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Collegato ambientale: novità in tema di RAEE

Tra le norme in tema di rifiuti introdotte dal “Collegato Verde” segnaliamo quelle relative ai Raee, ai rifiuti di pile e accumulatori e ai pannelli fotovoltaici esausti

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Anche in tema di gestione dei rifiuti il cd. Collegato ambientale, in vigore dal 2 febbario, punta alla valorizzazione green, penalizzando il conferimento degli scarti in discarica, incentivando la raccolta differenziata, promuovendo la riduzione dei rifiuti non riciclati, favorendo il compostaggio domestico e di comunità (come mense, quartieri, ospedali). Fra le misure più note in tal senso, il ritorno del “vuoto a rendere” volontario e sperimentale nei bar e nei ristoranti, per i produttori di birra e di acqua minerale e il divieto di gettare in strada mozziconi di sigaretta, gomme da masticare e altri piccoli rifiuti.
Tra le norme in tema di rifiuti del Capo IV del “Collegato verde” (Legge 28 dicembre 2015, n. 221 ) si evidenziano, ai nostri fini, quelle relative ai RAEE (Rifiuti elettrici ed elettronici), ai rifiuti di pile e accumulatori e ai pannelli fotovoltaici.

 

Fine vita dei pannelli fotovoltaici

Premessa necessaria è che, in base al D.Lgs. n. 49/2014, i pannelli fotovoltaici rientrano tra le “apparecchiature elettriche ed elettroniche” (AEE): pertanto, una volta raggiunto il loro fine vita, dovranno essere gestiti come RAEE.

Proprio al fine di garantire una corretta gestione del “fine vita” dei pannelli fotovoltaici, per uso domestico o professionale, il Collegato ambientale ha introdotto nel D.Lgs. n. 49/2014 una serie di novità fra le quali spicca quella di cui all’art. 41 che prevede che:

  “Limitatamente ai pannelli fotovoltaici immessi sul mercato successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, per uso domestico o professionale, al fine di una corretta gestione del loro fine vita, i sistemi individuali e collettivi di cui agli articoli 9 e 10, per ciascun nuovo modulo immesso sul mercato, adottano un sistema di garanzia finanziaria e un sistema di geolocalizzazione delle medesime tipologie di quelle richieste dal Gestore dei servizi energetici nel disciplinare tecnico adottato nel mese di dicembre 2012, recante “Definizione e verifica dei requisiti dei ‘Sistemi o Consorzi per il recupero e riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita’ in attuazione delle ‘Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti’ (DM 5 maggio 2011 e DM 5 luglio 2012)”.

 

Leggi anche: Pannelli fotovoltaici incentivati: istruzioni operative per lo smaltimento

 

Rifiuti di pile e accumulatori

Al fine di dare una piena attuazione alle direttive dell’Unione europea relative a queste tipologie di rifiuti, l’art. 43 interviene anche sul  D.Lgs n.152/2006 (cd. Testo Unico Ambientale) con:

  • la disciplina della riassegnazione al Ministero dell’ambiente dei proventi derivanti dalle tariffe connesse all’attività di monitoraggio e vigilanza sui RAEE nonché alle attività svolte in materia di pile e accumulatori (tenuta del registro, vigilanza e controllo)
  •  l’indicazione che ai rifiuti di pile e accumulatori si applica la disciplina speciale prevista dal D.Lgs. 20 novembre 2008, n. 188 (di attuazione nazionale della direttiva comunitaria 2006/66)
  • la previsione che, nelle more dell’emanazione del decreto ministeriale che dovrà determinare criteri e modalità di trattamento dei RAEE (ulteriori rispetto a quelli fissati dalla normativa vigente contenuta nel D.Lgs. 49/2014), dovranno continuare ad applicarsi gli accordi, conclusi dal CdC RAEE (Centro di coordinamento RAEE), con le associazioni di categoria dei soggetti recuperatori, per i soggetti che vi hanno aderito.
  • il chiarimento, riguardo all’obbligo, per i sistemi individuali e collettivi, di dimostrare il possesso di un sistema di gestione della qualità, che il possesso delle certificazioni ISO 9001 e 14001 è alternativo (e non contestuale: “oppure EMAS”) alla certificazione EMAS.

 

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