Bioshopper contraffatti, arrivano le sanzioni | Ingegneri.info

Bioshopper contraffatti, arrivano le sanzioni

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Via libera alle sanzioni per chi continua a commercializzare sacchetti di plastica inquinanti, trasgredendo i divieti in essere, o persino per chi immette nel mercato shopper in ‘finta bioplastica‘: lo scorso mercoledì 25 le commissioni ambiente e industria del Senato hanno approvato l’emendamento al Dl competitività (presentato dal sen. Massimo Caleo del Pd) che fa entrare in vigore, con decorrenza immediata, le sanzioni per chi commercializza sacchetti di plastica che non rispettano la normativa europea Uni En 11432.

L’approvazione è il passo finale di un percorso per la riduzione dei sacchetti in plastica inquinanti avviato nel 2007, che dopo una serie di proroghe ha visto l’entrata in vigore della normativa nel 2011, con successivo aggiornamento nel 2012. La norma sulle bioshopper italiana ha sortito effetti positivi sul nostro Paese, dimezzando la quantità di buste di plastica immesse sul mercato e alimentando un nuovo mercato cruciale nella green economy, ovvero quello delle bioplastiche.

Inoltre, in quanto primo Paese europeo a introdurre il divieto, l’Italia è stata considerata a livello comunitario come ‘modello‘ da cui prendere spunto per la proposta di nuova direttiva Ue che prevede la riduzione del 50% dell’utilizzo dei sacchetti di plastica più comuni e più inquinanti entro il 2017 e dell’80% entro il 2019, bozza alla quale hanno contribuito in modo determinante i due più recenti ministri dell’Ambiente, Orlando e Galletti.

“Finalmente si chiude il cerchio della rivoluzione dello shopper, che vede l’Italia all’avanguardia in Europa nella messa al bando dei sacchetti di plastica, che inquinano soprattutto marebacini idricicorsi d’acqua, e nella produzione di bioplastiche”, ha dichiarato Caleo.

L’emendamento prevede l’immediata entrata in vigore della sanzione pecuniaria del pagamento di una somma da 2.500 a 25mila euro, che viene moltiplicata in caso di quantità ingenti: l’obiettivo, spiega il Senatore, sono “i ‘furbetti‘ che, in barba al divieto partito il 1 gennaio 2011, continuano a commercializzare sacchetti di plastica o falsi bioshoppernon biodegrabili e non compostabili secondo lo specifico standard europeo”.

Soddisfazione per l’approvazione è stata espressa dai rappresentanti del settore delle bioplastiche: “L’approvazione del decreto competitività rappresenta per il settore delle bioplastiche il completamento dell’iter normativo sugli shopper e serve a dare finalmente quella chiarezza che tutto il settore chiede, a sostegno della raccolta differenziata della frazione organica che ormai si sta diffondendo con successo in tutto il territorio nazionale generando importanti progetti industriali nel settore della green economy su cui tanto sta puntando l’Unione Europea”, ha dichiarato Marco Versari, presidente di Assobioplastiche, l’associazione che rappresenta le imprese operanti, in Italia e all’estero, nella produzione di polimeri biodegradabili e di prodotti finiti e nella gestione del fine vita dei manufatti realizzati con bioplastiche.  

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