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Arrivano le linee guida sul rischio idrogeologico versione 2.0: tutte le novità

Da Italiasicura ecco la versione 2.0 delle Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico. Le novità più importanti

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E’ stata pubblicata la Versione 2.0 del documento “Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico“, il testo ‘aperto’ e ‘in progress’ dedicato agli interventi di contrasto al rischio idrogeologico presentato per la prima volta in versione bozza a luglio e da allora soggetto a modifiche sensibili al confronto con professionisti e operatori del settore (download qui).

Come per la precedente versione, anche il documento 2.0 è aperto alla consultazione e alle proposte di integrazioni e modifiche. Questa fase ha riscosso successo nella prima fase, confermando l’attualità dell’argomento e al contempo la necessità di creare un testo coordinato e coerente alla problematiche del territorio italiano.

 

Il versione aggiornata del documento (Versione 2.0), pubblicata sul sito di Italia sicura, consta sempre nelle dodici schede tematiche:
“1. Valutazione del rischio ed esplicitazione dei criteri di gestione
2. Valutazione comparata delle diverse opzioni tecniche, attraverso metodi anche semplificati di analisi benefici/costi
3. Coerenza dell’intervento con la pianificazione e programmazione vigente
4. Analisi sistemica – aspetti spaziali con particolare riguardo ai fenomeni indotti e il non aggravio del rischio alla scala del bacino idrografico
5. Analisi sistemica – aspetti temporali e verifica sull’intero ciclo di vita dell’opera
6. Specifiche valutazioni di carattere idrologico e idraulico-fluviale
7. Specifiche valutazioni di carattere geologico, geotecnico e, per interventi di contrasto a fenomeni valanghivi, climatico e topografico
8. Effetti dell’intervento sulla morfodinamica fluviale, costiera e di versante
9. Effetti dell’intervento sull’ecosistema fluviale, ripario e costiero e sulla qualità delle acque
10. Effetti sociali ed economici dell’intervento
11. Considerazioni relative alla resilienza dell’intervento, anche nei confronti di scenari di cambiamento climatico
12. Codifica e inquadramento georeferenziato dei dati e delle informazioni qualificanti l’intervento”.

Quali interlocutori hanno apportato i propri contributi?
La versione 2.0 è arricchita dai contributi pervenuti da una vasta platea di interlocutori, tra cui:

  • Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM, www.minambiente.it);
  • Rete delle professioni tecniche (Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Chimici, dottori Agronomi e Forestali, Geologi, Geometri, Ingegneri, Periti agrari, Periti industriali, Tecnologi alimentari);
  • Esponenti del mondo accademico e della ricerca;
  • Tecnici e rappresentanti delle Pubbliche amministrazioni;
  • Studi di progettazione;
  • Privati cittadini.

Quest’ultimo soggetto rappresenta forse la giusta direzione verso, quello che è un aspetto fondamentale, la prevenzione e la conoscenza del rischio anche del non addetto ai lavori.
I contributi pervenuti sono disponibili al seguente link:

Quale tipo di contributi è pervenuto?
“Alcuni dei suggerimenti, pur se di indubitabile spessore tecnico, sono stati considerati come strettamente vincolati a ipotesi di riordino normativo di settore, e pertanto non aderenti alla natura delle “Schede”: per essi non è stato possibile individuare alcuna modalità di efficace integrazione nel testo. In altri casi la lunghezza e la specificità dei contributi era del tutto incompatibile con lo spazio a disposizione, a meno di penalizzarne contenuti essenziali. In quest’ultimo caso, invitiamo gli Autori anzi a estendere e completare il proprio pensiero in un documento ad hoc in modo che il testo possa essere valutato per l’inserimento tout court nella “base di conoscenza” che costituisce il vero retroterra culturale delle “Linee”.

Cosa è stato proposto?
“I contributori hanno proposto di integrare nuove schede tematiche su argomenti di rilevanza generale, quali ad esempio l’interoperabilità delle stazioni di misura, temi inerenti la Protezione civile o la copertura di lacune relative a fenomeni quali le valanghe o la subsidenza. Nella maggior parte dei casi, hanno chiesto di sottolineare o precisare alcuni concetti quali l’invarianza idraulica, la gestione dei sedimenti, gli interventi non strutturali, la gestione del rischio residuo, la manutenzione e il monitoraggio degli interventi”.
Tra gli aspetti osservati è stata evidenziata, la lacuna inerente le opere esistenti, per cui sarebbe estremamente necessario un documento che richiami i crismi di manutenzione dell’opera ordinaria e straordinaria, affinché assolva le sue funzioni progettuali nonché la sua vita utile. La proposta fatta, ad esempio, dal prof. V. Ferro (Università di Palermo) riguarda infatti l’inserimento di una scheda 5bis dal titolo “Analisi sistemica – Manutenzione delle opere esistenti”.

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