Campi elettromagnetici: linee guida per le pertinenze esterne abitabili | Ingegneri.info

Campi elettromagnetici: linee guida per le pertinenze esterne abitabili

Il Ministero dell'Ambiente ha approvato le Linee guida ISPRA che definiscono le "pertinenze con dimensioni abitabili" ai fini delle regole sull'assorbimento dell'inquinamento elettromagnetico da parte degli edifici

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Se è vero che per diffondere le tecnologie digitali su tutto il territorio nazionale, la realizzazione di reti mobili a banda larga viene incentivata con numerosi provvedimenti, nel contempo vengono sviluppati anche gli strumenti per la misura e il controllo dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Ne è prova il “Decreto Crescita 2.0”, o “Decreto Sviluppo bis”, approvato nel 2012 con Decreto Legge n.179 e convertito con Legge n.221/2012, che ha scommesso sull’innovazione quale fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della competitività delle imprese, ma ha anche previsto la definizione di linee guida per la misurazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici nelle pertinenze esterne di ambienti abitativi con permanenze continuative giornaliere di almeno 4 ore.

Queste linee guida sono state recentemente definite con un apposito provvedimento che riporta anche le modalità per individuare quali pertinenze occorre considerare.

 

Linee guida Ispra

Con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2017 (S.G., n. 19), il Ministero dell’Ambiente ha approvato le Linee guida ISPRA che definiscono le “pertinenze con dimensioni abitabili” ai fini delle regole sull’assorbimento dell’inquinamento elettromagnetico da parte degli edifici.

Il titolo del nuovo decreto, piuttosto impreciso, omette di specificare che tali Linee guida sono relative alla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 e 300 Gigahertz: a ciò infatti si riferisce la legge quadro richiamata, Legge 22 febbraio 2001 n. 36, prima di una lunghissima serie di provvedimenti richiamati nel preambolo al nuovo decreto.

 

Il nuovo decreto: il tassello mancante

Il DM Ambiente 7 dicembre 2016 rappresenta l’ultimo tassello operativo richiesto dall’articolo 14, comma 8, del DL n. 179/2012, che ha integrato le norme in materia di elettrosmog dettate dal Dpcm 8 luglio 2003.

Il DL affidava alle Linee guida predisposte dall’Ispra e dalle Arpa/Appa il compito di definire:

  • le modalità per la fornitura dei dati di potenza degli impianti da parte degli operatori:
  • i fattori di riduzione della potenza massima al connettore di antenna;
  • i valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture di edifici;
  • la nozione di pertinenze esterne con dimensioni abitabili, per permanenze continuative giornaliere non inferiori a 4 ore.

I primi due aspetti (dati e fattori di riduzione) sono stati precisati dal Dm 2 dicembre 2012, mentre il terzo (valori di assorbimento) è stato specificato dal Dm 5 ottobre 2016.

Per completare il quadro disegnato dal DL n. 179/2012 mancava ancora un decreto attuativo che definisse gli ambienti abitativi e le dimensioni minime delle pertinenze esterne abitabili come balconi, terrazzi e cortili. Se con il Dm Ambiente 5 ottobre 2016 il Ministero si era occupato delle strutture degli edifici, con il nuovo DM Ambiente 7 dicembre 2016 approva le Linee guida Ispra che riguardano la definizione di pertinenze esterne con dimensioni abitabili nel caso di utilizzazioni per permanenze di almeno 4 ore giornaliere continuative.

 

Pertinenze esterne di dimensioni abitabili

Sono da considerarsi “edifici utilizzati come ambienti abitativi con permanenze continuative non inferiori a quattro ore giornaliere”, come indica l’Allegato 1 del decreto,

«tutti i fabbricati utilizzati e destinati alla permanenza di persone per fini residenziali e/o lavorativi, in quest’ultimo caso fatto salvo quanto previsto da leggi specifiche, ivi compresi gli edifici utilizzati a scopo promiscuo, come ad esempio alberghi (o simili), ospedali e scuole. Sono assimilabili ai suddetti edifici anche quei luoghi attrezzati per la permanenza delle persone, anche in assenza di ripari permanenti (es. campeggi), purché tale destinazione d’uso risulti da idoneo titolo autorizzativo rilasciato dall’autorità competente» .

Per quanto riguarda il concetto di pertinenza, si sottintende il richiamo alla generale definizione contenuta nell’art. 817 cod. civ., ai sensi del quale

«sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa».

Per quanto riguarda invece le destinazioni d’uso riconducibili ad ambiente abitativo, si rimanda a un’attenta lettura dell’Allegato LG1.

Poiché qui si tratta di pertinenze con dimensioni abitabili, l’Allegato 1 precisa che si richiede, per l’applicabilità delle Linee Guida, una superficie minima di 2 mq con profondità pari ad almeno 1,4 m.

Tale dimensione minima consente infatti lo stazionamento e la manovra di persone a ridotta mobilità e l’allestimento di tavolino da esterno corredato di seduta.

 

Elenco delle possibili pertinenze di riferimento

Il riferimento, pertanto, va a balconi, terrazzi, porticati, logge verande e altri siffatti elementi architettonici, per i quali si rinvia alla lettura dell’Allegato LG2 dove viene fornito un elenco, in modo da consentire una applicazione univoca delle disposizioni normative vigenti da parte di tutti i soggetti coinvolti nelle attività di controllo e vigilanza.

Il legislatore si mostra peraltro consapevole del fatto che tali definizioni non possano essere esaustive, stante l’estrema variabilità delle configurazioni abitative tipiche della realtà italiana.

 

Che cosa deve fare il proponente l’opera

Ripromettendosi dunque di tener conto di ciò nelle future revisioni delle Linee Guida, l’Allegato raccomanda al proponente l’opera – o al suo delegato – di documentare e indicare nella cartografia presentata:

  • edifici o porzioni di edifici non classificabili come “pertinenze esterne con dimensioni abitabili con permanenze continuative non inferiori a quattro ore giornaliere” quali magazzini, cantine, garage, sottotetti non abitabili, box auto, fienili, legnaie, ecc.;
  • luoghi non classificabili come pertinenze esterne di dimensioni abitabili, ai sensi di quanto stabilito in questo paragrafo.

 

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