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Ambiente, la Lombardia verso l’azzeramento del consumo di suolo

Una delibera regionale prevede una serie di interventi specifici, tra questi il: censimento e monitoraggio delle aree dismesse, incentivi per semplificare il recupero e la bonifica dei suoli

Consumo di suolo
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Un primo passo concreto verso l’azzeramento del consumo di suolo nella nostra regione nei prossimi anni”. Così Pietro Foroni, assessore al Territorio, Urbanistica e Protezione Civile di Regione Lombardia, presenta il provvedimento della Giunta, approvato nei giorni scorsi, che prevede tre interventi specifici: il censimento e il monitoraggio costante delle aree dismesse in tutto il territorio, la ricognizione dei programmi regionali già operativi e la loro conseguente integrazione, nuovi strumenti normativi per incentivare e semplificare il recupero e la bonifica di aree dismesse.

Regione Lombardia apripista nella rigenerazione urbana

La delibera n. 11/207 di Regione Lombardia “Misure di semplificazione e incentivazione per il recupero del patrimonio edilizio (art. 4, comma 2. L.R. 31/2014) ha l’obiettivo di rendere più conveniente e facile il recupero di aree dismesse e la ristrutturazione e il recupero di vecchi edifici, piuttosto che costruire ex novo. “Siamo la regione apripista a livello nazionale nella rigenerazione urbana, grazie a misure che configurano per la prima volta una strategia unitaria e integrata di indirizzo”, aggiunge l’assessore Foroni. In particolare la delibera approvata oggi prevede un sistema di rilevamento e monitoraggio delle cosiddette “aree della rigenerazione“, cioè le “aree dismesse, da bonificare, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate“, mettendo a disposizione dei Comuni anche un sistema online per la raccolta delle informazioni e per il loro continuo aggiornamento. Informazioni che serviranno anche ai Comuni stessi per predisporre le Carte del consumo di suolo de Piani generali territoriali (PGT).

Il sistema di rilevamento e monitoraggio

Nella delibera si legge che al fine di promuovere processi di rigenerazione, Regione Lombardia, oltre a strutturare un sistema di conoscenza, è impegnata a:

  • supportare tecnicamente gli Enti locali attraverso azioni formative (rivolte sia al personale delle pubbliche amministrazioni sia ad esperti esterni), studi e atti di indirizzo concentrati prioritariamente sui temi della fattibilità delle trasformazioni (anche con riferimento al tema dell’accessibilità e della sostenibilità trasportistica), dell’analisi dei costi, della definizione di ipotesi di valorizzazione, della ricerca di finanziamenti europei o derivanti dai programmi operativi regionali e organizzare, anche con il supporto di enti di ricerca, organizzazioni e soggetti qualificati, un servizio di promozione delle aree che sia rivolto alla ricerca di investitori interessati a riqualificare le stesse;
  • svolgere, ove necessario e secondo le modalità previste dalla normativa vigente, un ruolo di regia e coordinamento nei processi di rigenerazione (anche nelle fasi istruttorie di piani/programmi) tra i diversi Enti e soggetti coinvolti.

Misure ed incentivi per la rigenerazione

Per incentivare i processi di rigenerazione, numerosi sono gli strumenti già vigenti in Lombardia, che diverse amministrazioni comunali hanno utilizzato, o stanno utilizzando e il cui utilizzo virtuoso “deve essere maggiormente diffuso anche attraverso azioni di formazione e informazione”. Nel merito delle disposizioni vigenti, le incentivazioni si riferiscono sostanzialmente a due forme: l’attribuzione di incrementi volumetrici o di superficie; la concessione di riduzioni di oneri o costi. Le misure sono finalizzate a “promuovere interventi volti a rigenerare non solo il tessuto urbano dismesso ma anche quello interessato da caratteristiche strutturali e di performance energetiche scadenti, nonché soggetto a interventi di bonifica ambientale”.

La delibera propone poi alcuni suggerimenti per i Comuni in modo che possano introdurre nei rispettivi PGT ulteriori misure di semplificazione e di incentivazione, in particolare:

  • localizzare uffici e funzioni di interesse pubblico preferibilmente nelle aree della rigenerazione, in modo che possano fungere da volani di attrattività e rinnovamento;
  • privilegiare gli interventi nelle aree già dotate di infrastrutture, e incoraggiare il riuso anche temporaneo del patrimonio edilizio esistente, individuando infine un unico responsabile dell’amministrazione a cui i soggetti possano far riferimento in tutte le fasi del procedimento.

La ricerca dei finanziamenti

Nel testo si prevede una ricognizione dei principali piani e programmi regionali di settore e dei bandi di finanziamento utili ad incoraggiare la rigenerazione urbana, in modo da arrivare a una loro integrazione a livello regionale, svolgendo nel caso anche un ruolo di regìa e di coordinamento degli Enti coinvolti a vario titolo. A questo proposito la “Regione Lombardia aiuterà concretamente i Comuni dal punto di vista formativo, della ricerca di finanziamenti (anche europei), della ricerca attiva di investitori interessati alle opere di riqualificazione, un’incentivazione dei processi attribuendo incrementi volumetrici o di superficie, e riducendo oneri e costi”.

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