Auditor di Sistemi di Gestione Ambientale: chi è e cosa fa | Ingegneri.info

Auditor di Sistemi di Gestione Ambientale: chi è e cosa fa

Dalla norma ISO che ne disciplina i requisiti alla situazione in Italia: un quadro completo del ruolo dell'auditor di SGA alla luce delle più recenti tendenze

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Chi è l’auditor di Sistemi di Gestione Ambientale

L’auditor di Sistemi di Gestione Ambientale (comunemente chiamato auditor ambientale) è un esperto che, nell’ambito di un Sistema di Gestione Ambientale – SGA (come disciplinato dalla norma ISO 14001:2015), conduce un “audit”, cioè un “processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere le evidenze dell’audit (registrazioni, dichiarazioni di fatti o altre informazioni) e valutarle con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri dell’audit sono stati soddisfatti” (ex norma ISO 19011:2011). Traducendo e semplificando: l’auditor ambientale verifica il SGA di un’organizzazione secondo le indicazioni fissate dalla norma di riferimento, iniziando dalla valutazione dell’idoneità della politica ambientale alla natura, alle dimensioni e agli aspetti ambientali delle attività, dei prodotti e dei servizi dell’organizzazione, passando per la valutazione dell’efficacia delle procedure volte ad identificare e valutare gli aspetti ambientali (tenendo conto delle prescrizioni legali e delle altre prescrizioni, dei portatori di interesse e in generale del contesto, in una logica di risk management), fino ad arrivare alla valutazione di quanto previsto nelle procedure di controllo operativo e in quelle per il monitoraggio delle prestazioni ambientali.
Un auditor ambientale (che può essere un lavoratore dipendente o un libero professionista) può svolgere tre tipologie di audit: di prima, seconda o terza parte.

Gli audit di prima parte

Gli audit di prima parte (o audit interni) sono svolti all’interno dell’organizzazione, per conto dell’organizzazione stessa, per verificare l’affidabilità complessiva del SGA implementato. L’auditor ambientale di prima parte deve conoscere i processi aziendali, gli aspetti e gli impatti ambientali associati alle singole attività, i meccanismi decisionali ed i metodi operativi dell’azienda. Questa attività viene di solito svolta da personale interno all’organizzazione adeguatamente formato (ad es. corsi di 24 ore per auditor interni e successivo addestramento).

Gli audit di seconda parte

Gli audit di seconda parte sono svolti dall’organizzazione per valutare i fornitori. Questa tipologia di audit è spesso utilizzata dalle aziende più strutturate che affidano alcuni processi aziendali in outsourcing. L’auditor ambientale di seconda parte, che anche in questo caso è spesso una figura interna all’organizzazione, ha il compito di recarsi presso le aziende terze verificando che determinati processi avvengano nel rispetto dei requisiti di un SGA documentato.

Gli audit di terza parte

Gli audit di terza parte sono quelli svolti da un auditor per conto di un Organismo di Certificazione (OdC) e sono finalizzati al rilascio della certificazione ambientale alle organizzazioni che ne fanno richiesta. L’auditor ambientale di terza parte, che lavora per conto dell’OdC opera presso tali aziende raccogliendo le evidenze di conformità del loro SGA ai requisiti della ISO 14001; tali evidenze sono successivamente valutate dall’OdC che stabilisce l’ammissibilità, o meno, del rilascio della certificazione (ex-novo, rinnovo, mantenimento…).
Un auditor ambientale, opportunamente addestrato, può infine anche condurre audit in incognito (di cui alla specifica tecnica UNI/TS 11312:2008), svolti simulando il comportamento e le azioni di un cliente potenziale o reale di un’organizzazione di servizi (in ambito ambientale), senza farsi riconoscere come tale dal personale della stessa, con lo scopo di valutare la qualità delle attività di interfaccia tra cliente e organizzazione.

Quali competenze deve avere un auditor ambientale

Poiché la fiducia nel processo di audit e nella capacità di raggiungere gli obiettivi dell’audit stesso dipende dalla competenza dell’auditor, risulta fondamentale valutare tale competenza mediante un processo che tenga conto del comportamento personale e della capacità di applicare le conoscenze e le abilità acquisite attraverso l’istruzione, l’esperienza lavorativa, la formazione-addestramento da auditor e l’esperienza nella conduzione di audit. Naturalmente, lo sviluppo professionale degli auditor ambientali deve essere continuo e la partecipazione agli audit regolare, al fine di mantenere e migliorare la competenza.
Le competenze degli auditor sono in particolare disciplinate dalla norma ISO 19011:2011, che riporta conoscenze e abilità comuni agli auditor di qualsiasi disciplina di sistema di gestione, e altre conoscenze e abilità specifiche per singole discipline di sistemi di gestione, tra cui quelle proprie dei SGA.

Comportamento personale

Per agire in conformità ai principi di audit stabiliti dalla norma ISO 19011, gli auditor dovrebbero prioritariamente essere: i) rispettosi dei principi etici (ad es. veritieri, onesti, riservati); ii) di mentalità aperta e diplomatici; iii) dotati di spirito di osservazione, perspicaci e versatili; iv) perseveranti e concentrati nel raggiungere gli obiettivi; v) capaci di giungere rapidamente a conclusioni basate sull’analisi e su ragionamenti logici; vi) sicuri di sé e fermi, anche in presenza di situazioni che possano portare ad azioni potenzialmente impopolari; vii) desiderosi di apprendere dalle situazioni, nonché attenti e rispettosi nei confronti della cultura dell’organizzazione oggetto dell’audit; viii) collaborativi.

