Autorizzazione agli scarichi idrici e Autorizzazione Integrata Ambientale già in atto: quale scadenza prevale? | Ingegneri.info

Autorizzazione agli scarichi idrici e Autorizzazione Integrata Ambientale già in atto: quale scadenza prevale?

Un caso di studio interessante legato alle diverse scadenze tra l’autorizzazione agli scarichi idrici, preesistente, in concomitanza con l’autorizzazione integrata ambientale. Vediamolo con il nostro esperto in materia

autorizzazioni ambientale e autorizzazione scarico idrico
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Il caso esaminato

Si tratta del caso di un’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ottenuta dopo una già esistente specifica autorizzazione agli scarichi idrici. Le due autorizzazioni hanno, ovviamente, scadenze diverse: a quale di esse occorre far fede?

Saremmo tentati di rispondere che prevalga sempre l’AIA che sostituisce ogni altra autorizzazione compresa quella per gli scarichi idrici, sulla base dei disposti della normativa vigente (D.Lgs 152/2006) ed anche di quella previgente (D.Lgs. 59/2005).

Ma non è stata di questo avviso la Corte di cassazione che, esaminando un caso analogo, con sentenza n. 19576 del 2014, ha ribadito invece che l’autorizzazione agli scarichi già in atto ex D.Lgs 152/1999 non è automaticamente sostituita dall’AIA – ottenuta in vigenza dell’abrogato D.Lgs. 59/2005 – se l’attività dell’impresa non rientrava tra quelle previste dall’Allegato 1 del D.Lgs. 59/2005.

Scrive la Corte: “Presupposto necessario per l’operatività del regime dell’autorizzazione integrata ambientale è infatti la circostanza che l’attività svolta rientri fra quelle di cui all’allegato 1 del richiamato D. Lgs. n. 59 del 2005, perché quest’ultimo disciplina, appunto, il rilascio, il rinnovo e il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui all’allegato 1, nonché le modalità di esercizio degli impianti medesimi, ai fini del rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale (art. 1, commi 1 e 2)

Ecco spiegate le ragioni di questo apparente contrasto tra normativa e giurisprudenza. Al di là della stranezza (un errore dell’autorità?) del rilascio di un’AIA per un’attività non assoggettata – singolarità che non viene affrontata dalla Corte – la sentenza sottolinea inequivocabilmente il necessario presupposto alla sua valenza, in mancanza del quale decade l’operatività dell’autorizzazione.

Si vuole ricordare che la normativa sull’AIA è attualmente regolata dal D.Lgs 152/2006 e s.m.i. che ha ripreso, con le opportune modifiche (anche degli allegati), i contenuti dell’abrogato D.Lgs. 59/2005.
In ogni caso, sia per la vigente e sia per la previgente normativa, l’AIA deve e doveva essere richiesta se l’attività è o era all’epoca ricompresa nella lista delle installazioni assoggettate (liste riportate rispettivamente nell’Allegato VIII alla Parte II del D.Lgs 152/2006 e nell’Allegato 1 al D.Lgs. 59/2005).

L’intervento del D.lgs 152/2006

Dunque, considerando che un’AIA sia relativa ad un’attività per la quale essa sia dovuta (attività di cui all’allegato VIII al D.Lgs 152/2006) possiamo con certezza affermare che in caso di scadenze diverse tra un’autorizzazione preesistente agli scarichi idrici (o di altro tipo) e AIA, ai sensi del comma 11, art. 29 quater,“le autorizzazioni integrate ambientali rilasciate ai sensi del D.Lgs 152/2006, sostituiscono ad ogni effetto le autorizzazioni riportate nell’elenco dell’Allegato IX alla Parte Seconda del decreto ”. E l’Allegato IX ricomprende, ovviamente, fra tutta una serie di specifiche autorizzazioni anche l’Autorizzazione agli scarichi.

Detto questo, si pone attenzione al fatto che, dall’ 11 aprile 2014, qualora l’attività comporti l’utilizzo, la produzione o lo scarico di sostanze pericolose, ai sensi del comma 9 quinquies dell’art. 29-sexies del D.Lgs 152/2006 corre l’obbligo di elaborare e trasmettere per validazione all’autorità competente la “Relazione di riferimento” di cui all’articolo 5, comma 1, lettera v-bis), prima della messa in servizio della nuova installazione o prima dell’aggiornamento dell’autorizzazione rilasciata per l’installazione esistente.

Il D.Lgs 152/2006 specifica, inoltre, che sono sottoposti ad AIA in sede statale i progetti relativi alle attività di cui all’allegato XII al decreto mentre sono sottoposti ad AIA secondo le disposizioni delle leggi regionali e provinciali i progetti di cui all’allegato VIII che non risultano ricompresi anche nell’allegato XII.

L’istanza di riesame dell’AIA (trascorsi 10 anni dal rilascio dell’autorizzazione o dall’ultimo riesame effettuato ed estesi a 16 anni se l’installazione è registrata EMAS e 12 anni se certificata ISO14001) viene presentata dal gestore, entro i termini di scadenza ivi indicati. In caso di mancata presentazione dell’istanza nei suddetti termini l’autorizzazione si intende scaduta.

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