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Cobham: clima, ambiente e l’insensibilità umana

Inascoltate le raccomandazioni per ridurre il consumo di energia connesso all'aria condizionata: una ricerca condotta negli Usa fa riflettere sui comportamenti umani in tema ambientale.

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Il CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici – e il Politecnico di Milano hanno dato vita al progetto europeo ‘COBHAM – Behavioural solutions for the climate and the environment’, per studiare, attraverso gli strumenti forniti dalla tecnologia digitale, in che modo le persone accolgono le iniziative politiche e sociali a favore dell’ambiente e come si comportano nel doverle mettere in atto. Si tratta di un insieme di analisi molto elaborate che hanno come scopo principale quello di interpretare la relazione che viene a instaurarsi tra le campagne di informazione sul rispetto dell’ambiente e il modo in cui queste vengono effettivamente recepite dagli individui nella loro quotidianità.

Oltre ad un rigoroso lavoro di ricerca e di consultazione di database già sviluppati, vero cuore del progetto è stato l’esperimento condotto su 500 famiglie statunitensi con l’obiettivo di capire il loro atteggiamento nei confronti di alcune ‘raccomandazioni’ sulla riduzione dell’utilizzo dell’aria condizionata. L’esito non è stato dei migliori.
Approfondiremo di seguito gli aspetti principali del progetto partendo dapprima da alcuni concetti basilari, come quello di ‘nudge’.

Cosa sono i ‘nudge’

In risposta a dati spesso molto allarmanti riguardanti le emissioni di gas serra, i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale, i consumi energetici, l’inquinamento in generale di acqua e suolo, negli ultimi decenni sono stati emanati decreti legislativi, sono state istituite di tasse ad hoc, sono state finanziate campagne pubblicitarie nelle quali si è cercato di raggiungere il consumatore con un nuovo linguaggio, inventando nuove parole, espressioni, modi di dire, da ‘green building’ a ‘green economy’, da ‘eco-friendly’ a ‘bioedilizia’, e sono stati organizzati importanti dibattiti sul tema, spesso su scala internazionale – basti pensare all’accordo sul clima di Parigi  – per cercare di coinvolgere le amministrazioni, gli imprenditori, i semplici cittadini nel problema ambientale nelle sue molteplici forme.

Tali iniziative, però, come dimostrato dallo studio COBHAM che illustreremo nel dettaglio nel prossimo paragrafo, spesso non vengono intese fino in fondo dai soggetti a cui sono dirette e soprattutto non funzionano ad un livello più ‘pratico’, per cui capire quali possono essere le cause alla base di questo fenomeno può servire a riflettere su quali strade percorrere per ottenere invece i risultati sperati.

E’ il cittadino, in particolare, a rivestire un ruolo chiave nello studio condotto nel corso del progetto COBHAM, in quanto è a lui che i cosiddetti ‘nudge’ si rivolgono. I ‘nudge’ – termine adoperato in ambito economico, politico e filosofico – sono raccomandazioni indirette che dovrebbero influenzare il comportamento dei consumatori verso un determinato stile di vita, che nel caso specifico riguarda le buone abitudini a tutela dell’ambiente.

Il progetto COBHAM: gli strumenti adoperati

Componenti psicologiche, sociologiche, economiche, politiche, sono entrate in gioco nello sviluppo del progetto COBHAM  del CMCC e del Politecnico di Milano, sia per ragioni di tipo politico, sia per ragioni di tipo etico.
Gli strumenti adoperati nel corso della ricerca sono stati:

  • i Randomized Control Trials,metodi di randomizzazione;
  • l’analisi statistica dei dati;
  • le simulazioni tramite modelli.

I metodi di randomizzazione consentono di confrontare gruppi di analisi e di controllo, per relazionare le politiche sull’ambiente al reale comportamento dell’individuo.
I dati vengono raccolti con specifici rilevatori (contatori e sensori) e consultando le piattaforme online ricche di informazioni. I modelli numerici vengono costruiti per delineare l’atteggiamento dei consumatori, altamente complesso, e di conseguenza capire dove le politiche debbano essere modificate o integrate.

In definitiva, gli obiettivi alla base dello studio possono essere così sintetizzati:

  • analizzare il rapporto uomo-ambiente;
  • valutare quanto l’informazione sulle tematiche ambientali sia efficace;
  • registrare big data attraverso dispositivi e sensori;
  • sviluppare modelli di comportamento degli individui dinanzi a determinate indicazioni.

L’esperimento su 500 famiglie in USA: i risultati

Il CMCC e il Politecnico di Milano, nell’ambito del progetto europeo COBHAM, hanno valutato il comportamento di 500 famiglie statunitensi dinanzi ad un ‘nudge’, un’informazione, o meglio una raccomandazione, che spronava verso un utilizzo più idoneo dell’aria condizionata, per evitare gli sprechi di energia e al contempo ridurre le emissioni in atmosfera.

I risultati ottenuti hanno confermato la cosiddetta teoria della ‘discrepanza morale’: i soggetti coinvolti hanno mostrato cioè una sorta di avversione nei riguardi dell’ ‘obbligo morale’ loro imposto, e al contempo nei riguardi dell’intera opera di sensibilizzazione sul contenimento dei consumi energetici e sul perché questi dovrebbero essere ridotti. In altre parole, secondo quanto affermato dai ricercatori, per evitare di dover attuare una certa pratica caldamente consigliata, gli individui evitano tutte le altre informazioni inerenti alle conseguenze ambientali e climatiche ad essa connesse.

Lo studio rivela quindi come i cittadini, nonostante siano quasi costantemente circondati da campagne di sensibilizzazione/informazione e da politiche che cercano di inviare dei ‘messaggi’ sulla tutela dell’ambiente e sul contenimento dei consumi energetici, non riescano a colmare il divario esistente tra l’intendere le finalità di tali iniziative e il doverle poi applicare nel quotidiano, perché ciò richiede uno sforzo.
Nelle famiglie americane, oggetto dell’esperimento, che non si sono volutamente informare sulle tematiche ambientali, è stato registrato un 10% in più del consumo di energia elettrica.

Perché è importante comprendere i comportamenti umani

Ripensare i nudge, le campagne mediatiche, e in generale tutti gli strumenti di informazione sulla sostenibilità ambientale, adattandoli alle tendenze comportamentali degli individui appare  fondamentale nel voler sperare di raggiungere dei risultati positivi, a vantaggio di tutti e del pianeta.

Ciò che è stato evidenziato dal progetto COBHAM attraverso le 500 famiglie esaminate lascia intendere quanto ancora ci sia da fare nell’ambito delle politiche pubbliche e delle amministrazioni per inculcare pratiche di rispetto ambientale nella popolazione, problema sollevato in Italia anche dal climatologo Luca Mercalli.

Infatti, i meccanismi alla base dei comportamenti umani sono quasi sempre enigmatici, complessi, eterogenei, per cui l’ausilio delle moderne tecnologie digitali, che vanno oltre le analisi più tradizionali, può certamente rappresentare una risorsa nel volerli interpretare.
Serve cioè una nuova bussola, per orientare i sostenitori dell’ambiente e del clima verso scelte e strategie diverse, cucite ‘su misura’ alla mente umana, e il progetto COBHAM ne costituisce un valido esempio.

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