Audit di Sge: pianificazione energetica, obiettivi e traguardi | Ingegneri.info

Audit di Sge: pianificazione energetica, obiettivi e traguardi

Come individuare gli obiettivi e i traguardi per la pianificazione energetica da realizzare secondo lo standard Iso 50001

wpid-26968_auditsge.jpg
image_pdf

Una volta raccolti tutti i dati necessari a un’analisi consapevole dei processi e delle prestazioni energetiche dell’impresa, è necessario sviluppare obiettivi coerenti con la politica energetica, che dovrebbero avere carattere globale e di lungo termine: questi potranno essere attuati attraverso traguardi di breve periodo, in accordo con quanto previsto dal principio del miglioramento continuo PDCA
Sia gli obiettivi che i traguardi dovrebbero fare riferimento alle principali attività, aree, processi o funzioni dell’impresa.
Gli obiettivi devono partire dai consumi energetici, di conseguenza devono prendere come riferimento principale tutti quei parametri che possono influenzarli, facendo sì che questi stessi parametri vengano selezionati tenendo a mente la necessità che siano misurabili. D’altra parte i traguardi che ne derivano devono essere ambiziosi ma al contempo sufficientemente realistici da poter essere conseguiti nel periodo previsto. 
Definire gli obiettivi richiede di tener conto simultaneamente dei dati raccolti (vale a dire principali usi energetici e opportunità di miglioramento emerse nell’analisi energetica, condizioni finanziarie, operative, tecnologiche) e degli obblighi legali cui l’impresa deve attenersi, e nel farlo è necessario verificare che:
• l’obiettivo primario al quale attenersi sia sempre il miglioramento dell’efficienza e delle prestazioni energetiche;
• si parta da parametri che hanno dirette conseguenze sull’efficienza energetica per poi individuare corrispondenti traguardi misurabili;
• obiettivi, traguardi e programmi siano periodicamente documentati e aggiornati.
Alcuni spunti per la formulazione degli obiettivi possono essere:
• processi produttivi (ad esempio nuovi dispositivi e motori a elevata efficienza, introduzione di sensori per lo spegnimento automatico, uso dei sistemi automatizzati integrati);
• strumentazione di controllo (ad esempio maggiore utilizzo di strumenti di controllo elettronici a elevata efficienza, con stand-by o spegnimento automatico, azionamento a velocità variabile);
• riscaldamento e raffrescamento a intensità variabile (ad esempio nuovi dispositivi e sistemi con rilevamento della temperatura raggiunta, utilizzo di sistemi passivi e naturali);
• logistica (ad esempio maggiore organizzazione nella distribuzione merci, migliore pianificazione della capacità produttiva con conseguente utilizzo ottimale degli impianti);
• elevata efficienza tramite produzione combinata di calore ed energia elettrica (ad esempio impianti di cogenerazione o di trigenerazione).
Se gli obiettivi fin qui elencati sono principalmente riferibili ad attività di carattere industriale, nel caso di gestione di patrimoni immobiliari alcuni spunti potrebbero essere:
• illuminazione e consumi di elettricità (ad esempio nell’utilizzo di strumenti di controllo elettronici, rilevatori di presenza, motori elettrici a elevata efficienza, installazione di terminali a ridotto consumo);
• raffrescamento/riscaldamento (ad esempio nuovi dispositivi e sistemi, utilizzo passivo dell’energia solare e della ventilazione);
• elevata efficienza tramite produzione combinata di calore ed energia elettrica (ad esempio impianti di cogenerazione o di trigenerazione).
Gli obiettivi formulati dovrebbero successivamente essere declinati in traguardi per permetterne una più efficace attività di monitoraggio; è possibile porsi alcune domande al fine di definire traguardi validi e mirati, quali ad esempio:
• il macro-obiettivo di riduzione dei consumi a quale aspetto o componente energeticamente inefficiente corrisponde?
• quale deve essere, da un punto di vista quantitativo, la riduzione da conseguire? (tale valutazione quantitativa può essere svolta mediante l’utilizzo di indicatori unitari, ad esempio kWh/unità di produzione, kWh/k€, così da rendere anche le successive revisioni “assolute” rispetto alla produzione reale);
• quale sarà l’effettivo valore economico legato agli interventi di efficientamento energetico (periodo di pay-back, CO2 eq risparmiata ecc.)? E quali i costi (costi di investimento, costi di esercizio, costi del personale, consulenze ecc.)?
• quanto tempo sarà realisticamente necessario per conseguire gli obiettivi? Quale è il termine ultimo entro il quale questi sono da considerarsi disattesi?
• è necessario integrare specifiche risorse umane per il conseguimento degli obiettivi?
• come si intende svolgere la verifica per il raggiungimento dei risultati?
Una volta definiti i traguardi, è necessario predisporre un piano d’azione che includa misure concrete per la loro realizzazione; le misure dovrebbero essere sviluppate in parallelo agli obiettivi energetici, tenendo anche conto di fattori come le spese di implementazione, i costi di investimento, il periodo stimato per il ritorno dell’investimento.
Concretamente il piano d’azione esprime:
• quanto l’impresa sia disposta ad aumentare la propria efficienza attraverso un piano di azioni da realizzare contestualmente e in futuro per un’ulteriore implementazione della gestione energetica;
• quanto fino a quel momento è stato fatto da un punto di vista energetico, a che punto si è giunti, cosa è stato previsto per il futuro, dove si vuole arrivare.
Tra le informazioni che possono essere incorporate nel piano di azione vi possono essere:
• la politica energetica aziendale;
• i dati di consumo energetico della baseline;
• obblighi di legge di riferimento e accordi volontari eventualmente sottoscritti;
• profilo della situazione energetica (dati emersi dal riesame energetico, consumi di energia passati, valutazione del SGE se esistente…);
• gamma delle effettive possibilità di risparmio emerse dall’analisi aziendale e motivazioni per cui ci si focalizza su alcune di essere con specifiche azioni da attuare;
• azioni programmate (per l’intero periodo cui il piano d’azione è riferito) per il risparmio e per migliorare la gestione energetica;
• studi di fattibilità per identificare le future possibilità e potenzialità di risparmio;
• modalità di svolgimento delle attività di monitoraggio e valutazione.
Tutti i passi fin qui descritti danno vita, congiuntamente, al programma di gestione energetica. 