Conoscenze e abilità

Gli auditor dovrebbero possedere conoscenze e abilità di carattere generale, nonché specifiche della disciplina ambientale. Con riferimento alle conoscenze e abilità specifiche si annoverano le seguenti: i) requisiti e principi dei SGA; ii) requisiti legali ambientali; iii) requisiti delle parti interessate; iv) elementi fondamentali della disciplina ambientale e applicazione delle metodologie, tecniche, processi e prassi, di business e di natura tecnica, specifiche dell’ambito ambientale, v) conoscenze specifiche ambientali relative al particolare settore, al tipo di attività o al luogo di lavoro sottoposti ad audit, vi) principi, metodi e tecniche di gestione del rischio ambientale.
Entrando ulteriormente nello specifico, si riportano inoltre alcuni esempi di ambiti di conoscenza e abilità fondamentali per un auditor ambientale: i) metriche e statistiche ambientali; ii) scienza della misurazione e tecniche di monitoraggio; iii) comparti ambientali, ecosistemi e biodiversità; iv) metodologie per la valutazione del ciclo di vita e delle prestazioni ambientali; v) migliori tecniche per la prevenzione e tenuta sotto controllo dell’inquinamento e per la riduzione dei consumi di risorse; vi) contabilizzazione e gestione delle emissioni di gas serra; vii) progettazione ambientale; viii) elaborazione rapporti ambientali e loro divulgazione.

Come si acquisiscono conoscenze ed abilità per diventare auditor ambientale

Le conoscenze e le abilità di un auditor ambientale possono essere acquisite utilizzando una combinazione dei seguenti elementi:
1) istruzione/formazione-addestramento formali ed esperienza che contribuiscono allo sviluppo di conoscenze e abilità nella disciplina e nel settore del SGA;
2) programmi di formazione-addestramento che includono le conoscenze e abilità di carattere generale dell’auditor;
3) esperienza in una pertinente posizione tecnica, manageriale o professionale, che comporta la formulazione di giudizi, il prendere decisioni, la soluzione di problemi e la comunicazione verso dirigenti, professionisti, pari grado, clienti ed altre parti interessate;
4) esperienza di audit acquisita sotto la supervisione di un auditor ambientali.

Certificare la professionalità di auditor ambientale

Gli auditor ambientali possono decidere di certificare la loro professionalità, rivolgendosi a specifici organismi accreditati ai sensi della norma ISO/IEC 17024:2012, uno standard che permette di effettuare la valutazione della persona andando verificare e certificare che possieda i requisiti minimi richiesti per operare in un determinato settore di attività, rispettando il Codice Deontologico dell’Organismo e l’aggiornamento delle competenze (elenco disponibile sul sito di Accredia – Ente di Accreditamento Italiano).
Le certificazioni di persone sono importanti perché attestano il possesso e il mantenimento nel tempo delle competenze che rendono i professionisti idonei a svolgere determinate attività. Il certificato di conformità rappresenta quindi il riconoscimento formale, da parte di un Organismo di parte terza indipendente rispetto al professionista valutato, dei requisiti necessari per poter operare con competenza in un determinato settore di attività (si rammenta a tal proposito che la certificazione degli auditor avviene sempre rispetto a determinati settori di accreditamento EA).
Ogni organismo dispone di specifici regolamenti che riportano i requisiti per la certificazione: dal titolo di studio minimo (istruzione secondaria superiore), alle conoscenze ed abilità (alcuni esempi sono quelli precedentemente esposti), passando per l’esperienza lavorativa (ad es. ruoli tecnici manageriali per un certo numero di anni variabile anche in relazione al titolo di studio) e la formazione specifica (ad es. superamento esame corso 40 ore per auditor di terza parte), fino ad arrivare alle esperienza di auditing (ad es. quattro audit completi per un totale di venti giorni da svolgersi in tre anni).

La professione dell’auditor ambientale: qualche numero

Consultando il sito di Accredia (che riporta statistiche aggiornate in base a quanto comunicato dai singoli Organismi accreditati) al momento in Italia si rileva che:
– gli organismi accreditati ai sensi delle norme ISO/IEC 17021-1:2015 per il rilascio di certificazioni del SGA (norma ISO 14001:2015) sono 38;
– gli organismi accredit.ati in grado di rilasciare certificazioni del personale sono 49, di cui però solo 18 accreditati per lo schema ambientale (AICQ SICEV S.r.L. – Bureau Veritas Italia S.p.A. – CEPAS S.r.l. – CERSA S.r.l. socio unico – CERTIQUALITY S.r.l. – DNV GL Business Assurance Italia S.r.l. – ICIM S.p.A. – ICMQ S.p.A. – IIS CERT S.r.l. – IMQ S.p.A. – ITALCERT S.r.l. – Istituto Giordano S.p.A. – KHC Know How Certification S.r.l. – KIWA CERMET Italia S.p.A. – QUASER CERTIFICAZIONI S.r.l. – RINA Services S.p.A. – SGS Italia S.p.A. – TÜV Italia S.r.l.);
– gli auditor ambientali certificati in Italia sono 52 (consultando i siti degli organismi di certificazione è possibile accedere ai singoli registri delle figure professionali);
– l’Italia risulta essere la prima nazione in Europa per numero di certificazioni ISO 14001 con 10.930 aziende certificate, per un totale di 22.008 siti certificati (dati a marzo 2018);
– gli auditor ambientali, in relazione all’esperienza e al ruolo, possono guadagnare indicativamente fino a circa 350 euro/giorno, se liberi professionisti, oppure ottenere stipendi fino a circa 60.000 euro/anno (https://neuvoo.it/).

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