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Autorizzazione sismica: regione che vai, regole che trovi

Dalla Liguria alla Lombardia, dal Lazio all’Abruzzo: modalità e metodologie per il disguido delle pratiche per la costruzione in zone sismiche

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Il Bollettino Ufficiale della Regione Liguria dello scorso 13 dicembre 2017 ha ufficializzato la delibera di Giunta 17/11/2017 n. 938 con la quale si introducono una serie di procedure standard “per il rilascio delle autorizzazioni connesse all’applicazione della normativa in materia di costruzioni in zone sismiche”.

La novità più lampante è che gran parte delle responsabilità e delle competenze passano agli uffici tecnici comunali.

La modalità delle pratiche sismiche in Liguria

Per presentare l’istanza di autorizzazione sismica, esistono fondamentalmente tre variabili, che però rimandano sempre alle stesse competenze:

  1. “Nei casi di interventi edilizi in zone classificate come località sismiche ad alta e media sismicità, l’istanza deve essere presentata allo sportello unico del comune contestualmente alla domanda di permesso di costruire o alla SCIA o alla CILA;
  2. Nei casi di interventi edilizi soggetti a preventiva autorizzazione sismica, in località a bassa sismicità, l’istanza deve essere presentata allo sportello unico del comune contestualmente alla domanda di permesso di costruire o alla SCIA o alla CILA;
  3. Nei casi di interventi in zone classificate come località sismiche a bassa sismicità, ad esclusione degli interventi previsti alla lettera b), la segnalazione va presentata allo sportello unico del comune, insieme alla domanda di permesso di costruire o alla SCIA o alla CILA”.

Il procedimento prevede che il comune, dopo aver verificato la sussistenza minima dei requisiti per la presentazione delle istanze, avvia il procedimento e indice la conferenza dei servizi alla quale partecipa, “ai fini del rilascio dell’autorizzazione sismica”, la Provincia o la Città Metropolitana. Insomma, è tutto nelle mani dei tecnici comunali, provinciali e della Città Metropolitana, sperando che il personale sia stato formato a dovere per l’espletamento delle pratiche e soprattutto non vada in “overbooking” in quanto oberato di lavoro. Il rischio, infatti, è che le lungaggini burocratiche possano rallentare operazioni per le quali, invece, necessita una certa risolutezza. Fin qui, la situazione in Liguria. Ma come funziona nelle altre realtà? A titolo esemplificativo, ecco i casi della Lombardia e del Lazio.

La Lombardia e la “Muta”

In Lombardia tutti gli interventi di costruzione, riparazione e sopraelevazione (art. 93 del D.P.R. 380/01), comprese le varianti d’opera, relativi ad opere pubbliche o private localizzate nelle zone 3 e 4 hanno l’obbligo della presentazione della comunicazione di deposito, prima dell’inizio dei lavori. Ad ogni buon conto, a partire dalla fine di maggio di quest’anno, per la presentazione delle istanze di autorizzazione sismica, nelle zone 2, e per il deposito della documentazione, nelle zone 3 e 4 bisognerà utilizzare il solo sistema informatico regionale MUTA. Un sistema che avrebbe già dovuto entrare a regime dallo scorso novembre ma che per ritardi “nell’adeguamento tecnologico del sistema informativo integrato, al fine di assicurare il corretto funzionamento della procedura informatizzata”, hanno fatto slittare a primavera inoltrata. Sempre se non vi saranno ulteriori proroghe. Attualmente, dunque, per gli utenti è ancora possibile presentare istanza di autorizzazione o deposito, ai sensi della l.r. 33/2015 in tema di sismica, utilizzando il supporto cartaceo.

La via informatica del Lazio

Nelle zone sismiche laziali, per procedere alla costruzione, riparazione, sopraelevazione, prima dell’inizio dei lavori, è necessario acquisire la preventiva autorizzazione sismica rilasciata dal dirigente dall’area regionale del Genio Civile competente per territorio in conformità a quanto previsto dagli articoli 93 e 94 del D.P.R. 380/2001 e ai sensi del comma 2.

La domanda di autorizzazione sismica, nonché il progetto esecutivo, dovranno essere inviati per via informatica dai professionisti indicati dall’articolo 93, comma 2, del D.P.R. 380/2001 (ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto all’albo), al SUE o al SUAP e da questi all’area regionale del Genio Civile competente per territorio.

La verifica formale della completezza della documentazione è effettuata dall’area regionale del Genio Civile competente per territorio.

L’Abruzzo e il portale Mude-Ra

In Abruzzo, regione particolarmente colpita dagli ultimi eventi sismici, è il regolamento 3/2016, pubblicato sul BURA n. 4 del 13/01/2017, a definire il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione sismica. Per ottenerla, bisogna inviare un’istanza redatta su apposita modulistica. A tale documentazione occorre allegare la scheda “Dati Generali-Sezione 1” correttamente compilata e una delle “Schede specifiche – Sezione II”, da scegliere e compilare in base al tipo di intervento e tipologia strutturale nell’elenco di seguito riportato:

  1. MUR- Nuovi edifici in muratura;
  2. C.A.- Nuovi edifici in cemento armato;
  3. LEGNO- Nuovi edifici in legno;
  4. MUR- Interventi su edifici esistenti in muratura;
  5. C.A.- Interventi su edifici esistenti in cemento armato.

L’istanza e tutta la documentazione necessaria devono essere presentati presso il S.U.E. (Sportello Unico per l’Edilizia) del Comune interessato. L’istanza può essere presentata direttamente agli uffici del Genio Civile di competenza territoriale, solo per il genio Civile di Pescara, che ha attivato il sistema informatizzato Pegasus, la trasmissione digitale sostituisce la procedura cartacea.

Dal 2 maggio 2017 il Genio Civile della Regione Abruzzo ha attivato il servizio di gestione telematica delle richieste di autorizzazione-deposito sismico per la presentazione delle istanze online: le pratiche devono pervenire esclusivamente tramite il portale MUDE-RA (http://geniocivile.egov.regione.abruzzo.it/frontend/index.html#/index/GECIV2/GC).

 

 

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