LEGGI ANCHE: ISO 50001: strumenti gestionali per il miglioramento delle prestazioni energetiche del costruito

Audit di Sge: l’importanza della comunicazione e della formazione del personale

Audit di Sge: requisiti legali e analisi energetica

Audit di Sistemi di gestione dell’energia: requisiti del Sistema e politica energetica

I piani operativi dell’Energy Manager secondo la Iso 50001

Professione Energy Manager: chi è e cosa fa

La ISO 50001 come modello di diagnosi energetica

L’autore


Giancarlo Paganin

Ingegnere, professore associato di tecnologia dell’architettura presso il Dipartimento ABC “Architecture, Built environment and Construction engineering” del Politecnico di Milano, dove svolge attività di didattica e ricerca occupandosi dei temi relativi a: qualità del progetto; qualità e innovazione del prodotto e del processo edilizio; sicurezza nell’uso degli ambienti costruiti e sicurezza dei lavoratori; gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari; efficienza energetica in edilizia. Dal 2003 è chairman del Gruppo di Lavoro del CEN “Comitato Europeo di Normazione” TC 319/WG7 “maintenance of buildings”. Dal 1994 svolge attività nell’ambito dei sistemi di gestione e di ispezione su progetti e cantieri.

L’autore


Fabiana Olivieri

Ingegnere, laureata con lode in “Gestione del costruito” presso il Politecnico di Milano. Si è precedentemente occupata di sistemi di gestione dell’energia, di gestione della sostenibilità degli eventi, di implementazione di un sistema di gestione integrato nell’ambito di una organizzazione internazionale operante nella gestione di patrimoni immobiliari. Attualmente è impiegata nel settore Real Estate in ambito di consulenza strategica e di fattibilità d’investimento, valutazione economico/finanziaria di progetto nonché di analisi di highest and best use in ottica di valorizzazione di asset e portafogli immobiliari.

Riferimenti Editoriali


ISO 50001 – Strumenti gestionali per il miglioramento delle prestazioni energetiche del costruito

Il testo si colloca nell’ambito degli studi su un tema di grande attualità quale quello del miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti; la chiave di lettura è quella di un approccio che persegua il miglioramento dell’efficienza a partire da una visione sistemica della gestione energetica del patrimonio costruito. La visione proposta è quella descritta dai sistemi di gestione dell’energia che sono stati, negli ultimi anni, oggetto di grande interesse e attenzione da parte di organizzazioni che hanno voluto perseguire riduzioni significative dei propri consumi energetici e delle corrispondenti emissioni in atmosfera; tale attenzione ha portato recentemente allo sviluppo di uno standard internazionale – la norma ISO 50001 – che fissa i requisiti e descrive le caratteristiche principali dei sistemi di gestione dell’energia.

Il libro si articola in due sezioni: una introduttiva propone alcune chiavi di lettura del quadro di riferimento attualmente delineato per i processi di miglioramento delle prestazioni energetiche di processi e edifici; una di approfondimento che propone uno strumento metodologico e operativo, utilizzabile da organizzazioni di diversa natura, dal manifatturiero alla gestione dei patrimoni immobiliari, per valutare il proprio posizionamento rispetto alla conformità con i requisiti della norma UNI EN ISO 50001:2001 assunta come riferimento rappresentativo dei diversi modelli di sistemi di gestione dell’energia.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

Vai all’approfondimento tematico

Copyright © - Riproduzione riservata
Audit di Sge: pianificazione energetica, obiettivi e traguardi Ingegneri.info