Audit di Sge: le fasi di implementazione e funzionamento | Ingegneri.info

Audit di Sge: le fasi di implementazione e funzionamento

Dal controllo ed efficienza dei processi all'approvvigionamento di servizi, prodotti, forniture energetiche: ecco gli elementi cruciali delle fasi di implementazione e funzionamento di un Sge

wpid-27023_auditsge.jpg
image_pdf

Più volte fino a ora si è fatto riferimento alla necessità di tracciare il raggio d’azione entro il quale l’EnMS risulta attivo e utilizzato: ciò risulta indispensabile in quanto, alla base di una buona riuscita dell’EnMS, vi è una corretta analisi dei processi che dipende direttamente dal perimetro di indagine e osservazione che è stato assunto. Per questo è necessario valutare attentamente quali sono le attività da prendere in considerazione (generalmente interne, ma a volte possono essere anche esterne), dalla pianificazione di procedure e di processi, alla manutenzione di strutture, impianti e attrezzature, ai consumi energetici derivanti da tutti gli strumenti e beni utilizzati in azienda ecc. 
Oltre a individuare l’insieme di tutti i processi da includere nell’analisi, ogni impresa dovrà riuscire a capire quali di questi processi sono caratterizzati da un maggiore utilizzo di energia, così da porre su di essi particolare attenzione e condurli in maniera da controllare o ridurre gli impatti negativi ad esse correlati.
Per assicurare che le attività correnti e le manutenzioni svolte su attrezzature e sistemi vengano condotte in modo ottimale si possono considerare alcune indicazioni:
• individuare in maniera prioritaria quali sono le attività manutentive indispensabili da svolgere su impianti particolarmente impattanti dal punto di vista energetico;
• stabilire, per tutte le attività manutentive da svolgere (siano esse relative a impianti, processi, o attrezzature), specifiche prescrizioni operative da seguire in maniera tale da migliorare le prestazioni energetiche;
• impostare un’adeguata comunicazione inerente sia i comportamenti che il personale deve tenere sia le modalità di gestione dei processi da parte dello stesso personale.
A queste indicazioni se ne possono aggiungere altre, volte ad assicurare il rispetto di intervalli regolari nelle azioni manutentive da esercitare. Ad esempio può essere utile:
• integrare i piani operativi redatti per guidare la fase operativa di intervento su macchinari, attrezzature e impianti con un vero e proprio calendario degli interventi al fine di specificare nel dettaglio gli intervalli di manutenzione per gli impianti a maggiore impatto energetico;
• individuare il personale responsabile del funzionamento e della manutenzione delle attrezzature; 
• procedere alla stesura di piani per la revisione di impianti e descrittivi di come la valutazione deve essere condotta.
Un altro modo attraverso il quale favorire l’efficienza energetica riguarda il rinnovamento e la riprogettazione di impianti e strutture. Infatti dover modificare o progettare strumentazioni ed edifici dà la possibilità di farlo in un’ottica di efficienza, tenendo conto delle più valide possibilità e sfruttando fonti di energia alternativa. Ciò può consentire di migliorare le prestazioni energetiche, il controllo operativo e conseguire risparmi di costi ed energia. Per dimostrare la diligenza e l’impegno dell’impresa nel perseguire i propri obiettivi di miglioramento delle prestazioni energetiche, può essere opportuno che i risultati delle attività di progettazione vengano registrati.
Infine risparmi significativi possono essere ottenuti durante l’acquisto di servizi energetici, prodotti, attrezzature; a tale fine è importante che gli aspetti legati all’efficienza energetica siano considerati sempre tra i criteri di valutazione durante il processo di appalto definendo, ad esempio, dei processi per:
• rendere l’efficienza energetica un criterio nell’assegnazione degli appalti;
• stabilire linee guida per l’appalto di quei prodotti che consumano molta energia, definendo specifiche di acquisto tali da garantire un consumo energetico efficace;
• stabilire i criteri di valutazione dei consumi energetici per quelle attrezzature e servizi che hanno un impatto significativo sul rendimento energetico dell’impresa.

LEGGI ANCHE:

ISO 50001: strumenti gestionali per il miglioramento delle prestazioni energetiche del costruito

Audit di Sge: requisiti legali e analisi energetica

Audit di Sge: pianificazione energetica, obiettivi e traguardi

Audit di Sistemi di gestione dell’energia: requisiti del Sistema e politica energetica

I piani operativi dell’Energy Manager secondo la Iso 50001

Professione Energy Manager: chi è e cosa fa

La ISO 50001 come modello di diagnosi energetica

L’autore


Giancarlo Paganin

Ingegnere, professore associato di tecnologia dell’architettura presso il Dipartimento ABC “Architecture, Built environment and Construction engineering” del Politecnico di Milano, dove svolge attività di didattica e ricerca occupandosi dei temi relativi a: qualità del progetto; qualità e innovazione del prodotto e del processo edilizio; sicurezza nell’uso degli ambienti costruiti e sicurezza dei lavoratori; gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari; efficienza energetica in edilizia. Dal 2003 è chairman del Gruppo di Lavoro del CEN “Comitato Europeo di Normazione” TC 319/WG7 “maintenance of buildings”. Dal 1994 svolge attività nell’ambito dei sistemi di gestione e di ispezione su progetti e cantieri.

L’autore


Fabiana Olivieri

Ingegnere, laureata con lode in “Gestione del costruito” presso il Politecnico di Milano. Si è precedentemente occupata di sistemi di gestione dell’energia, di gestione della sostenibilità degli eventi, di implementazione di un sistema di gestione integrato nell’ambito di una organizzazione internazionale operante nella gestione di patrimoni immobiliari. Attualmente è impiegata nel settore Real Estate in ambito di consulenza strategica e di fattibilità d’investimento, valutazione economico/finanziaria di progetto nonché di analisi di highest and best use in ottica di valorizzazione di asset e portafogli immobiliari.

Riferimenti Editoriali


ISO 50001 – Strumenti gestionali per il miglioramento delle prestazioni energetiche del costruito

Il testo si colloca nell’ambito degli studi su un tema di grande attualità quale quello del miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti; la chiave di lettura è quella di un approccio che persegua il miglioramento dell’efficienza a partire da una visione sistemica della gestione energetica del patrimonio costruito. La visione proposta è quella descritta dai sistemi di gestione dell’energia che sono stati, negli ultimi anni, oggetto di grande interesse e attenzione da parte di organizzazioni che hanno voluto perseguire riduzioni significative dei propri consumi energetici e delle corrispondenti emissioni in atmosfera; tale attenzione ha portato recentemente allo sviluppo di uno standard internazionale – la norma ISO 50001 – che fissa i requisiti e descrive le caratteristiche principali dei sistemi di gestione dell’energia.

Il libro si articola in due sezioni: una introduttiva propone alcune chiavi di lettura del quadro di riferimento attualmente delineato per i processi di miglioramento delle prestazioni energetiche di processi e edifici; una di approfondimento che propone uno strumento metodologico e operativo, utilizzabile da organizzazioni di diversa natura, dal manifatturiero alla gestione dei patrimoni immobiliari, per valutare il proprio posizionamento rispetto alla conformità con i requisiti della norma UNI EN ISO 50001:2001 assunta come riferimento rappresentativo dei diversi modelli di sistemi di gestione dell’energia.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

Vai all’approfondimento tematico

Copyright © - Riproduzione riservata
Audit di Sge: le fasi di implementazione e funzionamento Ingegneri.info