Collegato ambientale e Appalti Verdi: le riduzioni delle cauzioni sono cumulabili? | Ingegneri.info

Collegato ambientale e Appalti Verdi: le riduzioni delle cauzioni sono cumulabili?

Gli sconti sulle cauzioni ora riconosciuti alle imprese “ecocertificate” sono cumulabili fra loro e con quelli già previsti dal Codice Appalti?

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Nel primo articolo sulle novità per gli appalti Verdi si era anticipato come il possesso di specifici requisiti “green”, come ad esempio le certificazioni ambientali, comporteranno per le imprese concorrenti a una gara “sconti” nell’importo della cauzione da depositare. Si tratta, a questo punto di capire in quale modo tali benefici siano cumulabili.

 

Il problema del cumulo

Nel precedente articolo sulle novità introdotte in tema di appalti dal Collegato Ambientale, si era anticipato come il possesso di specifici requisiti “green”, come ad esempio le certificazioni ambientali, comporteranno per le imprese concorrenti a una gara “sconti” nell’importo della cauzione da depositare.

A questo punto ci si chiede se e in quale modo i benefici di cui sopra siano cumulabili. Il che, in realtà, rappresenta una doppia questione. In particolare ci si domanda:

  • da un lato, se essi siano cumulabili con gli altri casi di riduzione dell’importo della cauzione provvisoria già previsti dall’art. 75 codice appalti;
  • dall’altro, se essi siano cumulabili tra di loro.

Per quanto riguarda la cumulabilità con i benefici preesistenti, l’art. 75 prevedeva già una riduzione dell’importo della cauzione provvisoria pari al 50%, in favore dei concorrenti in possesso delle certificazioni della serie ISO 9000 e simili (le c.d. «certificazioni qualità»).

In realtà, la possibilità di cumulare tale riduzione con le riduzioni introdotte dal Collegato Ambientale viene espressamente menzionata dalle nuove norme. Ma tali menzioni – caso per caso – sono tanto affastellate e disordinate da obbligare il commentatore a un lavoro di paziente ricostruzione interpretativa.

Conviene quindi richiamare sinteticamente i quattro distinti benefici in questione. Per motivi che tra poco vedremo, è anche utile indicare in quale periodo del nuovo art. 75 vada a ricadere ciascuno di essi, ricordando sin da ora che il preesistente primo periodo parla della riduzione del 50% per chi è in possesso della ISO 9000:

  1. riduzione del 30% in caso di ecogestione e audit EMAS (secondo periodo);
  2. riduzione del 20% in caso di certificazione ISO 14001 (secondo periodo);
  3. riduzione del 20% in caso di Ecolabel Ue (terzo periodo);
  4. riduzione del 15% in caso di certificazioni ISO 14064-1 o ISO/TS 14067 (quarto periodo).

 

Casistiche

Sul punto che qui ci interessa, nessun problema si pone per il caso n. 1. La nuova norma prevede infatti espressamente che la relativa riduzione d’importo sia cumulabile con quella «di cui primo periodo», vale a dire con la riduzione del 50% per la ISO 9000.

Nulla invece sul punto si dice a proposito del caso n. 2, ma su di esso dovremo tornare in seguito.

In relazione al caso n. 3, il legislatore torna a essere chiarissimo: la riduzione è cumulabile con la riduzione di cui ai periodi primo e secondo.

Per il caso n. 4, invece, il legislatore nuovamente non dice nulla.

Vista l’estrema chiarezza sui casi 1 e 3, non resta che domandarsi che cosa avvenga nei casi 2 e 4.

Per quanto riguarda il caso 2, bisogna chiaramente distinguere tra cumulo tra nuovi benefici e cumulo col beneficio preesistente (vale a dire col caso delle ISO 9000).

Molto semplice la risposta per quanto riguarda il possibile cumulo con il caso 1. I casi 1 e 2 sono infatti contenuti nel medesimo secondo periodo, e sono legati uno all’altro dalla congiunzione «o». Essi sono dunque uno alternativo all’altro, poiché il secondo caso è considerato una sorta di minus rispetto al primo. Ne deriva che essi non si possono cumulare uno con l’altro.

