Bertolaso riferisce alla Camera sull'alluvione di Messina | Ingegneri.info

Bertolaso riferisce alla Camera sull'alluvione di Messina

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A Messina il Servizio Nazionale di Protezione Civile ha funzionato. E’ quanto afferma Guido Bertolaso nel suo intervento di oggi alla Camera. Immediatamente è stata attivata un’unità di crisi presso la Prefettura di Messina da cui sono stati coordinati i soccorsi. L’impegno è stato massiccio, con l’impiego di 2.386 uomini anche dell’esercito e delle Forze dell’ordine, 567 mezzi, 100 ore di volo con 150 “sortite” degli elicotteri.

Al momento – ha poi aggiunto Bertolaso – tutte le frazioni sono state raggiunte dai soccorritori e tutte le strade sono state riaperte e riattivate. Sono in corso accertamenti sull’agibilità degli edifici.

Bertolaso ripercorre poi nel dettaglio i giorni precedenti l’alluvione, durante i quali il sistema locale di protezione civile “era stato sollecitato ad un’adeguata attenzione”. Prima del nubifragio, il Dipartimento della Protezione Civile aveva emesso alcuni bollettini di avviso di avverse condizioni meteo che riguardavano la Sicilia.

Il bollettino emanato nel pomeriggio del 30 settembre prevedeva all’inizio una situazione di criticità ordinaria per rischio localizzato per il giorno successivo e richiamava l’esigenza da parte di tutte le autorità locali ad uno stato di attenzione e vigilanza.

La Regione Sicilia recepiva l’avviso e con una sua direttiva indirizzata ai sindaci  invitava ad uno stato di preallerta.

In quel momento, ha osservato il Capo della Protezione Civile, nessun modello di previsioni mostrava segnali di precipitazioni significative nell’area del messinese. Infatti, la quantità di pioggia prevista risultava minore di 50 mm in 12 ore. Solo l’esperienza dei “previsori meteo” del Dipartimento ha suggerito comunque l’emanazione di un avviso meteo sull’area in questione.

All’inizio, ha proseguito Bertolaso, l’avviso era associato ad un bollettino di criticità ordinaria, ma questa criticità non deve essere interpretata nel significato comune di ordinarietà della situazione, ma nel senso che può essere gestita dalle strutture di protezione civile in modo ordinario.

Non essendo possibile valutare con certezza la dinamica temporalesca, si raccomanda vigilanza e presidio territoriale. E’ una terminologia tecnica sancita da procedure statali e regionali che deve essere conosciuta da chi ha responsabilità di protezione civile: dal Capo del Dipartimento fino al sindaco del più piccolo paese. Il sindaco, infatti, è il capo della protezione civile nel suo territorio e condivide in pieno e fino in fondo le responsabilità che vengono ripartite dal centro fino al livello più basso della catena di comando e controllo.

Non tutto – ha detto ancora Bertolaso – si può prevedere da Roma, non si può prevedere se i temporali saranno più intensi 10 km più a nord o a sud di una certa località, per questo la procedura contempla la trasmissione delle informazioni alle Regioni e da queste ai sindaci interessati, nel presupposto che le autorità locali sono le uniche a conoscere gli effetti che un temporale può avere nel suo territorio.

Il Governo per i primi interventi urgenti nel messinese destinerà 20 milioni di euro. La somma, stanziata in un’ordinanza che sarà firmata domani dal Presidente del Consiglio dei Ministri, si aggiunge ad altri 20 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Sicilia.

L’ordinanza nomina il Presidente della Regione Sicilia commissario delegato all’emergenza. A conclusione del suo intervento, il Capo della Protezione Civile ha ribadito che è l’abusivismo ”una delle maggiori cause” del disastro nel messinese.

Bertolaso ha ricordato che l’Italia vanta il record dei rischi naturali sul proprio territorio e che i rischi vengono sottovalutati considerando i dovuti vincoli come un ostacolo allo sviluppo delle aree industriali o abitative. Si sono dati permessi – ha poi aggiunto – come se questi rischi non esistessero.

Il bilancio delle vittime vede al momento 28 persone decedute e 8 dispersi. Il bilancio definitivo dei danni si avrà entro ottobre.

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