, i quantitativi di rifiuti urbani prodotti da Roma si attestano intorno alle 1.700.768 tonnellate, di cui si stima la produzione di circa 700.320 tonnellate di differenziata (41,17%) e 1.000.448 tonnellate di rifiuto indifferenziato. Per quanto rigurada la frazione organica, avendone Roma prodotta nel 2014  per 202.130 t, ed essendo incrementata la percentuale di differenziata, si stima un valore sicuramente superiore per il 2015.

Si tratta dunque di un vero allarme quello lanciato in audizione al Senato dal Ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, riguardo alla situazione della gestione dei rifiuti nella capitale. E in alcune Regioni, come vedremo nei prossimi articoli.

 

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Fabbisogno e dotazione di impianti di Roma

“Per la gestione dell’indifferenziato Roma è servita da 4 impianti Tmb – ha osservato – che complessivamente sono autorizzati a trattare 3mila tonnellate al giorno  per 6 giorni a settimana”.

Considerando un quantitativo annuo di rifiuto indifferenziato pari a 1.000.448 t, a Roma si producono giornalmente  3.206 tonnellate di rifiuti indifferenziati da destinare al trattamento” cui si aggiungono 300 tonnellate da Ciampino, Fiumicino e Città del Vaticano. “Pertanto, è evidente un deficit di capacità impiantistica di trattamento, pari a circa 500 tonnellate/giorno”.

Anche peggiore la situazione per  la frazione umida.

Per il compostaggio “E’ attivo l’impianto di Maccarese da 30.000 tonnellate annue, che evidentemente non copre – se non in minima parte – il fabbisogno attuale pari a circa 200 mila. Un fabbisogno – aggiunge il Ministro – destinato a incrementare sensibilmente col progredire della raccolta differenziata, attualmente ferma a percentuali al di sotto degli obiettivi di legge”.

E’ vero che nel resto della Regione Lazio operano anche altri impianti, ma nel loro insieme anch’essi non riescono a soddisfare le esigenze complessive regionali. La capacità impiantistica attuale viene infatti stimata in 250.500 t/anno (effettivamente operativa solo per 70.500), mentre il fabbisogno residuo di compostaggio da soddisfare su scala regionale, se si arrivasse al 65% di raccolta differenziata, ammonterebbe a circa 500 mila tonnellate/anno.

 

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 “Sebbene risulti in corso il procedimento autorizzativo presso la Regione su due impianti di compostaggio, che possono sopperire alle esigenze impiantistiche della Capitale, le tempistiche per la loro eventuale realizzazione e operatività non sono sicuramente brevi.

Per quanto riguarda il fabbisogno di incenerimento, solo una parte dei rifiuti trattati in uscita dai Tmb di Roma vengono portati agli impianti di termovalorizzazione di San Vittore e Colleferro, gli unici operativi nella Regione, non sufficienti a soddisfare l’attuale fabbisogno”.

“Pertanto, per chiudere il ciclo dei rifiuti limitando al minimo il ricorso al conferimento in discarica, la Regione deve puntare sullo sviluppo della raccolta differenziata, e potenziare la capacità impiantistica di incenerimento per il recupero energetico delle frazioni secche non riciclabili.”

Il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata ha infatti concorso a mantenere elevati i quantitativi dei rifiuti avviati a smaltimento, circa 500 mila tonnellate di rifiuti all’anno, ovvero il 50% dell’attuale fabbisogno di discarica dell’intera Regione Lazio.  “Se non verrà chiuso il ciclo dei rifiuti”, aggiunge Galletti, “sarà necessario realizzare un nuovo impianto di incenerimento”.

 

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Criticità del sistema

“E’ compito di Roma Capitale  avviare le diverse frazioni di rifiuto provenienti dalla raccolta di rifiuti urbani anche differenziati ad impianti in possesso delle necessarie autorizzazioni”  in modo da  garantire alle utenze, conlude il Ministro “un servizio adeguato e commisurato alla tariffa corrisposta, che vede in Roma costi specifici annui pro capite più elevati rispetto ai valori medi degli altri comuni”.

 

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