Certificazione EMAS: cos’è e come ottenerla | Ingegneri.info

Certificazione EMAS: cos’è e come ottenerla

Cos’è la certificazione ambientale EMAS, il regolamento, la registrazione e le differenze con l’Ecolabel comunitario spiegate dagli esperti di Ingegneri.info

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Le certificazioni ambientali e gli strumenti di gestione sostenibile delle Istituzioni e delle attività economiche sono un importante strumento per garantire la sostenibilità e l’orientamento ecologico di prodotti, servizi e istituzioni. In questo articolo si tratterà, in particolare, della certificazione ambientale EMAS e come registrarla (Regolamento CE n. 1221/2009) e della certificazione Ecolabel (Regolamento CE n. 66/2010). Entrambe le certificazioni ambientali EMAS ed Ecolabel sono caratterizzate da un marchio, il cui logo è riportato qui sotto.
Questo articolo permetterà di evidenziare come alcuni strumenti di gestione ambientale possano potenzialmente avere una notevole rilevanza. Risulta, in tal caso, fondamentale un’integrazione tra le certificazioni ambientali EMAS ed Ecolabel, in modo da cogliere e mettere in atto le sinergie esistenti.

Certificazione EMAS: cos’è
La certificazione EMAS, anche definita ‘Sistema di Ecogestione ed Audit’ – più precisamente Environmental Management and Audit Scheme (EMAS) – è uno strumento istituito nel 1993 con il Regolamento UE n. 1836/1993. Nel corso del tempo, come previsto dal testo legislativo che l’ha adottato, si è giunti alla terza fase della certificazione con il Regolamento CE n. 1221/20095 (denominato, per continuità con i precedenti, EMAS III).
Questa certificazione ambientale fa parte di un progetto molto ampio intrapreso dalle Istituzioni europee con l’approvazione del V° Programma d’Azione del 1992, destinato a superare il tradizionale approccio della legislazione alla gestione ambientale, basato sul concetto di “command and control”, comando e controllo puntando verso un nuovo orientamento di tipo volontario.
L’adozione alla dichiarazione ambientale EMAS è volontaria, nonostante l’applicazione sia disciplinata da una norma giuridica, nella fattispecie un regolamento comunitario. Ciò è reso evidente a partire dal titolo del provvedimento che esprime chiaramente questo concetto.
Possono accedere alla registrazione EMAS, secondo l’articolo 1 del regolamento vigente, “tutte le organizzazioni aventi sede nel territorio della Comunità o al di fuori di esso“ che intendano “promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali delle organizzazioni mediante l’istituzione e l’applicazione di sistemi di gestione ambientale, la valutazione sistematica, obiettiva e periodica delle prestazioni di tali sistemi, l’offerta di informazioni sulle prestazioni ambientali, un dialogo aperto con il pubblico e le altre parti interessate e infine con il coinvolgimento attivo e un’adeguata formazione del personale da parte delle organizzazioni interessate”.

Registrazioni EMAS: come fare
La registrazione EMAS passa attraverso numerose fasi che qui andremo a riassumere e che vi invitiamo ad approfondire nel nostro eBook “La città sostenibile” dove trattiamo approfonditamente la certificazione ambientale EMAS ed Ecolabel.

1. Il primo passo per ottenere la certificazione EMAS è innanzitutto l’implementazione del Sistema di Ecogestione che richiede un’Analisi Ambientale Iniziale (AAI) ed il SGA. In essa si “devono considerare tutti gli aspetti ambientali diretti ed indiretti legati al prodotto e/o servizio, stabilendo quali essi presentino un impatto significativo e dai quali si possono stabilire obiettivi e traguardi”, al fine di un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali di un’organizzazione.
2. Successivamente deve essere predisposto un SGA secondo lo standard volontario ISO 14001. Questa novità di EMAS II è stata ripresa in toto da EMAS III. Tale scelta, fatta a partire dal 2001, ha eliminato ogni “competizione” tra registrazione EMAS e certificazione del SGA secondo la norma ISO 14001 (con EMAS II vigeva la versione del 1996).
3. L’Audit ambientale è il terzo step della registrazione EMAS e “garantisce che la direzione dell’organizzazione disponga delle informazioni necessarie per esaminare le prestazioni ambientali dell’organizzazione e l’efficacia del sistema di gestione ambientale e sia in grado di dimostrare che tutti questi aspetti sono sotto controllo”. Le attività più complesse di un’organizzazione e quelle che presentano maggiori impatti sull’ambiente, devono essere sottoposte ad un maggiore numero di Audit.
4. L’implementazione di EMAS si conclude con la stesura della Dichiarazione Ambientale (DA), che è l’elemento più caratteristico dello strumento che permette all’organizzazione di comunicare all’esterno le prestazioni ambientali. Nel documento per la dichiarazione ambientale EMAS viene “riservata un’attenzione particolare ai risultati dell’organizzazione in relazione ai suoi obiettivi e target ambientali e al miglioramento continuo della sua prestazione ambientale”.
5. Infine l’AAI, il SGA, l’Audit e la DA devono essere fatti esaminare da un verificatore (auditor). Il ruolo affidatogli è l’attestazione della conformità (o della non conformità) di detti elementi ad EMAS. Qualora l’esito della verifica sia positivo, il verificatore convalida la DA che deve essere trasmessa all’Organismo competente dello Stato in cui è sita l’organizzazione, per l’Italia il Comitato Ecolabel ed Ecoaudit – Sezione EMAS. L’Organismo competente provvede alla registrazione, previo il pagamento di alcuni diritti e trasmette le informazioni necessarie per le formalità a livello europeo. Avvenuta la registrazione, la Dichiarazione Ambientale EMAS deve essere messa a disposizione del pubblico (su supporto cartaceo, sul sito web, ecc.).

EMAS ed Ecolabel: certificazioni ambientali per le Pubbliche Amministrazioni
Se per Agenda 21 è facile vedere le implicazioni esistenti con le città sostenibili, meno immediato lo è per le certificazioni ambientali, in particolare la Registrazione EMAS (e la norma ISO 14001) ed Ecolabel. La Registrazione EMAS si è rivelata nel tempo tra gli strumenti di governo del territorio più efficaci che sono stati adottati dalla Pubblica Amministrazione, in quanto consentono di coniugare sviluppo sostenibile con criteri di ecoefficienza.
Dopo aver trattato della dichiarazione EMAS passiamo alla certificazione Ecolabel. Questa certificazione ambientale (di cui trattiamo approfonditamente nell’articolo sulla certificazione Ecolabel) può essere attribuito a diversi prodotti e servizi. Molti di questi possono essere acquistati anche dalle Pubbliche Amministrazioni, nell’ambito del GPP. Un notevole impulso in tal senso dovrebbe venire dal “nuovo” Codice degli Appalti (D.Lgs. n. 50/2016) e dalla definizione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), che sono ancora in corso di definizione in alcuni casi. Sono stati, infatti, emanati con apposito decreto per alcune tipologie di prodotti/servizi (che vanno dalle apparecchiature elettroniche per ufficio, fino al verde pubblico), ma la gamma è potenzialmente molto più ampia.
Tali CAM vanno applicati nel caso di appalti pubblici dalle Istituzioni che selezionano gli appaltatori, dalle imprese che partecipano alla selezione di un appalto pubblico, ma potrebbero essere anche adottati indipendentemente da questo contesto, da imprese private (che producono beni/servizi) che vogliono dimostrarsi attente alle tematiche ambientali ed alla loro corretta gestione, per limitare l’impatto.

Leggi anche: Sistemi di gestione ambientale (SGA): prescrizioni legali e check list da scaricare

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