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Collegato ambientale: GPP e criteri ambientali minimi

Obbligo di applicazione dei CAM negli appalti pubblici relativi a illuminazione pubblica, attrezzature per l’ufficio, servizi energetici per gli edifici

cam gpp
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Gli interventi del Collegato ambientale in materia di Green Public Procurement si concentrano su ritocchi mirati alla legislazione in materia di gare di appalto, introducendo una serie di benefici per i concorrenti alle gare che abbiano intrapreso un percorso di caratterizzazione ambientale delle proprie attività e dei loro prodotti.

Tale scopo, come abbiamo visto, viene raggiunto mediante due diverse modalità:

Diversa natura, ma identico fine hanno poi le norme dedicate ai “criteri ambientali minimi”.

Diviene infatti obbligatoria l’applicazione dei CAM negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi nell’ambito delle categorie previste dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (c.d. PAN-GPP, Piano Nazionale del Green Public Procurement).

 

Applicazione di criteri ambientali minimi negli appalti pubblici per
le forniture e negli affidamenti di servizi

La novità (art.18 del Collegato ambientale ) consiste nell’inserimento nel codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture ( D.Lgs. n. 163/2006) dell’art.68 bis . Esso stabilisce che, nell’ambito delle categorie merceologiche per le quali la P.A. adotta obiettivi di riduzione dei gas che alterano il clima e obiettivi relativi all’uso efficiente delle risorse coerenti con quelli indicati dalla Commissione europea, è fatto obbligo, per gli appalti di forniture di beni e di servizi, di prevedere nei relativi bandi e documenti di gara l’inserimento almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali recanti criteri ambientali minimi ai sensi del D.M. 11 aprile 2008.

Il tutto con riferimento alle categorie merceologiche indicate nello stesso art. 68-bis:

  1. acquisto di lampade a scarica ad alta intensità, di alimentatori elettronici e di moduli a LED per illuminazione pubblica, acquisto di apparecchi per illuminazione pubblica e affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica;
  2. attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio, quali personal computer, stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici;
  3. servizi energetici per gli edifici: servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento e raffrescamento.

Per ciascuna di tali categorie, le nuove norme dettano il preciso campo di applicazione in relazione agli importi di gara nonché la normativa di riferimento in relazione ai criteri ambientali minimi specifici per ciascun prodotto.

 

 

Per un approfondimento si rinvia all’articolo di Roberto Codebò in pubblicazione sul n. 3/2016 della rivista Ambiente & Sviluppo.

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