Diverso è il caso della cumulabilità tra il caso 2 e il primo periodo. Riteniamo infatti che l’omissione di un’espressa clausola in tal senso sia semplicemente dovuta alla dimenticanza di un legislatore sempre troppo frettoloso. Se infatti il caso 1 e il caso 2 sono – per così dire – uno contenuto nell’altro, che senso avrebbe che essi fossero trattati diversamente in relazione alla cumulabilità con il beneficio preesistente?

Dunque che il cumulo con il dimezzamento della cauzione ex ISO 9000 è pacificamente applicabile anche in relazione al caso 2. Consistenti indizi in tal senso sono del resto forniti dal fatto che il caso 3 – come visto – parli espressamente di cumulo «con la riduzione di cui ai periodi primo e secondo». Se i due casi di cui al secondo periodo sono trattati unitariamente in relazione al terzo periodo, è giusto che sia così anche in relazione al primo periodo.

Nulla di tutto ciò, purtroppo, ci aiuta specificatamente a risolvere il totale silenzio del legislatore in relazione al caso 4. A nostro sommesso avviso, in virtù dei ragionamenti generali di cui sopra, deve comunque essere ritenuta la cumulabilità con la riduzione ex ISO 9000. Per quanto riguarda la cumulabilità con i casi 1, 2 o 3, riteniamo invece che si debba valutare caso per caso, anche e soprattutto con riguardo a natura e contenuti dei requisiti di cui sopra. Tutto ciò vale non soltanto per la cauzione provvisoria, bensì anche per quella definitiva (il cui importo – si ricordi – vale ben il 10% dell’importo contrattuale). Si pensi dunque che, nel caso di cumulo multiplo – come detto espressamente previsto – tra dimezzamento ex ISO 9000, caso 1 e caso 3, l’importo della cauzione definitiva crolla addirittura al 2,8% dell’importo contrattuale. Si pensi anche che, nel caso di fideiussione bancaria, la banca usa richiedere l’immobilizzo del controvalore della garanzia. E una riduzione come quella appena citata si traduce in qualcosa come 72.000 euro in meno da immobilizzare per ciascun milione di euro di importo contrattuale.

Nel caso della fideiussione assicurativa il problema dell’immobilizzo non si pone, ma un simile abbattimento dei valori può essere comunque decisivo – vista la diffusa diffidenza degli operatori– sulla possibilità di farsi rilasciare tale fideiussione o meno. Ecco il motivo di così grande interesse a conseguire simultaneamente il maggior numero possibile dei benefici citati.

E’ opportuno evidenziare come la mancanza o l’insufficienza della cauzione provvisoria rappresenta una tipica causa di esclusione dell’offerta, anche dopo che la riforma dell’art. 46 Codice Appalti – operata dal D.L. 13 maggio 2011, n. 70 convertito con legge 12 luglio 2011, n. 106 – ha drasticamente ristretto il novero delle cause di esclusione stesse. In sede di offerta – visti i maggiori rischi e i minori importi – converrà dunque interpretare le cumulabilità con maggior prudenza; in sede di eventuale cauzione provvisoria, vi sarà poi agio di dialogare a quattr’occhi sul punto con la stazione appaltante.

 

Settori speciali (e settori esclusi)

Ulteriore problema relativo alla riduzione dell’importo della cauzioni si pone a proposito delle gare inerenti i c.d. settori speciali (artt. 208-213 Codice Appalti): acqua, energia, trasporti, servizi postali. Settori nei quali, in virtù di una consolidata tradizione nazionale e comunitaria, le norme a base di gara presentano differenze e peculiarità rispetto alle disposizioni generali.

Tra tali peculiarità ricordiamo proprio la facoltà, da parte della singola stazione appaltante, di escludere il beneficio del dimezzamento della cauzione provvisoria e della cauzione definitiva per chi possiede le certificazioni ISO9000.

Facoltà della quale – a dire il vero – le stazioni appaltanti usufruiscono spesso e volentieri.

È  presto per dire se e quanto tale facoltà sarà esercitata anche in relazione ai nuovi benefici di cui qui si tratta. Anche perché sul punto il legislatore non dice nulla. Per tali ragioni, si raccomanda un’attenta lettura di bando di gara e/o lettera d’invito.

 

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